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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 23:34

Gli architetti pugliesi "abbracciano" Lecce2019

Gli architetti pugliesi "abbracciano" Lecce2019

Lecce - Un Protocollo d’intesa, per favorire la diffusione della cultura dell’architettura e del territorio a sostegno di Lecce2019 e dello sviluppo culturale, territoriale, sociali, economico e turistico della Puglia. E un call for paper sul tema “Disegnare, ricucire, governare le Periferie”, primo momento attuativo del Protocollo e occasione proficua per stimolare la riflessione e la discussione sul tema delle periferie.

Così la Federazione degli Ordini degli Architetti di Puglia “inaugura un percorso e un metodo di lavoro del tutto innovativi, dove la candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura diviene occasione di riflessione per l’intera regione”, e stringe con il Comune di Lecce un’alleanza del tutto particolare, che guarda a Lecce 2019 come occasione per l’intera regione, e al confronto sulla qualità dei territori come valore aggiunto del percorso intrapreso dal Comune di Lecce e dal team di Lecce2019.
Call for paper, workshop, seminari, convegni, mostre, concorsi di idee e concorsi di architettura: queste le attività che daranno corpo, nel corso di 24 mesi, al Protocollo d’intesa siglato stamane a Palazzo Carafa tra il sindaco di Lecce Paolo Perrone e il presidente della Federazione degli Ordini degli Architetti PPC di Puglia Massimo Crusi.

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone: “Ringrazio la Federazione degli Ordini degli Architetti di Puglia e in particolare l’Ordine di Lecce per aver condiviso il nostro percorso legato alla candidatura della città a Capitale Europea della Cultura e per le collaborazioni prestate su diversi temi. Con gli Architetti c’è, da sempre, una collaborazione molto proficua e interessante. In più riprese da loro è venuto uno stimolo forte su temi cari all’Amministrazione comunale, e le loro sollecitazioni sono sempre state preziose. Oggi sigliamo un’intesa che rafforza il progetto di Lecce Capitale europea della cultura che, lo ripeto da tempo, non significa la definizione e l’organizzazione di un calendario di eventi ma significa ipotizzare un’accelerazione delle possibilità di cambiamento che la città immagina. Questo progetto peraltro coincide temporalmente con la redazione del nuovo Piano urbanistico generale . E’ una fortunata coincidenza che va colta in tutta la sua pregnanza perché ci consente di lavorare sull’idea di città in movimento, e sul come immaginiamo di vivere gli spazi pubblici e privati. L’intesa che sigliamo esprime una sensibilità e una attenzione che consideriamo preziosissime e che rafforzano lo spirito della candidatura. Il 6 ottobre avremo la visita della Commissione e il 15 ottobre l’esame finale a Roma presso il Ministero. I tempi stringono, e la nostra capacità e forza competitive dipenderanno anche dalla qualità delle relazioni e degli apporti territoriali”.

“Con l’Ordine gli Architetti di Lecce - aggiunge Raffaele Parlangeli, dirigente del settore Pianificazione Strategica del Comune di Lecce - abbiamo condiviso idee, progetti e metodo di lavoro. Al centro di questo Protocollo d’intesa ci sono tre elementi fondamentali: il paesaggio, lo sviluppo urbano e la cittadinanza attiva. Il tema delle periferie, infatti, è nodale così come il coinvolgimento dei cittadini, un percorso che abbiamo intrapreso da tempo e che sta dando ottimi risultati. Ad ogni buon conto, quando si aprono questi strumenti di lavoro diventa indispensabile la capacità di mettersi in discussione”.
“L’intesa che sigliamo oggi - ha sottolineato Massimo Crusi, Presidente Federazione degli Ordini degli Architetti di Puglia- è per noi particolarmente importante perché significa il sostegno convinto del sistema ordinistico regionale al Progetto di Candidatura di Lecce. Come Ordine di Lecce e come Federazione degli Ordini di Puglia siamo infatti convinti che il processo messo in atto rappresenta un valore aggiunto per l’intero territorio regionale. Ancor di più se dal confronto e dalla collaborazione scaturiscono progetti su questioni di grande rilevanza e centralità come il tema delle periferie, intorno a cui ruota il Progetto “Di.Ri.Go.”, oggetto del Protocollo d’Intesa.

