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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 23:47

Taranto, ambientalisti divisi su Bonelli

Taranto, ambientalisti divisi su Bonelli

Taranto - Tutto in 24 ore. La divisione del mondo ambientalista tarantino si può analizzare osservando la giornata di sabato 3 marzo.
Lo sappiamo, questo termine non sarà gradito di certo a coloro che da anni si battono per vedere rispettato il diritto alla salute nella città di Taranto. Ma la divisione, dopo mesi di apparente unione, è troppo evidente per poter far finta che non ci sia.
D’altronde è lo stesso consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Patrizio Mazza, tarantino di adozione, a far notare il “dividi et impera” messo in atto dalle varie associazioni e dai vari comitati pro ambiente della città bimare.
Mazza parla infatti di un “ fallimento dell’ambientalismo a Taranto”.

Tutto, come dicevamo nell’incipit, si è palesato nella giornata di sabato scorso. Due conferenze stampa nello stesso giorno, e quasi nella stessa ora, e due movimenti pro ambiente che candidano come Sindaco di Taranto altrettanti personaggi della politica attiva.
Per la neonata associazione di cittadini “CambiAMO Taranto” il candidato Primo Cittadino è proprio l’ematologo Patrizio Mazza che da 2 anni si batte in maniera quasi solitaria all’interno del Consiglio della Regione Puglia contro l’inquinamento derivante dalla raffineria ENI, dal cementificio Cementir e dal siderurgico Ilva.
Angelo Bonelli , invece, risulta essere il papabile candidato per il neomovimento “Aria Pulita”. Bonelli , presidente della Federazione dei Verdi, è noto per le battaglie nazionali a favore dell’ambiente.
Quest’ultimo movimento risulta essere formato dalla fusione di altrettante associazioni come AltaMarea, PeaceLink, Donne per Taranto ed il Fondo Antidiossina. Alcune associazioni ma non tutte coloro che si battono per la salute e l’ambiente.

La spaccatura è apparsa subito evidente. Gli attriti tra gli ambientalisti, dopo la conferenza stampa di “Aria Pulita”, ha scaturito un botta e risposta al veleno tra i sostenitori di Bonelli e l’ambientalista Nicola Russo, presidente del comitato referendario “Taranto Futura”.
Russo , che non ha mai nascosto la sua volontà a candidarsi come Sindaco in questa tornata elettorale e sperando che il mondo ambientalista potesse alla fine proporgli tale chance, sentendosi fuori dai giochi ha sparato a zero su Bonelli lanciando ombre sul suo reale operato da ambientalista. Un continuo accusare , sul proprio profilo facebook, che ha portato lo stesso Bonelli a diramare una nota stampa.

Un'altra parte del mondo ambientalista, invece, ha voluto tenersi fuori dai giochi politici per mantenere, forse, una certa coerenza o non volendosi, forse, immischiare negli affari della politica. Quella politica accusata all’unanimità da tutti gli ambientalisti per aver barattato la salute dei tarantini per interessi non della collettività ma addirittura personali.
Quindi ambientalisti divisi tra chi vuole Bonelli, chi non lo vuole e chi ancora non sa cosa fare o forse non vuole entrare in questa partita.

Ma perché interviene il consigliere Mazza in tutto questo “scannarsi” tra ambientalisti?
Bene, il vero escluso, o danneggiato o tradito, di tutta questa vicenda risulta essere proprio Mazza che si è visto negare ( o forse se lo aspettava di diritto) l’appoggio dal mondo ambientalista, quel mondo che ha sempre sostenuto ma forse anche troppo bacchetato.
Mazza scrive : “ Riguardo invece alla frammentazione del fronte ambientalista, reputo che questa si sia verificata perché se avessimo chiesto tutti insieme, da sempre alternative economiche alle industrie inquinanti, molti di loro avrebbero perso quei benefici e privilegi, di potere e visibilità mediatica, fino ad oggi posseduti proprio perché si sono avvalsi di evidenti disgrazie ambientali, risultato dell’economia preponderante. Ciò viene da pensarlo osservando con quanta scientificità si è perseguita la scelta del candidato Bonelli, quasi a costringerlo con una conferenza stampa a scendere in campo. Mi chiedo quale mente illuminata abbia partorito la soluzione che uno che vive costantemente fuori Taranto, pur essendo un ambientalista, voglia per forza radicarsi a Taranto.
La storia mi ha insegnato che i cambiamenti , quelli veri, provengono dal popolo, con alla guida persone che vivono sulla propria pelle le problematiche del popolo ecco perché lascia ancora più meravigliati che parte dei notabili intellettuali del movimento ambientalista brigano per Bonelli e tra l’altro non sono neanche disposti a metterci la faccia candidandosi, tranne uno, forse. E’ spontaneo pensare che c’è una regia occulta per far frantumare il movimento ambientalista e far fallire gli obiettivi di riscatto della città.
Mi chiedo anche se costoro si sono posti il problema di calarsi nei panni di Bonelli, specie per l’impegno che attualmente profonde, e per il fatto che se dovesse fallire nell’impresa tarantina, solo lui ci rimetterebbe come immagine nazionale e dei Verdi , pur avendo un’ottima reputazione di ambientalista.
In queste condizioni all’indomani della tornata elettorale, diremo tutti che ogni presagio di fallimento era stato già detto, e ci rammaricheremo insieme per la grande occasione persa. Io ed il movimento Cambiamo Taranto, con altri che si coalizzeranno, ci impegneremo comunque per dare a Taranto una prospettiva di futuro migliore. Auspico che all’interno degli ambientalisti circoli davvero “un’Aria Pulita” , perché il movimento “Cambiamo Taranto” non incentrerà la propria attenzione solo sull’aria, ma anche su tutto il resto, come movimento trasversale e non ancorato ai partiti, ma dando voce ai cittadini di Taranto. Ogni atto politico deve presupporre la tutela del bene sociale collettivo e non possiamo chiudere la mente umana che deve poter spaziare liberamente”.

Antonello Corigliano


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