Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 05:45

Lezzi: "Legge di stabilità e mezzogiorno saccheggiato dalle risorse"

Lezzi: "Legge di stabilità e mezzogiorno saccheggiato dalle risorse"

Lecce - La senatrice del Movimento 5 Stelle, Barbara Lezzi è intervenuta sul tema della decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato nella Legge di Stabilità 2015 che sopprime i benefici della Legge 407/90 per il collocamento dei disoccupati.

Ecco il suo intervento integrale:

"La decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato nella Legge di Stabilità 2015 sopprime i benefici della Legge 407/90 per il collocamento dei disoccupati. L'art.12 della Legge di Stabilità 2015 finge di introdurre l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato, con esclusione dei premi e contributi INAIL che restano a carico delle imprese. Come si sa, il metodo Renzi ha sempre un risvolto avvelenato e questa volta a farne le spese è soprattutto il sud perché si sopprimono gli incentivi della Legge n. 407/90 (art. 8, comma 9) che finora ha concesso a chi assume disoccupati uno sgravio contributivo per tre anni (Inps e Inail) con uno sconto pari al 100% per le imprese del Mezzogiorno e 50% per gli altri datori di lavoro. La norma ha fino ad oggi contribuito al collocamento di moltissimi lavoratori. Oltre al danno non poteva mancare la beffa perché la Legge n. 407/90 non aveva un termine per effettuare le assunzioni mentre lo sgravio Renzi vale solo per le assunzioni effettuate nel 2015 e prevede, dunque, uno sgravio per un solo triennio, per i soli contributi INPS e condizionati ad un tetto di 8.060 euro annui. Visto, però, che l'intera Italia è colpita da una profonda crisi, non sarebbe stato più efficace estendere, anche temporaneamente, l'agevolazione del 100% della 407/90 anche alle regioni escluse?

Questa norma, così come prevista dal Governo, sarà un disastro per il sud e non aiuterà il nord. Insomma, dallo spot con cui si annunciava l'abbassamento delle tasse per 18 miliardi per il 2015 si è passati ad un aumento di circa 18 miliardi nel 2016, 24 nel 2017e 28 nel 2018. Entriamo nei particolari. La manovra prevede fin d'ora un pesante aumento dell'Iva: nel 2016 l'aliquota del 10% passa al 12% per poi salire al 13% nel 2017. Quella del 22% salirà invece al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018. Ma non si diceva che bisognava dare una spinta ai consumi degli italiani per rilanciare l'economia? Dal lato dell'Irpef, è previsto un taglio delle detrazioni per 4 miliardi nel 2016 e 7 miliardi dal 2017 in poi. Si tratta di minori detrazioni per le famiglie (quali spese d'istruzione, mediche, ecc. che si riportano nel modello unico o nel 730). 

La riduzione dell'Irap per le aziende, che Renzi aveva quantificato in 6 miliardi e mezzo per il 2014, si riduce a poco meno di 3 miliardi perché viene annullato, già dal 2014, il taglio delle aliquote del 10% deciso durante la campagna elettorale delle europee (d.l. 66/2014 - bonus 80 euro). Nel totale silenzio di Confindustria e con il beneplacito del Presidente Napolitano, si viola lo statuto del contribuente che vieta norme fiscali retroattive. Questo dietrofront del Governo pesa su attività commerciali, artigiani e professionisti. A questo punto nessuno può garantire che Renzi, visti gli squilibri di bilancio e gli impegni con l’Europa, faccia lo stesso, il prossimo anno, per le agevolazioni previste dallo sgravio della componente lavoro dal calcolo dell’Irap. La ciliegina non manca, dal primo gennaio 2015 aumentano anche le tasse applicate ai fondi pensione, che saliranno dall'11,5% al 20%. 

Dulcis in fundo, l'art. 9 introduce un regime fiscale agevolato per gli autonomi che nel contempo abroga il regime dei c.d. ex minimi molto più vantaggioso che prevedeva l'imposta sostitutiva del 5% contro il "nuovo" che prevede, a regime, l'aliquota del 15%. In merito a questo, vi diranno che con questo nuovo regime i contributi previdenziali saranno versati in base al reddito prodotto anziché sul minimale previsto dall'Inps per artigiani e commercianti. Dalle stime già elaborate si evince che, dal momento che ci sarà un pari o maggiore esborso, quanto veniva versato per i contributi sarà pagato in tasse. Non trovate che sarebbe stato più onesto far scegliere ai contribuenti  quale regime optare lasciando in vigore anche il regime degli ex minimi? Ma per il sud non finisce qui. Per ubbidire all’Europa, infatti, il Governo, oltre a saccheggiare il fondo taglia tasse per oltre 3 miliardi, scippa al fondo coesionee sviluppo altri 500 milioni. Risorse che per l’80% erano destinate al mezzogiorno".


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "POLITICA"
31 Maggio 2017 - Lecce

Lecce - Decine di occhi indiscreti per monitorare, controllare, sorvegliare. Per guardare senza essere visti. A qualsiasi ora, in qualunque posto. In centro,...

04 Aprile 2017 - Lecce

Lecce - L’Assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Andrea Guido, scrive ai dirigenti TAP e alla ditta affidataria del lavori per richiedere...

31 Marzo 2017 - Lecce

Lecce - La discarica per rifiuti speciali in località Masseria Parachianca non si farà. La parola fine viene posta definitivamente questa...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner