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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 24 novembre 2017 - Ore 23:25

Esito Assemblea personale tecnico-amministrativo dell’UniSalento

Esito Assemblea personale tecnico-amministrativo dell’UniSalento

Lecce - Lunedì 18 gennaio 2016, nell’Aula Ferrari dell’edificio Codacci Pisanelli, si è svolta l’Assemblea del personale tecnico-amministrativo dell’Università del Salento. La manifestazione ha visto la partecipazione in massa dei lavoratori di Ateneo, i quali sono stati chiamati a esprimersi circa la posizione che dovesse assumere il sindacato, i Lavoratori e gli organi di governo politico e amministrativo, in ordine al Progetto di riorganizzazione delle strutture amministrative e gestionali presentato dal direttore generale dell’Università del Salento. 

I lavori assembleari sono stati partecipati attivamente da diversi interventi di Lavoratrici e Lavoratori i quali, riprendendo i temi e le preoccupazioni espresse già nell’assemblea del 8 gennaio scorso, hanno espresso profonde perplessità per la metodologia adottata nella elaborazione del progetto di riorganizzazione. L’Assemblea, infatti, ha contestato la riduzione dei margini di condivisione di un progetto di riorganizzazione  redatto frettolosamente e, soprattutto,  prodotto senza prevedere una tempistica  tale da consentire - tanto alle Organizzazioni sindacali quanto ai dirigenti di Ateneo - di formulare contributi all’insegna di un’analisi del contesto e delle prospettive, piuttosto che all’insegna dell’ urgenza.  Proporre ai dirigenti un progetto, lasciando loro 24 ore per formulare le proprie osservazioni, ha il valore di una condivisione meramente teorica. Ancor più gravemente: non coinvolgere assolutamente il delegato alla Ristrutturazione organizzativa, prof. Laudizi, può essere letto come una grave distrazione o come una impropria superficialità, quando non come un disimpegno dal Ruolo istituzionale di un Delegato del rettore. L’Assemblea ha manifestato preoccupazione per un progetto che, lungi dall’essere “semplicemente” un intervento tecnico di riorganizzazione di alcuni servizi, si è palesato (difformemente rispetto a quanto espresso in prima istanza nel corso della Contrattazione del 15 dicembre 2015), come un intervento di profondo respiro politico gestionale. Non si può pensare, infatti, che lo smantellamento e lo smembramento di due Ripartizioni (Ripartizione Ricerca e Ripartizione Tecnica), l’aggregazione di due Ripartizioni (Tecnica e Informatica), il profondo ridimensionamento della Ripartizione Didattica, e un qualche terremoto a livello di Ripartizione Finanziaria uniti a un ingrossamento di attribuzioni e funzioni di controllo diretto in capo alla Direzione generale (ivi inclusa la paventata perdita di indipendenza del Nucleo di Valutazione, degli Affari Legali e di altre Unità organizzative intermedie), siano solo interventi di natura tecnica: si tratta di un importante intervento di ristrutturazione, con profonde implicazioni di natura politica, destinato a condizionare le missioni del nostro Ateneo. 

Un intervento politico, dunque, rispetto al quale il rettore non può rimanere estraneo. Risulta, infatti, che questo progetto non sia stato partecipato al Delegato del rettore alla Ristrutturazione organizzativa. Ed è questo che, gravemente, è stato rimarcato dall’Assemblea, come un profondo vulnus per il progetto di riorganizzazione. Fra le altre, l’Assemblea ha denunciato come il progetto, intervenendo palesemente in una prospettiva dal “bilancio gonfiato” - in termini di dotazione organica – si propone come una riorganizzazione politica, ancorché tecnica, atteso che viene deciso quali strutture/uffici “gonfiare” di personale teorico, e quali strutture/uffici/servizi/Centri “sgonfiare” di personale, accorpandone alcune, e mettendone in liquidazione altre. 

