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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 22 ottobre 2017 - Ore 12:16

Petrolio, la Giunta dice no alla ricerca degli idrocarburi

Petrolio, la Giunta dice no alla ricerca degli idrocarburi

Lecce - “Parere sfavorevole alla compatibilità ambientale”, è questa la risposta del Comune alla richiesta di permessi pervenuta dalla Società Global Petroleum Limited per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi all’interno di un area marina individuata al largo delle coste pugliesi. Le attività di ricerca idrocarburi sono regolate dal D. Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. il quale prevede che possono essere autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale ministeriale e sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate.

Lo scorso giugno, quindi, la Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha comunicato l’esito favorevole delle verifiche di procedibilità delle istanze presentate dalla Global Petroleum Limited e il conseguente avvio del procedimento di Valutazione Ambientale di competenza statale per la prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare in quattro aree contigue del mare adriatico meridionale. Gli interventi proposti riguardano quattro aree con un’estensione cadauna di circa 750 Kmq per una superficie complessiva di circa 3000 kmq all’interno del bacino del basso Adriatico.

L’Ufficio V.A.S., nato di recente in seno all’Assessorato alle Politiche Ambientali di Andrea Guido, ha ritenuto di dover esprimere, nell’ambito della procedura ministeriale di V.I.A., parere sfavorevole alla compatibilità ambientale degli interventi proposti. La Giunta Comunale, lo scorso venerdì, con opportuna deliberazione presentata da Guido ne ha preso atto e ha confermato quanto rilevato dal nucleo di valutazione ambientale strategica, inoltrando il tutto all’ente regionale.

“L’obiettivo principale dei lavori proposti dalla Società Global Petroleum Limited è quello di valutare al meglio la presenza di accumuli di idrocarburi economicamente sfruttabili – commenta Andrea Guido - Gli interventi consisterebbero in due fasi distinte, una operativa di ricerca e un’eventuale fase di perforazione. La prima fase includerebbe gli studi di terreno, l’interpretazione dei dati ricavati e l’acquisizione di nuove linee sismiche, mentre, nel caso in cui gli esiti della prima fase confermassero la presenza di rilevanti accumuli di idrocarburi, la seconda fase contemplerebbe invece la perforazione di un pozzo esplorativo. Il programma di ricerca, ovviamente, non è fine a se stesso ma basato sull’ipotesi che la prospezione in mare possa dare esito positivo. In questo caso il progetto sarebbe cosa molto diversa dal programma di ricerca presentato oggi. Ecco perché è necessario porsi in tale prospettiva e sottolineare con forza che lo sfruttamento del litorale adriatico su vasta scala e a pochi chilometri dalla costa, in una zona di alto valore naturalistico e turistico potrebbe avere dei risvolti pesantemente negativi dal punto di vista ambientale, economico e sociale”.

In tutto il mondo, nel corso degli ultimi anni, infatti, si sono verificati gravissimi incidenti che hanno interessato le piattaforme marine per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi, si parla si disastri ambientali a volte irreversibili. 

Le attività delle piattaforme, nella fase esplorativa e in quella estrattiva, inoltre, sversano in mare un quantitativo di idrocarburi valutato nel 10% del totale dell'inquinamento marino da idrocarburi. Si tratta di fluidi e fanghi generati dalle trivellazioni e dagli scarti degli idrocarburi estratti e lavorati, che nel loro insieme risultano essere letali per la fauna marina e l'intero ecosistema dell'Adriatico. Al danno conclamato causato giornalmente dalle attività estrattive (sversamento di fanghi tossici e scarti operativi) di ogni piattaforma petrolifera, si somma l'inquinamento provocato dal transito in mare di ogni tipo di natanti e, soprattutto, delle navi-cisterna per il trasporto di idrocarburi.


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