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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 18:34

Italia Destati: "La politica di Gallipoli è fumo negli occhi"

Italia Destati: "La politica di Gallipoli è fumo negli occhi"

Gallipoli - Il movimento Italia Destati attacca l’amministrazione comunale di Gallipoli. Ieri sera, in piazza Tellini, si è tenuto il dibattito pubblico organizzato dal presidente del movimento politico, Sandro Quintana. Un incontro con i cittadini per mettere in luce l’evidente corto circuito nell’esecutivo a Palazzo Balsamo.

Il Comune, invece, boicotta il comizio. Quintana ed i suoi sono andati avanti perché la gente deve sapere. Pur avendo per tempo inoltrato agli Uffici preposti le relative richieste anche per l’istallazione del palco, alla fine, per dispettucci politici, del palco nemmeno l’ombra. Ed il presidente Sandro Quintana elenca così le inadempienza della giunta su vari fronti: rifiuti, nettezza urbana, parcheggi, programmazione estiva, ospedale, raccolta differenziata, bandi pubblici per affidare incarichi esterni senza regole.

“La politica deve fare molti passi in avanti. Ad ogni passo, però, un risultato. Non dare spettacolo. Certi commentatori che fanno del “cecchinaggio” virtuale un’opera prima rispetto al ruolo di primo cittadino giocano sempre in difesa per nascondere il marcio. La politica deve riempire gli “spazi vuoti” – ha dichiarato Sandro Quintana - e di vuoto a Gallipoli ce n’è tanto. Vuoto amministrativo. Vuoto di governo cittadino. Vuoto a perdere. Bisognerebbe capire che è una vergogna essere finiti così in basso, su una posizione che declina. La trasparenza governativa sembrerebbe una lettera morta, un po’ come i documenti, le delibere dimenticate nei cassetti per lungo tempo.

Gli inciuci, le strumentalizzazioni propagandistiche, le chiamate dirette per questo o quell’incarico, finiscono nella politica delle due “i”: intoccabilità ed inamovibilità. Politica delle due “i” che a quanto pare piace molto al sindaco Errico. Non dobbiamo distrarci dal carnevale della politica amministrativa gallipolina. C’è un’arroganza di fondo, si pensa sbagliando, che la politica sia talmente sovrana da imporre i suoi diktat su tutto. Si può litigare sino all’infinito. Ma la trasparenza, che purtroppo manca in consiglio comunale, è l’unica regola di convivenza moderna tra opposizione e maggioranza. È la regola alla quale bisogna attenersi per il bene comune come etica, serietà, onestà intellettuale. Serve la politica del buon governo e non del buon posto o del buon tornaconto personale. Mi rendo conto – conclude il pres. Quintana - che questa cornice è troppo grande per il nulla che contiene la politica a Palazzo Balsamo. L’era glaciale ed il grande letargo amministrativo si vedono a Palazzo di città e nella città. Il Consiglio Comunale perde pezzi ed è a pezzi. Non abbiamo bisogno di autoritarismi o di figure autoritarie, ma di figure autorevoli e credibili. E in Consiglio comunale manca quell’autorevolezza che farebbe bene alla gestione della politica cittadina. Ecco perché si sentono sempre slogan e proclami. Ci sarebbe un tale disordine nella babele amministrativa che lo strisciante lassismo o l’essere ciechi di fronte ai problemi, alle criticità visibili e chiare porta ad una visione artefatta della realtà. L’ordine di scuderia è quello di raccontare favole e di fare dispetti. Qual è l’autorevolezza del sindaco Errico? Quella di disporre commenti in rete, su facebook, o quella di essere l’esempio della buona politica per i cittadini? Lui non è né l’una né l’altra cosa.”

Al dibattito pubblico hanno preso la parola anche alcuni rappresentati del Gruppo Giovani Liberi Gallipoli. “Non pretendiamo di andare a curiosare nel retrobottega di un’amministrazione comunale che ha perso le ali perché non ha mai spiccato il volo – afferma Federica Lessone - ma di sapere come un Consiglio Comunale amministra sì. Le imposizioni, la realtà falsata e la falsa verità intralciano la possibilità di ragionare. Noi vogliamo risposte agli interrogativi che molti si pongono e che molti altri si portano dentro come un peso. Negli scranni di città non vogliamo furbacchioni.” Ed il portavoce dei Giovani Liberi Gallipolini, Francesco Boellis sostiene: “Vogliamo una Gallipoli nuova, cambiata. La città, il territorio, le sue bellezze e le sue potenzialità, non devono essere la posta in gioco di chi vorrebbe giocarsela per una poltrona. Pesca grossa sulla pelle dei cittadini non se ne fa e non se ne farà. Qualche barlume di coscienza civile e di rossore – il rossore della vergogna – dovrebbero averlo anche loro, i nostri amministratori comunali. Non si può accettare passivamente l’agghiacciante e paralizzante lassismo politico. Perché la mala politica e la pessima gestione amministrativa a palazzo Balsamo si può diagnosticare come incapacità.”


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