Di fronte a questa prospettiva che mette a rischio la qualità dei rapporti con i Lavoratori, con il Territorio e con l’Utenza studentesca, l’Assemblea, dopo aver preso atto dell’assenza del Direttore generale e del Delegato alla Ristrutturazione organizzativa, ha votato una mozione che, come vedremo, chiede garanzie politiche rispetto a un progetto di ristrutturazione amministrativa, che non può passare senza la valutazione e l’assunzione di responsabilità da parte del rettore, attraverso il coinvolgimento del Delegato alla Ristrutturazione organizzativa dell’Università del Salento.

L’Assemblea delle Lavoratrici e dei lavoratori dell’Università del Salento, per tutte le considerazioni emerse nel corso dei lavori assembleari del 18 gennaio 2016 e sopra riportate, ha votato all’unanimità la seguente mozione relativa al progetto di Riorganizzazione presentato dal direttore generale in data 31 dicembre 2015:

“Considerata la portata politica del progetto di riorganizzazione, e tenuto conto delle profonde ricadute del medesimo progetto sulle missioni di Ateneo e sui rapporti con il territorio e con gli studenti, i Lavoratori e le Lavoratrici invitano il direttore generale: 1) a raccogliere le osservazioni che dovessero giungere dalle Organizzazioni sindacali e a rielaborare il progetto di riorganizzazione; 2) a riformulare un progetto di riorganizzazione in sinergia  con i dirigenti di ateneo e a condividerlo con il Delegato alla Ristrutturazione organizzativa; 3) a riportare il progetto rivisitato a seguito delle osservazioni del Delegato del Rettore, dei Dirigenti e delle OO.SS, nonché i criteri tecnici e politici che sottendono il medesimo, in un incontro  informativo  con Tutti i Lavoratori della comunità universitaria e con le Organizzazioni sindacali. L’assemblea invita il rettore, in quanto “datore di lavoro” e rappresentante legale, a farsi garante del processo di condivisione del progetto di Ristrutturazione in atto, e ad assumersi le responsabilità di un progetto che, qualora non venisse opportunamente riconsiderato e condiviso, intervenendo profondamente sull’assetto Organizzativo di Ateneo, è destinato non soltanto a condizionare notevolmente la prevista autonomia di alcune strutture e la divisione di ruoli fra controllore e controllato, ma anche a influenzare negativamente i rapporti con il territorio e con gli studenti, nonché le prospettive di raccordo fra orientamento in entrata e orientamento in uscita, con ricadute sull’intera Valutazione di Ateneo."

Al riguardo, il segretario provinciale Uil Rua Tiziano Margiotta dichiara:

"La partecipazione in massa delle lavoratrici e dei lavoratori all'assemblea del 18 e a quella dell'8 gennaio scorso, esprime tutta la preoccupazione per  scelte organizzative che rischiano di produrre ricadute negative per i rapporti con gli studenti, con il territorio e, in prospettiva, sull'intera valutazione dell'Ateneo. I lavoratori denunciano il tentativo di far passare una profonda Ristrutturazione organizzativa, come una semplice riorganizzazione amministrativa. Siamo di fronte una vero e proprio atto politico, e non a un intervento tecnico, rispetto al quale devono essere chiamati a esprimersi tanto il delegato del Rettore alla Ristrutturazione prof. Giovanni Laudizi – che non è stato coinvolto in alcun modo – e successivamente il Senato e il Consiglio di Amministrazione. In una realtà lavorativa che negli ultimi anni ha subito un profondo ridimensionamento dell'organico, una ristrutturazione di questa portata, qualora non condivisa, diventerebbe un macigno ai danni del benessere organizzativo e della motivazione di centinaia di lavoratrici e lavoratori. Ecco perché, rispetto a questa ristrutturazione, è necessaria l'assunzione di responsabilità da parte del Rettore e del Delegato di riferimento. Nel corso dell'assemblea è stato proposto un referendum sulla metodologia adottata e sulla necessità o meno di procedere a questa Ristrutturazione frettolosa. I Lavoratori in massa si sono espressi per il No a questa Ristrutturazione. Nonostante il valore non ufficiale della consultazione, tanto il rettore quanto il Direttore generale ne dovrebbero prendere atto".


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