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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 22 ottobre 2017 - Ore 14:09

D’Antini Solero su gioco d'azzardo: "Prevenire è meglio che curare"

D’Antini Solero su gioco d'azzardo: "Prevenire è meglio che curare"

Lecce - “La Regione Puglia investa sulla prevenzione e regolamenti la locazione e la diffusione dei locali di offerta da gioco. Non si può essere condizionati dal piano di rientro in eterno e dalla spesa sanitaria necessaria per curare la dipendenza da gioco patologico. Prevenire è meglio che curare”. A parlare è l’assessore Filomena D’Antini Solero, che sottolinea come la Provincia di Lecce ha osservato la diffusione del fenomeno nel Salento e oggi mette a disposizione i suoi dati per avviare una campagna di prevenzione.

Innanzitutto lo studio inquadra il problema. “Quando il giocatore, pur sperando nella vincita, è motivato da un semplice desiderio di divertimento, ed è in grado di smettere di giocare quando lo desidera, viene definito “giocatore sociale”. Quando l’aspetto ludico diventa secondario rispetto all’impulso di giocare, al bisogno di rischiare, di continuare a tentare la fortuna anche a fronte di perdite clamorose o devastanti, si è in presenza di gambling, un comportamento compulsivo, la cui dinamica può essere assimilabile, pur in assenza di uso di sostanze, ad altre forme di dipendenza, come l’alcolismo o la tossicodipendenza”, spiega l’assessore D’Antini.

“Il gioco d’azzardo patologico (GAP - Gambling Abuse Pathology) è stato definito come vera e propria malattia mentale dalla American Psychiatric Association, codificato tra i “Disturbi del Controllo degli Impulsi non classificati altrove” . Il GAP compromette le attività personali, familiari o lavorative, infatti i giocatori  patologici sono quegli individui che si trovano cronicamente e progressivamente incapaci di resistere all'impulso di giocare, e il cui  comportamento compromette e distrugge le loro relazioni personali, matrimoniali, familiari e lavorative”.

“Caratteristica del giocatori d’azzardo patologici è l’attivazione di una serie di circoli viziosi che alimentano la dipendenza. Come, ad esempio, l’inseguimento delle perdite, ovvero il tentativo di recuperare il denaro perduto con un ‘colpo di fortuna’ aumentando la frequenza di gioco e le puntate”.

L’assessore evidenzia, poi: “In particolare  i sintomi da gioco d’azzardo patologico sono psichici: ossessione del gioco; senso di onnipotenza, presunzione; nervosismo, irritabilità, ansia; alterazioni del tono dell'umore; persecutori età; senso di colpa, alterazioni della autostima; tendenza alla superstizione; aumento dell'impulsività; distorsione della realtà (minimizzare, enfatizzare); fisici: alterazioni dell'alimentazione; cefalea; conseguenze fisiche dell’utilizzo di sostanze stupefacenti o alcol; insonnia; sintomi fisici dell'ansia (tremori, sudorazione, palpitazioni ecc.); sociali: danni economici; danni morali; danni sociali; danni familiari; danni lavorativi; difficile gestione del denaro (spese impulsive); isolamento sociale”.

“Appare opportune evidenziare come sia stata rilevata dagli esperti una discreta associazione tra GAP ed altre forme di dipendenza (alcolismo 73%, tabagismo 60%, dipendenza da sostanza psicotrope 38%) o altri disturbi della sfera psichica (depressione 50%, ansia 41%, disturbi della personalità 41%), nonché una maggior propensione al suicidio, correlata alla compromissione della sfera sociale. Ancora, i soggetti affetti da GAP presentano un elevato rischio di compromissione finanziaria, con evidenti ripercussioni in ambito familiare  e lavorativo, che può arrivare alla richiesta di prestiti usuranti”.

“In Italia, in relazione al genere, il gioco d’azzardo sembra interessare maggiormente gli uomini (ha giocato almeno una volta il 76,4% vs 67,6% delle donne intervistate). Ma quanto si gioca? Sebbene la grande maggioranza dei giocatori (il 64%) dichiari di giocare meno di una volta alla settimana, circa 1 su 4 (il 24,7%) lo fa  da uno a tre volte alla settimana, ed oltre uno su 10 (l’11,2%) gioca d’azzardo con una frequenza superiore alle 3 volte settimanali. 2,5 giocatori ogni 100 sono coloro che spendono dalle 600 alle 1.200 euro al mese in gioco d’azzardo; 1,7 giocatore su 100 ne spende ancora di più. Una presenza forte è data dalla percentuale di giovani giocatori nelle famiglie che giocano infatti risulta essere dell’80,3%, con­tro il 36,8% delle famiglie che non giocano”.

Arriva, poi, a tratteggiare il fenomeno nel Salento: “Il gioco d’azzardo legale in Provincia di Lecce presenta, dal lato dell’offerta, un’ampia diffusione territoriale tra i 97 Comuni che compongono il territorio salentino. Anche nel Salento, tra le principali tipologie di gioco, si annoverano: il gioco del Lotto, i giochi numerici a totalizzatore, i giochi a base sportiva, i giochi a base ippica, gli apparecchi da intrattenimento, i giochi di abilità, carte, sorte a quota fissa, le lotterie, il bingo”.

I dati: “Una mappatura sui punti di raccolta delle differenti tipologie di giocate rivela come alcuni Comuni della Provincia di Lecce offrano, più di altri, maggiori opportunità per i giocatori d’azzardo legale In particolare, il nord-ovest del territorio Salentino presenta una maggiore concentrazione dell’offerta di gioco d’azzardo: i Comuni maggiormente interessati da tale fenomeno risultano essere il Capoluogo Lecce (489) ed i Comuni di Nardò (169), Galatina (133) e Gallipoli (123)”.

“Nel dettaglio, in virtù dei dati reperiti dai punti vendita, dalla superficie dei singoli Comuni e dalla popolazione dai 14 anni in poi residente in provincia di Lecce, è possibile concludere che le principali aree a rischio risultano essere: il nord Salento, ed in particolare il Comune Capoluogo Lecce; la fascia costiera ad ovest del Salento, ed in particolare i Comuni di Porto Cesareo, Nardò, Gallipoli, Taviano; alcuni Comuni ad est del Salento, quali Diso, Poggiardo, Muro Leccese, Melpignano”, prosegue.

Ed ancora: “In ultimo di osservi che, la mappatura realizzata non tiene conto del fenomeno del gioco d’azzardo legale on line, un fenomeno in costante ascesa e difficile da monitorare con i tradizionali strumenti di rilevazione dei dati. Da qui la necessità di implementare le attività di cura e riabilitazione; di attivare un sistema tempestivo e costante di rilevamento epidemiologico dell’incidenza del fenomeno; di regolamentazioni più conservative e prudenziali nei confronti degli utenti, finalizzati a un maggior controllo dei gestori e dei concessionari di tali giochi; di valorizzare e promuovere ulteriormente le azioni di prevenzione e contrasto di gioco illegale e dell’usura collegata”.

“In particolare è necessaria un’informazione preventiva sui rischi connessi al gioco d’azzardo patologico presso le sale da gioco; controllare e regolamentare meglio la pubblicità sul gioco d’azzardo legale introducendo soglie di massima; attivare interventi di supporto e di assistenza specifica per le persone affette da gambling patologico e loro familiari; supportare e promuovere ulteriormente il processo di repressione e contrasto all’illegalità e alla criminalità organizzata che si sono introdotte sia nel business del gioco illegale, che in quello dell’usura”, conclude l’assessore Filomena D’Antini Solero.


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