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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 24 ottobre 2017 - Ore 04:21

M5S: "Agricoltura, esonero Iva per i piccoli produttori"

M5S: "Agricoltura, esonero Iva per i piccoli produttori"

Italia - Il M5S presenta emendamento e chiede al PD di mostrare coerenza e votarlo nella discussione del decreto “Destinazione Italia”. Il fronte del no coinvolge anche Cia, Confagricoltura e Copagri

Maggioranza e opposizione “apparentemente” sulla stessa lunghezza d’onda per esonerare i piccoli agricoltori, al di sotto dei 7mila euro di reddito, dalla dichiarazione IVA. Con il cosiddetto “Spesometro”, infatti, i coltivatori sono costretti a redigere l’elenco dei clienti e dei fornitori con cui hanno intrattenuto rapporti economici nel corso dell’anno, con relativi costi annessi. Uno “Spesometro” che fa gioco alle strutture organizzative che ci guadagnano ma che costituisce una perdita finanziaria per i piccoli agricoltori, costretti a rivolgersi alle associazioni agricole.

“Abbiamo depositato un emendamento per sopprimere l’obbligo per i produttori agricoli di cui all’articolo 34 sesto comma del DPR 633/72 di comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini IVA – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, M5S Commissione Agricoltura – Visto che il Partito Democratico ha presentato una interrogazione parlamentare in tal senso con l’Onorevole Davide Zoggia, invitiamo i suoi deputati a votarlo favorevolmente in Commissione Attività Produttive durante la conversione in Legge del decreto ‘Destinazione Italia’. In fondo, se gli obiettivi sono davvero i medesimi, non dovrebbero esserci problemi. Anzi!”.

Sul discusso “Spesometro” si era già espressa negativamente la senatrice Maria Teresa Bertuzzi (PD) che ha quantificato un costo per i piccoli coltivatori pari a circa 40 milioni di euro di onere burocratico, data la costrizione per gli agricoltori di rivolgersi alle strutture operative delle associazioni di categoria o ai professionisti. Praticamente andrebbe vanificato il risparmio Imu. Il dito è stato puntato verso chi “ne trae vantaggio”: Cia, Confagricoltura e Copagri prontamente hanno comunicato la propria contrarietà alla reintroduzione di questa norma.


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Commenti inseriti
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mario - 22/01/2014
Cosa vogliono gli agricoltori?
1- Che la regione si occupasse seriamente di difendere i nostri prodotti d' eccellenza (olio.vino ,pomodori ecc..ecc..)
2- L'olio d'oliva all'ingrosso costa solo 1,50, c'è da vergognarsi!!!!!!!
3-I Frantoiani devono fare sistema contro i grossisti compratori d'olio che faranno fallire prima loro e poi gli agricoltori.
4. La regione, le province ed i comuni pensano solo alle loro poltrone e se ne fregano se gli agricoltori abbandonano la
terra.


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