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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 13:04

Raccolta differenziata, Guido risponde a Mongelli

Raccolta differenziata, Guido risponde a Mongelli

Lecce - L'assessore Andrea Guido risponde all’avvocato Mongelli di Codacons sulle critiche mosse nei confronti della gestione della raccolta differenziata:

"Non comprendo la logica che ha dettato l’intervento dell’Avv. Piero Mongelli di Codacons. Egli pone l’accento su presunti inadempimenti dell’Amministrazione Comunale e lancia accuse di inidoneità del servizio. Mongelli, secondo vecchi schemi populistici, passa in rassegna pubblicamente quelle che secondo lui sono le criticità del servizio e che si sarebbero potute evitare in sede di progettazione. Ma ho il dovere di ribattere a tutte le sue accuse le quali  per la maggior parte risultano false e per la restante parte imprecise e approssimative.

L’avvocato del CODACONS leccese accusa il comune di aver aumentato la TARI dell’8% con un aggravio di ben 1.800.000 euro. Gli sarà sfuggito probabilmente un passaggio cruciale. Possibile che un professionista attento come lui non abbia mai saputo della questione legata allo smaltimento dell’indifferenziato e dell’organico? Nessuno gli ha mai detto che per colpa di un mancato ampliamento della piattaforma di Cavallino oggi ci troviamo a dover pagare una tariffa di 127 € per conferire nella piattaforma di Statte a fronte delle 55 € che sborsavamo un tempo? Eppure trattasi di una vicenda ampiamente affrontata su tutti gli organi di informazione. Sono passati più di 2 anni dalla redazione del progetto di ampliamento della discarica di Cavallino a cura dell’ex ATO LE1 e del Comune di Cavallino ma la Regione Puglia con sua grande inerzia ancora non ha dato il via libera ai lavori costringendo la città, dopo la chiusura per raggiungimento dei limiti della piattaforma dell’hinterland, ad avvalersi della discarica di Statte con significativi aggravi in termini di servizio di di trasporto, di biostabilizzazione e di smaltimento in quanto trattasi di struttura privata. Mi spiegherà quindi Mongelli quali colpe avrebbe il Comune. 

Parla poi di un servizio di raccolta porta a porta più costoso rispetto al vecchio. Ma questo è ovvio, anche un bambino saprebbe capirne i motivi. Quello che però sfugge all’avvocato è che a Lecce un servizio che in altre città simili viene pagato 19.000.000 l’anno, ne costa appena 13 e questo per l’impegno degli uffici comunali del mio assessorato i quali si sono presi la briga in tempi non sospetti di partecipare in maniera autonoma a tutti i bandi europei per l’acquisto di tutte le attrezzature, carrellati e pattumelle comprese, in modo da riconoscere alla ditta aggiudicataria solo i costi strettamente legati alla raccolta e al conferimento nelle piattaforme e facendo risparmiare ai cittadini ben 6 milioni all’anno. Quindi l’aumento, deve sapere Mongelli, rispetto al vecchio sistema è di appena 500 mila euro. Siamo passati da 12,5 milioni a 13 milioni. Pensa forse Mongelli che questo passo è stato inopportuno? Avrebbe preferito che la città avesse voltato le spalle nei confronti di quella che è una necessità per il proseguimento della vita futura sul pianeta?

Mongelli punta il dito sulla questione degli spazi condominiali idonei al posizionamento dei carrellati. Anche qui il mio consiglio all’avvocato è quello di selezionare meglio le sue fonti, oppure andare ad informarsi personalmente su come stanno le cose. All’epoca della redazione del progetto iniziale furono censiti dal punto di vista urbanistico e planimetrico tutti i condomini della città e ne venne fuori che solo alcuni non erano dotati di pertinenze adatte. Per questo motivo fu prevista poi la deroga all’ordinanza dirigenziale che regola il conferimento. Lo ripeto ancora, tutti i condominii che non hanno effettivamente lo spazio idoneo hanno diritto ad ottenere una deroga. Ma con le sue illazioni Mongelli non fa altro che schierarsi dalla parte di condomini e amministratori pigri e svogliati, gli stessi che dal momento dell’avvio del servizio perseguono il loro subdolo boicottaggio nei confronti di un sistema di raccolta dei rifiuti che oggi rappresenta più una necessità etica e morale nei confronti del futuro del pianeta che un semplice servizio comunale di gestione degli RSU. 