E sono convinto che i seimila architetti pugliesi sapranno cogliere l’invito mettersi in gioco sul tema delle periferie, intese non solo come parte residuale delle città, ma come straordinaria occasione per confrontarsi sul futuro degli spazi urbani, e sulla loro qualità”. “La collaborazione con gli architetti nel più complessivo percorso di Lecce2019 rappresenta un momento felice di confronto e di scambio di esperienze”, ha sottolineato l’architetto Luigi Maniglio, dirigente del Settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio. Che, rispondendo ad una domanda della stampa su quanto affermato dall’architetto Phyllis Lambert, Leone d’Oro a Venezia, a proposito delle periferie salentine, ha aggiunto: “Ho letto, e mi è sembrato di capire che la signora non conoscesse molto bene il nostro territorio e parlasse un po’ a ruota libera. Altrimenti non avrebbe potuto ignorare esperienze di grande interesse, una per tutti il quartiere a Lecce di Santa Rosa che, ancora oggi, fa scuola”.

Primo momento del Protocollo d’intesa è il progetto “Di.Ri.Go.”, per “promuovere e suscitare una riflessione accurata e approfondita sul tema delle periferie urbane, immaginando nuovi scenari in ottica smart city, e per costituire, grazie ai materiali prodotti, una sorta di valigia degli attrezzi, di mappa delle possibilità e delle esperienze che verrà messa a disposizione del Progetto di candidatura e più in generale del territorio pugliese. A partire da un oggetto specifico, si disegna dunque un metodo più complessivo che informerà le attività della Commissione culturale della Federazione pugliese nel Programma quadriennale: costituire occasione di discussione e disseminazione di buone pratiche ed esperienze per l’intera Puglia”.

Emblematico il tema prescelto, quello delle periferie, al centro quest’anno anche della prova di italiano negli esami di maturità, e ormai centrale nelle riflessioni sulla qualità dei tessuti urbani, la rigenerazione, il riammagliamento e la ricucitura delle città, oltre che nei nuovi strumenti di pianificazione territoriale: “nonostante non abbiano una specifica identità, siano diffuse ma spesso non definite, le periferie sono i potenziali luoghi in cui si gioca il futuro delle città metropolitane. Perché ciò avvenga, il problema periferia non si può risolvere operando con le tradizionali politiche di interventi settoriali, ma con interventi che coinvolgano il processo generale di modernizzazione e riorganizzazione fisica e funzionale della città e che, contemporaneamente, abbiano carattere integrato e trasversale, siano ispirati al modello urbano di smart city”.

E il Progetto intende proprio far questo: sollecitare interventi sul tema delle periferie che “ne analizzino, sotto tutti i punti di vista, le condizioni attuali (il disegno architettonico ed economico esistente) e quelle eventuali di progetto (il disegno architettonico sociale ed economico immaginato); gli episodi di ricucitura urbana, architettonica, sociale ed economica e i metodi per il governo di quanto immaginato o già realizzato ai fine di individuare buone pratiche o idee nuove per la strutturazione di un metodo”.
I testi verranno selezionati e sottoposti alla procedura di revisione e valutazione da parte di un comitato scientifico e saranno scelti infine dai referee secondo le modalità della blind peer review. Dunqe selezionati o per la pubblicazione negli Atti del Convegno conclusivo, o per la presentazione e l’illustrazione durante il Convegno. I dettagli tecnici sono presenti nel Bando (che sarà pubblicato sul sito del Comune di Lecce e sui siti dei cinque Ordini pugliesi).  In settembre, infine, si terrà la giornata di presentazione dei materiali, interamente dedicata al tema delle periferie e alla loro nuova centralità.



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