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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 06:16

Salvemini: "Quello che ci insegna la sentenza Apisem"

Salvemini: "Quello che ci insegna la sentenza Apisem"

Lecce - Lecce bene Comune commenta la sentenza Apisem: "La sentenza emessa ieri nel processo APISEM ha quindi accertato in carico alla proprietà la responsabilità penale per avvelenamento colposo della falda acquifera sottostante l'ex deposito di carburante e l'area compresa tra Studium 2000 e il Parco di Belloluogo. E disposto l'accertamento di eventuali responsabilità del Sindaco e del dirigente del settore Ambiente del Comune per omissione di atti d'ufficio.
Una vicenda quindi oggettivamente grave, che s'è consumato nel cuore della città e che Lecce Bene Comune s'incaricò di rendere pubblica sin dalla primavera del 2012, quando pochi erano a conoscenza delle inquietanti conclusioni cui erano giunti i periti incaricati dalla pubblica accusa.

Mentre decine di amministratori locali si sono mobilitati in queste settimane per chiedere, giustamente, la verità su ipotesi di rifiuti pericolosi interrati a loro insaputa nelle campagne salentine, ieri è stato definitivamente chiarito che nel centro cittadino, a poche centinaia di metri dalla sede comunale, c'è stata una dispersione di carburanti nel sottoscuolo pericolosissima per la salute pubblica, accertata sin dal 2007 ma ignota alla stragrande maggioranza dei leccesi.
Sta, credo, in questa considerazione la richiesta del giudice Silvia Minerva di verificare come sia stata possibile procurare un danno così grave, sotto gli occhi di tutti, senza per anni fare nulla per evitarlo o contenerlo.

E' la stessa domanda che ci siamo posti anche noi nel corso della conferenza stampa davanti al Parco di Belloluogo il 3 maggio del 2012.
Quando sostenemmo questo argomento:
"le iniziative assunte dal 2007 ad oggi per interventi di bonifica, messa in sicurezza e risanamento ambientale non sono considerati nella perizia idonee a contenere la contaminazione. Non c'e necessità di dover aggiungere altro per avere contezza della gravità della situazione in essere.
Partendo da queste considerazioni una domanda è d'obbligo: cosa ha fatto in questi cinque anni l'Amministrazione Comunale di Lecce a tutela della salute pubblica? S'è attivata come poteva per dissinescare tempestivamente una situazione di pericolo per la comunità? A noi pare che essa ha mostrato poco o alcune interesse alla vicenda, né una consapevolezza della gravità della situazione ambientale in essere nel cuore della città: pur essendo il Sindaco la massima autorità sanitaria sul territorio; nonostante fosse noto agli uffici comunali la presenza di una contaminazione da sostanze inquinanti pericolose per la salute pubblica; e indifferente o inconsapevole di dover quanto meno proteggere un parco di prossima apertura (...) La situazione accertata non consente ulteriori silenzi, indifferenze, fughe dalle proprie responsabilità.
Oggi è il tempo di agire a tutela dell'interesse pubblico. Che in questo caso specifico significa assumere iniziative che non posso essere scandite dai tempi della giustizia penale. Il processo accerterà le responsabilità. Ma oggi noi siamo prioritariamente interessati a bonificare l'area e salvaguardare la salute di tutti. L'apertura di questo parco urbano a ridosso di un'area che è oggettivamente un deposito di veleni rafforza ulteriormente questa necessità (...)
Oggi è quindi fondamentale richiamare il Comune alle proprie responsabilità e chiedere di essere pronta ad attivarsi procedere, in caso di ulteriori ritardi, alla bonifica. La situazione oggi è quelle descritta dall'art.250 del d.lgs152/2006 (bonifica da parte dell'amministrazione):
- qualora i soggetti responsabili della contaminazione non provvedano direttamente agli adempimenti, ovvero non siamo individuabili, le procedure e gli interventi sono realizzati d'ufficio dal comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla regione, avvalendosi anche di altri soggetti pubblici o privati individuati ad esito di apposite procedure ad evidenza pubblica. Al fine di anticipare le somme per i predetti interventi le regioni possono istituire appositi fondi nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio -
L'interessa alla tutela della salute pubblica quindi sollecita una iniziativa urgente del Comune di Lecce. Perché le conclusione dei periti sono inequivocabili nell'evidenziare che - le misure finora adottate (dal proprietario) non sono minimamente riuscite a rimuovere o isolare le fonti di contaminazione delle acque sotterranee, non sono state nemmeno idonee a distanza di quattro anni a contenere la diffusione delle acque contaminate ed ad impedire il contatto con altre matrici, come avvenuto nell'area del cantiere Studium 2000 -.
Il modo più intelligente per rimediare all' irresponsabilità finora mostrata dagli amministratori di Palazzo Carafa."

Quell'allarme pubblico, quella richiesta di intervento a tutela dell'interesse pubblico non venne accolto ma respinto in malo modo.
Il Sindaco convocò, a distanza di settimane, una conferenza stampa per accusare il sottoscritto e Lecce Bene Comune
"di aver organizzato una conferenza senza addurre alcun dato di carattere tecnico e scientifico, frutto di elucubrazioni alimentate da un fervore di campagna elettorale; di aver voluto strumentalizzare una vicenda dolorosissima a fini elettoralistici"

Spiace che debba essere una sentenza del giudice, ancora una volta, a ristabilire la verità e l'onore sui fatti amministrativi della nostra città.
Spiace soprattutto non essere stati ascoltati: se si fosse agito come suggerito, seppure tardivamente, si sarebbe potuto evitare questa richiesta di indagini a carico dello stesso Sindaco per omissione (che mi auguro naturalmente si chiuda senza conseguenza alcuna).
Spiace che la responsabilità politiche, i doveri di cittadinanza, la tutela dell'interesse pubblico debbano rimanere sempre stritolati nella polemica e contrapposizione di parte.
Spiace che un clamoroso infortunio dell'Avvocatura comnale abbia esluso il Comune dal processo come parte civile, privando la cittadinanza del riconoscimento di un risarcimento danni che comunque a questo punto dovrà richiedersi con un'azione civile".


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