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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 08:50

PD su vertenza Omfesa, "Parola d’ordine: vietato smantellare"

PD su vertenza Omfesa, "Parola d’ordine: vietato smantellare"

Trepuzzi - L’obiettivo è ambizioso ma, a questo punto delle cose, imprescindibile: l’insediamento di un tavolo permanente di confronto e verifica sulla vertenza Omfesa a Trepuzzi, nella sede del locale Partito Democratico.

Il battesimo dell’iniziativa stamane, nel corso dell’incontro promosso dal Pd cittadino e salutato dalla presenza, e dalle conclusioni, della neo Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova, qui al suo primo intervento pubblico nelle vesti di rappresentante del Governo nazionale.  Una coincidenza sottolineata nel corso dell’apertura dell’incontro da Giacomo Fronzi, segretario cittadino, che, ribadendo l’inderogabilità di alcuni temi cari al Partito democratico – come appunto il lavoro –, ha aggiunto: “Non è un caso che il primo intervento pubblico della neo Sottosegreteria Bellanova sia questo odierno, peraltro già fissato da tempo, per fare il punto sul giro di boa di una vertenza che, solo due mesi fa, appariva in via di soluzione e che oggi, viceversa, sembra di nuovo in alto mare. Non possiamo più permetterci di far trascorrere altro tempo. Occorre lavorare insieme per pervenire a una soluzione positiva”.

Un leitmotiv, questo, che ha caratterizzato gli interventi in scaletta di una mattinata particolarmente partecipata. E’ toccato al sindaco di Trepuzzi, Oronzo Valzano, dunque, richiamare ancora una volta la parabola dell’intera vicenda e l’empasse che ormai caratterizza la vertenza. Presente anche la Regione Puglia, con il consigliere Antonio Maniglio e Loredana Capone, assessore regionale allo Sviluppo economico, la quale ha individuato i punti salienti dell’azione regionale fino alla richiesta, soddisfatta, di insediamento di un Tavolo nazionale con la presenza di Trenitalia, per poi affermare come “sia necessario che Trenitalia dichiari quanta responsabilità concreta intenda assumere in questa vicenda e non – come sembra – un interesse di pura facciata”. D’altra parte è proprio questa la paura del sindacato, oggi presente con le voci di Salvatore Giannetto, segretario generale Uil, cui spetta il compito di sintetizzare i termini della vicenda e le sensazioni, poco ottimiste del sindacato, Salvatore Bergamo, ex segretario generale Fiom e in rappresentanza del segretario Cgil Salvatore Arnesano, Maurizio Longo, Fim Cisl.

E dei rappresentanti politici, da Giuseppe Taurino, già sindaco di Trepuzzi e presidente del Gal Valle della Cupa, che ricorda il più complessivo quadro totale europeo in cui si inserisce questa difficile partita, a Pierluigi Bianco, responsabile lavoro nella Segreteria provinciale del Pd, che conferma l’attenzione della Segreteria provinciale verso una vertenza così delicata per l’intero territorio salentino e del nord salento in particolare, ad Alfonso Rampino, consigliere provinciale Pd, che sottolinea: “Noi non possiamo immaginare questa città senza la sua fabbrica. Esistono responsabilità precise che sono sotto gli occhi di tutti, e qualcuno se le dovrà assumere. La presenza di Teresa Bellanova al Governo, oltre a riempirci di orgoglio, ridà una nuova speranza e una nuova chance a questa vertenza. Una chance che non dobbiamo sprecare né vanificare”.

Le date che scandiscono la storia recente sono, in questi due ultimi mesi, quanto mai esemplificative dello stato dell’arte, ad iniziare da quell’8 gennaio, con la riunione del Tavolo presso il Ministero Sviluppo economico, quando l’impresa interessata all’ingresso in Omfesa, Assifer, si dice pronta al sopralluogo, al 15 febbraio, quando Trenitalia ha inviato una bozza di contratto ad Omfesa-Curatela fallimentare, finalizzato all’intervento di manutenzione su 6 delle 29 carrozze rimaste presso l’azienda di Trepuzzi (nel frattempo priva di luce, a causa dei furti di rame, e con buona parte dei macchinari smantellati), al 27 febbraio quando Omfesa-Curatela avrebbe inviato ad Assifer una bozza di contratto, peraltro non ancora giunto sul tavolo dello Sviluppo economico regionale.

“Ci sono tutte le premesse per essere preoccupati”, chiosa Loredana Capone, non prima di aver raccolto i dubbi espressi dal sindacato sull’effettivo interesse da parte della curatela circa il futuro dell’azienda. E prima di lasciare la parola a Salvatore Capone, che sottolinea: “Questa non è una battaglia che si può vincere da soli, separatamente. E’ necessaria un’azione corale, che veda integrati tutti i livelli istituzionali territoriali e che consenta alla Sottosegretaria di lavorare con il sostegno di tutti. In questa vicenda ci sono troppe ombre, troppe responsabilità, evidenti e occulte, e il paradosso di un’azienda capace di stare sul mercato, con un portafoglio ricco di commesse e contemporaneamente con i lavoratori in cassa integrazione. Così come di un Piano industriale che, in definitiva, è totalmente crollato”.

E adesso?
Il da fare lo ha indicato nelle conclusioni Teresa Bellanova, Sottosegretaria al lavoro e alle politiche sociali, che questa vicenda conosce palmo a palmo nelle sue molteplici luci e ombre, per averla più volte affrontata nel lavoro parlamentare, e per averla seguita sin dall’inizio. E’ un agenda precisa, quella che la sottosegretaria disegna, con compiti e scadenze, e con un prologo inequivocabile: “In questi anni abbiamo visto troppe passerelle e poca attività concreta. Se siamo qui è perché le passerelle non hanno funzionato, e siamo lontani dai risultati sperati”.

L’obiettivo è chiaro: utilizzare l’anno che resta di ammortizzatori sociali per portare a casa intanto il lavoro sulle carrozze attualmente presenti, o comunque su quelle non ancora destinate da Trenitalia alla rottamazione, e coinvolgere nella battaglia a sostegno di Omfesa l’intera deputazione parlamentare salentina. Poi “rimettere insieme i pezzi di quel che non siamo riusciti a fare”, il che significa avere un quadro esatto dello stato dell’arte e delle informazioni, quelle ufficiali e quelle meno ufficiali, senza dimenticare che “stiamo discutendo del fallimento di un’azienda che aveva un portafoglio di commesse pubbliche notevolissimo”, il che significa non solo venire a capo delle responsabilità della vecchia proprietà, ma anche capire se il modo in cui la curatela sta gestendo la vicenda per quanto di sua competenza, e se “stia agendo nell’interesse dell’impresa”. Sarà imprescindibile, questa chiarezza complessiva, nella richiesta di convocazione del Tavolo al Ministero dello Sviluppo economico, anche per comprendere se sia necessario immaginare strumenti, e quali a sostegno di un rilancio: “Sono convinta che la Regione non farà mancare il suo appoggio, se dovessero essere individuate linee di azione di sua competenza. E sono convinta che, se individuiamo con precisione i compiti di ognuno, avendo come unico obiettivo la salvaguardia dei lavoratori, i risultati non mancheranno. Per quanto mi riguarda, il lavoro è già iniziato”.


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