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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 23 ottobre 2017 - Ore 13:46

Pankiewicz: "Renzi come Attila vuole desertificare il Salento"

Pankiewicz: "Renzi come Attila vuole desertificare il Salento"

Lecce - "La Provincia, poi la Sovrintendenza, poi la Prefettura, la Camera di Commercio, il TAR, poi magari la Questura. Con queste dissennate sforbiciate senza un disegno unitario, senza un progetto organico, Renzi, novello Attila, vuole desertificare, a tutto vantaggio di Bari, il territorio salentino, che sarà così completamente marginalizzato. Bisogna opporsi in tutti i modi nell’interesse sovrano dei cittadini della Terra di Salento. Lo Stato, infatti, si sta ritirando dal Salento e la tutella dei cittadinì sarà sempre più difficile e complessa e, a fronte di un risparmio minimo, i costi ingigantiti ricadranno proprio sui cittadini". Sono queste le parole del presidente del Movimento Valori e Rinnovamento, Wojtek Pankiewicz

"Gli stessi errori che in passato furono commessi con i tagli lineari, - continua Pankiewicz - oggi si stanno commettendo in questa scellerata stagione di riforme, che in realtà sono vere e proprie controriforme dannose per i cittadini, per sottrazione a botte di sforbiciate e accorpamenti, ripeto senza alcun disegno unitario. Senza alcuna riflessione sull’importanza dei soggetti intermedi, prossimi a imprese e cittadini, e, quindi, più idonei a soddisfarne esigenze e bisogni".

"Renzi fortemente affetto dalla malattia del “consensismo”, è cioè animato solo dallo scopo di raccogliere consenso tanto emotivo, quanto passeggero, spinto pure da autoritarismo e statalismo aggressivo e accentratore vuole trasferire il TAR di Lecce a Bari, con grave danno per il territorio e, soprattutto, per i singoli cittadini.. Senza tener conto che la sede di Lecce ha un flusso di ricorsi superiore alla sede centrale di Bari. Senza tener conto che lo smaltimento dei ricorsi è molto più rapido a Lecce che a Bari e che le spese sostenute per l’edificio che ospita il Tar salentino sono appena di 25mila euro, contro il milione di euro pagato a Bari per una sede, che se questo sciagurato decreto si attuasse, sarebbe insufficiente per accogliere il personale di Lecce e gli archivi necessari per lo svolgimento delle udienze e dei processi. Insomma, un provvedimento che non c’entra niente, né con la spending review, né con lo snellimento della burocrazia".

"Valori e Rinnovamento invita senatori e deputati salentini, al di là delle apparteneze, a mobilitarsi in modo coordinato ed unitario per ingaggiare in Parlamento una lotta senza quartiere per difendere gli interesse dei cittadini salentini".


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