Parla poi di inasprimento delle sanzioni. Mi stupisco come un avvocato come lui non si sia accorto che Vigili e Ispettori applicano solo Leggi dello Stato e che il Comune non ha mai deciso di avvalersi della sua facoltà di regolamentare diversamente le fattispecie, preferendo invece, appunto, applicare la norma statale. 

Accusa poi Comune e Assessorato per il furto dei kit delle pattumelle e per il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. E penso che su questi due punti non meriti neanche una risposta, tanto è chiaro il suo intento demagogico che altro non fa trasparire una sua rinnovata volontà di scendere in campo cominciando a costruire la sua campagna elettorale.

Poi, cosa gravissima, perché spudoratamente falsa, parla di un immaginario blocco del servizio in centro e di presunti condomini in cui alcune famiglie sono sottoposte al porta a porta e altre ancora legate al vecchio servizio. Qualcuno gli spieghi per favore che nella zona Mazzini, in questa fase di transizione, abbiamo deciso di far convivere le 2 modalità per limitare al massimo i disagi.

Mongelli recrimina nel suo intervento la scelta dell’utilizzo di carrellati e pattumelle. Invoca invece l’utilizzo delle buste provviste di codice a barre. Sappia l’avvocato che i contenitori che abbiamo acquistato grazie ai finanziamenti comunitari (non a spese dei cittadini come è avvenuto nella maggior parte dei comuni italiani) sono provvisti di microchip elettronico, di gran lunga più affidabile rispetto al vecchio codice a barre. Ma non solo, sappia l’avvocato anche che le buste, sia quelle biodegradabili, sia quelle in plastica resistenti, sono state messe al bando in tutta Italia proprio per motivi di decoro e di affidabilità nella resa e nella tenuta delle stesse.

L’avvocato del CODACONS suggerisce, ancora, nella sua lunga inquisitoria, una raccolta notturna. Ma è sempre la stessa persona che si scaglia contro i costi del servizio? Lo riesce a comprendere che un servizio notturno costerebbe il triplo? E con la movida notturna poi, come la metterebbe? 

Sono solo 2 le questioni intelligenti sollevate da Mongelli. La prima si riferisce all’arco di tempo, reputato eccessivo, previsto per il conferimento di imprese e cittadini privati e alla conseguente esposizione su suolo pubblico di carrellati e pattumelle. Ma su questo punto a breve verrà emanata una nuova ordinanza dirigenziale frutto di una lunga mediazione con i referenti della ditta. La seconda, invece, sull’applicazione del metodo proporzionale nel calcolo della tassa per le famiglie. Anche questo è stato previsto. Un accordo tra il dirigente del settore ambiente, Arch. Bonocuore, e il dirigente dei tributi, Avv. Errico, prevede proprio l’applicazione del principio a partire dal 2018, una volta che ogni criticità legata alla rivoluzione appena partita verrà superata.

Cerco di non farmi prendere dallo sconforto ogni volta che mi trovo costretto a rispondere ad accuse così superficiali e demagogiche ma questa volta esse arrivano da una figura che dovrebbe fare gli interessi dei cittadini in quanto consumatori anziché alimentare polemiche sterili basate su dati e informazioni completamente false, adattate ad una mera logica di strumentalizzazione e che con la realtà dei fatti hanno poco a che fare. Da persone come l’Avv. Mongelli mi sarei aspettato supporto e atteggiamenti propositivi volti al miglioramento negli interessi dei cittadini e non vuoti e zoppicanti attacchi demagogici".


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