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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 06:16

Arriva il disabituante naturale contro i piccioni

Arriva il disabituante naturale contro i piccioni

Lecce - Animal welfare, non ferisce, non procura alcuna sofferenza, a impatto pressoché nullo, efficace contro i piccioni al 100%.  Non si tratta del testo di un nuovo spot pubblicitario ma della sintesi del nuovo rimedio che, dopo una prima fase di sperimentazione, verrà adottato in città su iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente al fine di prevenire i pericoli per la salute dei cittadini, i danni al decoro del centro storico e i vari disagi che la massiccia presenza di questi volatili è sovente provocare.

L’arma segreta di Andrea Guido è un pongo anti piccione: una sostanza che ha la consistenza del DAS, la celebre pasta sintetica per plasmare e modellare tanto amata dai più piccini. Il prodotto ha un odore che allontana gli uccelli infestanti. Si tratta quindi di una soluzione innovativa, completamente eco-sostenibile e che raggiunge risultati eccellenti senza impiegare pericolose sostanze chimiche.

“Con la crescita della popolazione dei colombi e le segnalazioni dei cittadini per i disagi che questi animali provocano, si è reso necessario pensare ad una soluzione per risolvere o quantomeno attenuare il problema in maniera decisa - commenta l’Assessore Andrea Guido - Nei mesi scorsi ho chiesto alla società Delco, affidataria dei servizi di disinfestazione e derattizzazione in città, di trovare una soluzione che permettesse, se non di eliminare, perlomeno di ridurre i danni che i piccioni provocano agli edifici e all’arredo urbano e i pericoli derivati dalla loro presenza per la salute dei concittadini. Ma doveva trattarsi di un rimedio non cruento, visto che i volatili, come tanti altri animali, sono e devono essere tutelati. Così i tecnici dell’azienda leccese mi hanno proposto la soluzione del disabituante naturale. Ma come funziona questo sistema? Semplicissimo. La sostanza, simile al DAS - continua Guido - viene posizionata su tetti, cornicioni, terrazzi, balaustre ma, a differenza dei vecchi rimedi, fatti di chiodi e ferri appuntiti che spesso finiscono per ferire, anche gravemente, gli animali, riesce a tenere lontano i piccioni attraverso un particolare odore emanato. In pratica, quando si avvicinano in volo ai dispenser contenenti la sostanza disabituante, gli uccelli avvertono un odore per loro insopportabile, ma non percepibile dall’uomo, e sono costretti a trovare un approdo alternativo. Con questo disabituante naturale, in aggiunta alla funzione spontanea dei nostri amici falchi grillai che ormai siamo riusciti a trasformare in degli abitué dei tetti delle nostre chiese barocche, siamo pronti per sferrare l’ultimo attacco non violento ai piccioni leccesi”.

Dopo un periodo di sperimentazione positiva del sistema avvenuta presso la sede del Tribunale di Viale De Pietro, precisamente, fa sapere giocosamente l’assessore comunale, “sul davanzale della Cancelliera Lisetta Baglivi che spontaneamente ha offerto il suo luogo di lavoro come laboratorio di sperimentazione”, sta per scattare una nuova offensiva dell'Assessorato alle Politiche Ambientali contro i piccioni della città barocca.

La novità sostanziale di questo nuovo sistema, risiede, dunque, nell’utilizzo di un repellente sviluppato con sostanze naturali e completamente innocue per uomini ed animali. Tale sostanza è frutto di studi sugli uccelli a partire dai loro modelli psicologici, comportamentali e di nidificazione. Viene prontamente percepita da piccioni ed altri volatili attraverso olfatto, vista e tatto.

Si tratta di un formulato a base di mix di erbe, non tossico, totalmente igienico e completamente naturale. I “principi attivi” essenziali sono 2: la capsaicina, composto chimico responsabile della piccantezza dei peperoncini che emana l’odore caratteristico del prodotto, e la menta. Non si ricorrerà, quindi, a prodotti chimici dannosi, ma soltanto fastidiosi per il sistema olfattivo degli uccelli infestanti.  Il metodo è stato anche approvato dalla LIPU e dall'ENPA, proprio perché non mette a rischio la salute dei volatili: semplicemente li induce a trovare un luogo diverso su cui appollaiarsi. 


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