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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 06:11

Salvemini risponde a Perrone: "Punti il dito su tanti concittadini incolpevoli"

Salvemini risponde a Perrone: "Punti il dito su tanti concittadini incolpevoli"

Lecce - Non si è fatta attendere la risposta del consigliere di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, che ha risposto a muso duro alle dichiarazioni del sindaco Paolo Perrone, cha ha accusato alcuni esponenti della sinistra di "coccolare" le frange violente ed eversive che hanno sfilato per le vie cittadine, nella giornata di sabato.

"Il Sindaco Perrone, presidente del comitato LECCE2019, che nei giorni scorsi ha per voce di Airan Berg dichiarata l'incompatibilità culturale e valoriale della nostra città a CASA POUND,  oggi attacca a testa bassa, senza distinguo e precisazioni, la sinistra leccese. Invitandola addirittura, a "fare pubblicamente ammenda" per aver consentito le bombe carta, i petardi, le scritte sui muri ai manifestanti del binario 68, gruppo anarchico antagonista che ha sfilato ieri per le vie di Lecce".

"Non è manifestazione di sensibilità politica e culturale - dichiara Salvemini - evitare ogni distinzione, lanciare pubbliche accuse a non precisati destinatari, accomunare in giudizi sommari e superficiali quel mondo vasto che è Lecce la sinistra. La sensazione sgradevole di una polemica che si ha interesse a fare esplodere invece di sopire. Intervengo per ribadire che si può - si deve - essere antifascisti senza imbrattare i muri o spaventare la città. Azioni che non possono essere difese. Come quelle consumatesi venerdì notte ad opera di attivisti di CASA POUND che, armati di pietre bottiglie, hanno provocato risse e incidenti nel centro storico. Ma che il Sindaco, in questo caso, non ha inteso stigmatizzare. Intervengo sopratutto per difendere le migliaia di leccesi che, per il solo fatto di sentirsi e dichiararsi antifascisti e di sinistra, si vedono attaccati scompostamente dal loro Sindaco senza ragione alcuna". 

"Il corteo di ieri - non autorizzato a organizzato da un movimento che non riconosce autorità istituzionali e partitiche di alcun tipo e colore - è la rappresentazione di un antagonismo politico e sociale  che sente la sinistra e la destra ugualmente lontane ed estranee. Vive di sé e del proprio spazio identitario. Se il Sindaco fosse informato di quello che si muove nella città oltre Palazzo Carafa, avrebbe saputo che il coordinamento antifascista - guidato da ANPI - era esclusivamente responsabile dell'organizzazione di un sit in sotto Porta Rudiae. Un modo completamente diverso di dire no a CASA POUND, e di piena sintonia con le parole di Airan Berg , coordinatore artistico di LECCE2019, che - diversamente da Perrone - non ha avuto problemi a prendere posizione contro il raduno di un movimento d'ispirazione xenofoba, razzista, violenta".

"Se il Sindaco si sentisse realmente rappresentante di una comunità unita nei valori di tolleranza, rispetto, solidarietà, non violenza - conclude Salvemini - avrebbe evitato di pronunciare parole dense di pregiudizio, grossolane, volgari con le quali punta il dito su tanti suoi concittadini incolpevoli. In realtà Perrone avrebbe dovuto scrivere questo comunicato evitando di usare la carta intestata del Comune e il logo di LECCE2019. E affidarsi all'ufficio stampa di Forza Italia, semmai".


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