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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 01:26

Cassa integrazione, i dati di luglio e dei primi sette mesi

Cassa integrazione, i dati di luglio e dei primi sette mesi

Lecce - Nei primi sette mesi del 2015 le ore di cassa integrazione in provincia di Lecce registrano un calo del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2014 (da 3.170.288 a 3.018.478). La provincia è terza a livello regionale per numero complessivo di ore richieste (dopo Bari e Taranto). Soltanto Taranto fra le province pugliesi registra un aumento (+43,1%). Ad evidenziarlo è il VI Rapporto Uil sulla cig elaborato su dati Inps.

Nel solo mese di luglio, in provincia di Lecce, sono state richieste 111.936 ore di cassa integrazione, in calo dell’87,5% rispetto a giugno (898.287 ore). La cig ordinaria passa da 205.838 a 111.096 ore (-46%). In calo del 100% anche quella straordinaria (da 646.992 a 0 ore) e la cig in deroga (-98,2%, da 45.457 a 840 ore). 

Da gennaio a luglio, i lavoratori salentini interessati all'ammortizzatore sociale sono stati 2.537 (22.482 in tutta la Puglia).

“I dati relativi alle richieste di cassa integrazione nei primi sette mesi del 2015 - commenta il segretario generale della Uil di Lecce Salvatore Giannetto - evidenziano un calo significativo a livello nazionale (-29,9%), molto più contenuto in Puglia (-1,2%) e in provincia di Lecce (-4,8%). I ritmi modesti di crescita del Pil nazionale, la stagnazione degli investimenti e dei consumi, le turbolenze internazionali collegate alla situazione economica in Cina, non inducono, purtroppo, ad ottimismo per quanto concerne l'avvio di un percorso robusto di ripresa, necessario per combattere efficacemente la disoccupazione”. 

“Il generale calo mensile registrato nel mese di luglio, in particolare rispetto alle gestioni Ordinaria e Straordinaria – continua Giannetto - potrebbe essere un segnale positivo poiché indicherebbe una ripresa della produzione se, però, fosse accompagnato da altri due indicatori: meno domande di disoccupazione e più occupati. Purtroppo non è ancora così, in quanto c'è una ripresina delle domande di Naspi (le domande presentate tra maggio e giugno a livello nazionale sono state oltre 150 mila e si riferiscono ai rapporti di lavoro cessati a partire dal 1 maggio scorso), il che segnala un parziale travaso verso la vera e propria disoccupazione di persone che erano in aziende in difficoltà. Inoltre, rimane del tutto inattendibile il dato della cassa in deroga che, come ammette la stessa Inps, è troppo condizionato dalla non certezza delle risorse assegnate alle Regioni. In sintesi – conclude - il dato sugli ammortizzatori fotografa lo stato della nostra economia: una ripresa debolissima che ancora non è sostenuta da efficaci politiche per la crescita”.


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