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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 21 ottobre 2017 - Ore 07:01

"Partiti e politica da rifondare": conferenza con Giovanni Invitto

"Partiti e politica da rifondare": conferenza con Giovanni Invitto

Lecce - Al fine di cercare di promuovere un risveglio politico e un rilancio e una rinascita della politica con la P maiuscola, tesa solo al BENE COMUNE, il Movimento “Valori e Rinnovamento”, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Alessandra Dance, invita i cittadini mercoledì 12 marzo, alle ore 18.00, presso la sala conferenze del Centro Culturale “Alessandra Dance”, via Francesco Casotti 20/C (San Lazzaro), dove il professor Giovanni Invitto, docente ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università del Salento, già Preside per sei anni della Facoltà di Scienze della Formazione, affronterà il tema “Partiti e politica da rifondare, non da abolire”. A seguire ci sarà un dibattito.

Il presidente del Movimento “Valori e Rinnovamento”, prof. Wojtek Pankiewicz, ha dichiarato:

“Abbiamo una politica sempre più sgonfia. Gli attuali partiti sono in coma. Sempre più con le spalle al muro, tra i colpi di una recessione economica che sono incapaci di governare e la rabbia dei cittadini impoveriti.

Una politica che finge di voler cambiare, ma sempre afflitta dal virus dell’ingordigia, dell’ingiustizia, del tornaconto personale senza freni.

Abbiamo partiti guidati da un capo. Occorre ricostruire partiti normali che affrontino le grandi questioni della società italiana sulla base di grandi valori e grandi ideali, disciplinando anche con legge la loro vita interna, soprattutto al fine di garantire i singoli iscritti.

Prof. Wojtek Pankiewicz, presidente Valori e RinnovamentoIl cambiamento non si fa con l’anagrafe e con le facce, ma con la politica, con le idee, con i comportamenti nuovi. In giro si vede tanto vecchiume giovanile. Non basta sostituire le pedine vecchie con quelle nuove. Togliti tu che mi metto io. Questi giovani sono figli di questi ultimi vent’anni in cui la politica ha perduto le culture di riferimento e la democrazia interna dei partiti. Oggi c’è il leaderismo proprietario di Renzi, Berlusconi, Grillo, eccetera.

In questo contesto di malinconia, di depressione, di rassegnazione, occorre una riforma della politica,basta cattiva politica !

La politica deve avere il primato sull’economia e sulla finanza e l’etica deve avere il primato sulla politica. L’economia si deve sempre coniugare con l’ecologia. E’ l’uomo il centro dell’economia, non il profitto, lo spread o la borsa.

Vogliamo costruire un’Italia nuova e migliore attraverso una rivoluzione non violenta dal basso. Basta passività, non se ne può più, bisogna reagire! Dobbiamo far sentire la nostra voce alla politica e nella politica, perché è la politica che scandisce la nostra vita quotidiana. E’ la politica che ci progetta il futuro. E’ sbagliatissimo dire “io non mi interesso di politica”, perché tanto la politica , comunque si interessa a noi. L’articolo 1 della nostra Costituzione afferma solennemente che la sovranità appartiene al popolo, ora, invece, ci hanno reso sudditi, senza speranza nel presente e nell’avvenire. Non siamo liberi di determinare il nostro futuro, il nostro destino. Le sedi e i luoghi dove si elaborano le decisioni non sono quelle previste dalla Costituzione. Hanno trasformato il dettato costituzionale in un mero manifesto, privo d’importanza. La volontà dei popoli è sempre più schiacciata dal potere di un’organizzazione segreta ed occulta che, soprattutto attraverso la finanza, mira al dominio nel mondo.

Dobbiamo riuscire, attraverso la politica, a realizzare un progetto di vita basato sul bene comune e sulla giustizia sociale, riscoprendo lo spirito e il senso della comunità, sentendoci tutti parte attiva, della “polis”, di un insieme di persone, cioè, che orientano i propri sforzi, il proprio entusiasmo, le proprie passioni verso l’obiettivo comune del benessere sociale.”

Il rinnovamento e il rilancio della politica, per non ridursi a mere operazioni di cosmesi, come il mutamento di denominazioni e di simboli, avrebbe bisogno del fondamentale aiuto della cultura e del sistema formativo. Invece, al contrario, questa mediocrissima classe politica taglia i finanziamenti alla cultura, abolisce o riduce le materie umanistiche, come Storia dell’Arte e Filosofia, che sono alla base della consapevolezza e del saper vivere. Si vede che teme l’arma del pensiero. Prima si diceva : “cogito ergo sum”. Adesso : “twitto ergo sum”.





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