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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 22 ottobre 2017 - Ore 22:56

Centinaia di studenti in piazza contro le riforme

Centinaia di studenti in piazza contro le riforme

Lecce - Questa mattina, a Lecce, come in molte altre città d'Italia, centinaia di studenti, universitari e dottorandi hanno invaso le piazze contro le politiche adottate da un governo che va in continuità con il passato. Continua, infatti, l'attacco a scuola e università attraverso l’adozione di politiche che attaccano il diritto allo studio e rendono impossibile sognare un futuro che non sia segnato dalla precarietà. Il Piano Scuola di Renzi, infatti, si pone in continuità con il progetto di aziendalizzazione delle scuole, già intrapreso dalla Gelmini, permettendo l'ingresso dei privati nelle scuole e, tra l'altro, rende impossibile l'accesso all'insegnamento inserendo un concorso unico al quale si potrà accedere solo chi ha frequentato una magistrale abilitante, nuova invenzione di Renzi. Dal concorso unico però saranno esclusi gli attuali studenti che frequentano lauree magistrali, chi ha fatto o deve iniziare quest’anno il TFA e chi ha conseguito un dottorato di ricerca. Nessuna di queste categorie, infatti, avrà frequentato una magistrale abilitante, pertanto milioni di studenti che aspirano a diventare insegnanti, saranno invece lasciati in mezzo alla strada senza diritti e tutele. Il piano scuola di Renzi, quindi, precarizza ancora di più il futuro di noi giovani. Il tutto va ad aggravarsi con l'annuncio dei tagli dal Fondo di Finanziamento ordinario di 400 milioni che faranno cadere ancora più nel baratro le università pubbliche. Anche il sistema del diritto allo studio è al collasso, a causa dell’ennesimo provvedimento che condannerà migliaia di studenti idonei, che per legge hanno diritto alla borsa di studio, a non riceverla affatto e probabilmente ad abbandonare gli studi. Infatti, il Governo Renzi con il Decreto Sblocca Italia sottopone al vincolo del Patto di Stabilità Interno 150 mln del Fondo Integrativo Nazionale per le borse di studio, che prima ne erano esclusi, rendendo materialmente impossibile l’erogazione di migliaia e migliaia di borse di studio.

Ancora, gli studenti hanno portato in piazza i temi del lavoro, attaccando il Jobs Act, manovra con cui il Governo tende a precarizzare ancora di più il mondo del lavoro. Durante il corteo gli studenti universitari di Link Lecce ­ Coordinamento Universitario hanno inoltre fatto due azionidimostrative, una davanti al tribunale di Lecce, appendendo uno striscione con la scritta "Per voi praticantato, per noi precariato" per dimostrare la contrarietà alla convenzione sul praticantato anticipato attualmente lo discussione, che prevede criteri molto restrittivi per accedervi e nessuna forma di tutela per gli studenti praticanti. Altra azione dimostrativa, messa in campo dagli studenti universitari, è stata quella di denunciare la poca valorizzazione dei beni culturali, calando a porta Napoli, uno striscione con la scritta "la cultura salva" cherichiama inoltre il dissenso verso la nuova proposta di legge che sancisce le caratteristiche del professionista che tutela il bene culturale.

Un tema trattato quest’oggi è anche quello dei trasporti pubblici provinciali, raggiungere università e scuola, infatti oggi diventa sempre impresa. Le linee provinciali che collegano i territori con le scuole sono sempre più scarse e arrivano in ritardo rispetto all'inizio delle lezioni, costringendo gli studenti ad entrare a scuola con un ora di ritardo, influendo sul percorso di apprendimento. Raggiungere l'Università non è certamente più semplice, gli studenti della provincia, oltre a pagare un salato biglietto giornaliero, sono spesso costretti a cambiare più circolari, questo comporta l'utilizzo di biglietti di diverse compagnie di trasporto, facendo lievitare il costo per raggiungere il luogo della formazione. È ingiusto che una città come Lecce, candidata a diventare capitale europea della cultura, fatichi ancora a garantire una mobilità liberao, ostacolando gli studenti a raggiungere i luoghi della formazione.

Per tale motivo alla fine della mobilitazione si è tenuto un tavolo tecnico con i responsabili della Provincia dove si sono discusse le modalità d’azione per porre fine a questo disagio:aumento e anticipo delle corse e biglietto unico integrato. Ancora una volta, le aziende del trasporto pubblico, sono state le uniche assenti quest’oggi, dimostrandosi sorde nei confronti delle legittime richieste degli studenti. Ma le rivendicazioni non terminano qui,infatti gli studenti tra tre settimane terranno un secondo tavolo tecnico, a cui si chiederà l'intervento non solo delle aziende locali, ma anche della Regione.


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