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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 10:06

Raccolta differenziata, Quintana: "Il Comune perde credibilità"

Raccolta differenziata, Quintana: "Il Comune perde credibilità"

Gallipoli - A Gallipoli non decolla la raccolta differenziata. Il segnale nel 2013 resta debole. Un anno di profondo rosso conferma lo stato di pesante difficoltà nella raccolta differenziata nel comune salentino. Catastrofici i dati: la performance è ferma all’8,732%, secondo i dati ufficiali proiettati nel sito della Regione Puglia. Tabula rasa per Galatone. Gallipoli, quindi stando ai dati, è il fanalino di coda, la maglia nera. Il segno di come le politiche di sostenibilità ambientale siano grandemente trascurate dal Comune. Per Sandro Quintana, presidente del movimento Italia Destati, si è in piena criticità.

“Con questi numeri – dichiara Quintana – si aggraverebbero le risorse dei cittadini già ridotte all’osso. Lo spettro dell’Ecotassa sarebbe sempre infatti vicino e all’orizzonte ci sarebbe una nuova stangata per le tasche della gente. Ma c’è di più. Il Comune, stando a questi dati, verrebbe sanzionato. Alla fine, sono sempre i contribuenti a pagarne le spese. L’amministrazione comunale alla voce “rifiuti solidi urbani” – continua il presidente di Italia Destati – non ha dato peso. Non ha avviato una campagna di sensibilizzazione, non ha sentito il campanello d’allarme. Anzi, ripete e si consola con l’unico slogan che conosce: “va tutto bene, l’amministrazione lavora bene”. Una valutazione, questa, che rifiuta la realtà dei fatti. Nella programmazione politica il sindaco Errico ha dimenticato di inserire in agenda, come atto dovuto, la prevenzione e la sensibilizzazione su di un tema delicato che oggi porta all’emergenza. Non solo ambientale, ma anche finanziaria. Perché meno rifiuti raccolti con il metodo differenziato, meno selezione dei rifiuti a monte, significano più rifiuti in discarica, più costi di trasporto e smaltimento, più oneri per il Comune e ora anche aggravi per i cittadini con l’ecotassa. Il primo cittadino spera, forse, in una sopravvivenza di maggioranza che si traduca in un incentivo a fare peggio? Ai cittadini si prospettano sempre tasse ed il Comune non farebbe nulla per ridurre l’impatto. Esorbitanti i costi tra Tarsu, Tares, Ecotassa e sanzioni, tutto a danno dei cittadini.”

Gallipoli, che conta circa 20mila abitanti, è una località ad alta vocazione turistica con numerose attività ricettive quindi nei mesi estivi registra un aumento di presenze per via dei turisti e aumenta notevolmente anche di carico di rifiuti. Eppure, nel mese di agosto, sempre secondo i dati ufficiali presentati nel sito della Regione Puglia, la perla dello Jonio raggiunge il 5,32%. Sarebbe opportuno comparare quel 8,732% con il dato di altre realtà turistiche. Otranto, per esempio, fa decisamente meglio di Gallipoli perché registra il 19,326% di raccolta differenziata. Sulla stessa scia anche Ugento. Tricase si attesta il 27,417%, Castro con poco più di 2mila abitanti raggiunge il 20,579%, Maglie il 44,135%. Il comune più virtuoso è Melpignano: con 2.242 abitanti si attesta il 73,129% di differenziata.

“Certo, anche la Regione Puglia ha le sue responsabilità e le sue colpe. Il governatore Nichi Vendola – conclude Quintana - impone una percentuale di differenziata nei vari comuni del Salento senza però permettere agli stessi di ricevere dei fondi per la realizzazione di alcuni impianti di compostaggio. Impianti che ridurrebbero i costi, offrirebbero opportunità di lavoro ed energia. Il Comune di Gallipoli di concerto con la Regione potrebbe attivarsi per programmare la nascita di un impianto da accogliere, per esempio, nella zona industriale o nei pressi delle cave. Abbiamo un ecocentro costato soldoni inaugurato in pompa magna e tenuto nello sfascio organizzativo. È necessario favorire sconti a chi attua la raccolta differenziata come indispensabile favorire la cultura e la sensibilizzazione della differenziata per avere poi, nei dati e nelle tasche dei contribuenti, quella giusta differenza che premia e non rifiuta.”


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