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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 22 agosto 2017 - Ore 05:20

Crisi Omfesa: "Urgente il confronto con la curatela fallimentare"

Crisi Omfesa:  "Urgente il confronto con la curatela fallimentare"

Trepuzzi - Monta l’esasperazione tra i commercianti di Lecce, dopo l’ennesimo, inquietante episodio. Avvenuto alle 8,30 di questa mattina. Una rapina a mano armata ha fruttato a un malvivente, e al complice, un bottino di circa 4mila euro. Vittima del gesto, il proprietario della tabaccheria e ricevitoria di via Serafino Elmo, nei pressi di Piazza Ludovico Ariosto, in una traversa di via IV novembre. La strada costeggiata dal muro perimetrale della caserma “Pico”.

L’individuo ha puntato la pistola contro il volto del malcapitato, peraltro un ex poliziotto, il quale si era recato presso il proprio esercizio per recuperare il denaro del distributore automatico di sigarette e prelevare l’incasso del giorno prima. Evidentemente, qualcuno lo attendeva. Il rapinatore lo ha costretto a consegnare i contanti, per poi fuggire a piedi in direzione dell'edificio militare, lasciandosi dunque alle spalle via Gabriele D’Annunzio, una via in cui sono presente diverse attività commerciali. Un secondo malvivente deve averlo atteso a bordo di un mezzo, parcheggiato lungo quella strada.

La coppia di rapinatori non è stata disincentivata neppure dal fatto che alcuni dei negozi vicini, come bar e pasticcerie, avessero già sollevato le proprie saracinesche. Sul posto, tre volanti della polizia, sopraggiunte assieme a due pattuglie dei carabinieri. Immediata la caccia ai responsabili dell’accaduto. Colui che ha fatto irruzione nella tabaccheria avrebbe un accento locale. Il suo identikit potrebbe essere fornito dalle videocamere di sorveglianza installate all’esterno degli esercizi della zona, ora al vaglio del personale della questura. Il dispositivo della tabaccheria, invece, sarebbe inutilizzabile.


Al momento della rapina, infatti, la tenda non era stata ancora sollevata e il lembo di stoffa ha coperto la videocamera. Ma non è escluso che possa comunque aver ripreso la fuga del malvivente, se non addirittura i tratti somatici del suo volto. Neppure 24 ore addietro, un altro colpo simile è stato messo a segno a Novoli, ai danni di una caffetteria del centro. I rapinatori hanno agito anche in questo caso armati di pistola, e intorno alle 14,30. Un orario particolare e poco sospetto, in cui vi erano pochi passanti in giro. Esattamente come l’episodio di questa mattina. A Trepuzzi i lavoratori Omfesa, dinanzi ad una crisi che stenta a trovare soluzioni e che sembra essersi avvitata su se stessa, sono da ieri in Assemblea permanente nell’Aula consiliare del Comune.

Nel tardo pomeriggio di ieri i primi a rispondere all’appello delle maestranze Omfesa in stato di agitazione sono stati il deputato Pd Salvatore Capone e la Sottosegretaria Teresa Bellanova insieme al sindaco del Comune, al consigliere provinciale pd Alfonso Rampino, al segretario cittadino Pd Giacomo Fronzi, al capogruppo Pd in consiglio comunale Mimino Valzano. “Noi non faremo mancare la nostra attenzione e la nostra azione parlamentare e di Governo”, ha affermato Teresa Bellanova, “con la ferma convinzione che su questa vicenda è necessario che ognuno faccia la sua parte coerentemente con l’obiettivo di restituire dignità e futuro ad un’azienda e ai suoi lavoratori”.

Nel confronto, insieme alla necessità di un tavolo permanente istituzionale con la presenza di tutti i soggetti coinvolti, è emersa contestualmente con altrettanto netta evidenza l’assenza, su tutti i tavoli, della curatela fallimentare e la necessità di una verifica per comprendere il modo in cui finora è stata gestita e si continua a gestire la vicenda fallimentare. “C’è il fondato timore”, ha osservato Salvatore Capone, parlamentare pd, “che quest’assenza reiterata ai tavoli di confronto e anche a quelli convocati dal Ministero Sviluppo Economico costituisca un danno evidente e un impedimento pregiudiziale ad eventuali sviluppi futuri. Per questo, confermando tutta la nostra attenzione e il nostro impegno in questa complicatissima vertenza, puntualizziamo l’esigenza ormai inderogabile di un confronto aperto con la gestione fallimentare e con chi ne è responsabile”.

“E’ necessario, accogliendo anche le richieste dell’Assemblea permanente”, rileva Alfonso Rampino, “che ci si ritorni a confrontare con tutti i soggetti istituzionali e privati coinvolti. Oltre a Trenitalia, anche l’Assessorato regionale ai Trasporti che in questa vicenda potrebbe rivestire un ruolo altrettanto strategico”.






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