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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 01:31

Oltre il Vento: "I salentini hanno diritto ad un riconoscimento sociale"

Oltre il Vento: "I salentini hanno diritto ad un riconoscimento sociale"

Melendugno - Tap è alle battute finali. E sembra confermata la posizione favorevole dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi rispetto al progetto del gasdotto, presentato da Trans Adriatic Pipeline, volto a traghettare il gas naturale dalla zona del Caucaso, del Mar Caspio (Azerbaigian) e, potenzialmente, del Medio Oriente. Nel dettaglio si tratta di un’infrastruttura lunga 871 chilometri il cui approdo è previsto nella costa meridionale della Puglia, mediante l’attraversamento dei territori greco (510 chilometri), albanese (151 chilometri) e il passaggio nel mar Adriatico.

L’opposizione al Tap da parte della maggioranza della popolazione e dei sindaci dei Comuni interessati (Melendugno in testa) è storia nota. Così come anche oggi, in seno alla conferenza dei servizi che si è tenuta presso il ministero dello Sviluppo economico, la Regione Puglia ha ribadito il suo diniego all’intesa che serve per stilare l’autorizzazione unica del progetto, sottolineando come le criticità siano tutt’altro che risolte.

Si tratta di un momento cruciale dell’intero iter autorizzativo del Tap, dunque, in cui anche la nuova associazione “Oltre il vento” ha voluto assumere una posizione chiara: “Prendiamo atto della dichiarazione di fattibilità dell’opera dal governo per realizzare obiettivi di programmazione e di politica energetica nazionale ed europea, ma i tempi sono maturi per discutere anche di un riconoscimento economico e sociale ai cittadini salentini che comunque, volenti o nolenti, rischiano di subire l’impatto potenzialmente negativo dell’opera”.

Al netto di tutte le manifestazioni di contrarietà rispetto all’approdo dell’infrastruttura in terra salentina, per ragioni legate alla salvaguardia dell’ambiente e della vocazione turistica del territorio, secondo la presidentessa Silvia Pispico non si può ignorare la volontà della popolazione, sintetizzata nel parere espresso dagli enti locali.

“La realizzazione del Tap rischia di essere l’ennesima imposizione calata dall’alto che necessita, quanto meno, di un risarcimento per i Comuni pugliesi interessati – propone Silvia Pispico-. Tale riconoscimento può essere assegnato nelle forme più opportune attraverso, ad esempio, una riduzione della bolletta energetica e l’assegnazione di fondi specifici per il miglioramento della qualità dell’ambiente nel Salento, sempre passando, però, da una fase di concertazione che il governo è tenuto a  fare direttamente con i primi cittadini”.  “Questo – sottolinea la presidentessa dell’associazione - per non continuare ad essere protagonisti passivi ma artefici del processo decisionale democratico”.


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