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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore 02:37

Il Consiglio Provinciale dice "No" al gasdotto

Il Consiglio Provinciale dice "No" al gasdotto

Lecce - E’ tornato a riunirsi il Consiglio Provinciale. I lavori del Consiglio si sono aperti con la surroga del consigliere provinciale Francesco Bruni, attuale senatore della Repubblica, con il neo consigliere Luigi Manca.

Il Consiglio ha affrontato la discussione relativa alla Trans Adriatic Pipeline (Tap) e ha preso atto della relazione predisposta dal gruppo di lavoro intersettoriale (costituito da tecnici dei Servizi Ambiente, Turismo e Programmazione strategica della Provincia, coordinati dal professore dell’Università del Salento Alberto Basset), contenente le osservazioni al progetto di realizzazione del tratto italiano del gasdotto. Ora la Provincia invierà la relazione alla Regione Puglia, quale primo contributo alle attività di competenza regionale, riservandosi di fornire ulteriori pareri e/o contributi all’esito della fase di consultazione pubblica in corso; la stessa relazione, per le procedure di competenza statale, sarà inviata al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per le procedure di competenza.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone nel suo intervento ha rimarcato “come la Provincia non abbia mai fatto finta di non vedere o trattare un progetto, portato alla sua attenzione solo nel settembre scorso. La Regione Puglia, invece, ha ritenuto prendere contezza della questione solo pochi giorni addietro, avviando una serie di incontri sul territorio. Questo Ente ha da subito avviato una fase di confronto con i sindaci, attenta com’è alla volontà delle realtà locali per capire in che maniera supportare i Comuni. E’ evidente che gli approfondimenti che si evidenziano in questa relazione non possono farci dire si a questa opera per come ci è stata presentata. Non emergono le condizioni di tranquillità che il territorio richiede, con diverse zone d’ombra presenti. Non siamo messi in condizione di poter dire si a questa infrastruttura; non esiste poi un termine di paragone che sia chiaro che quello è il miglior sito per la realizzazione del gasdotto”.
Ed ha proseguito: “Ci siamo sforzati di dare responsabilità a questa amministrazione, nonostante il soggetto deputato a farlo, la Regione nello specifico, stia colpevolmente iniziando solo ora, a giochi nazionali e internazionali fatti, un lavoro di ascolto, da noi attivato lo scorso settembre. E’ un motivo di condanna ulteriore ad una Regione che ha dimostrato un ruolo ondivago e non utile a fare gli interessi del territorio. Siamo stati la prima amministrazione ad aver attivato in maniera concreta un’azione giudiziaria contro Ilva e Cerano, siamo stati i primi a chiudere la Coopersalento. Questa è la realtà dei fatti”.

“Noi intendiamo difendere il territorio. Diremo ‘no’ a tutti quei progetti che prevedono attraversamenti invasivi sul territorio, senza che ci sia chiarezza e certezza delle ricadute negative”, ha concluso il presidente Gabellone.

E infatti nel deliberato finale di contrarietà all’opera il presidente ha inserito, presentando un suo emendamento, il seguente testo: “Il Consiglio esprime il proprio parere sfavorevole a qualunque insediamento e progetto che, come quello di Tap, preveda sul territorio salentino strutture invasive, che non siano supportate da studi e approfondimenti tecnico-scientifici che ne dimostrino con chiarezza estrema l’inidoneità a danneggiare sotto ogni profilo l’ambiente e la popolazione della provincia di Lecce”.

Il consiglio ha approvato il testo emendato da Gabellone e il “no” all’insediamento a San Foca con 21 favorevoli e solo 2 astenuti (il gruppo Pd), senza
Alcun voto contrario.

Si è quindi passati all’esame dell’assestamento generale del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013, approvato con 21 voti favorevoli e 3 contrari (Pendinelli, Rampino e Piconese).

Ad aprire la discussione sull’argomento la relazione dell’assessore provinciale al Bilancio Silvano Macculi.

“Con l’assestamento di bilancio si allinea definitivamente la situazione contabile alle necessità. Questo atto è caratterizzato quasi esclusivamente dall’esigenza di dover riassorbire l’ultimo e probabilmente definitivo taglio ai trasferimenti dello Stato. Ultimo e definitivo poiché, nella situazione ‘kafkiana’ in cui è la sorte delle Province, non si tratta più della loro soppressione o meno, in quanto le stesse sono state soffocate, strozzate, rese impotenti nell’operare per la riduzione dei problemi che attanagliano le scuole o la viabilità o l’assistenza sociale solo per citare alcuni degli ambiti di intervento”.

“Con l’assestamento 2013 si prende definitivamente atto di quanto si è cominciato a temere sin da maggio scorso, circa l’ulteriore taglio di risorse per oltre 7 milioni di euro, oltre a quello di circa 3 milioni di euro già iscritto nel bilancio di previsione 2013. La Provincia di Lecce aveva trasferimenti pari a 27 milioni di euro nel 2009 e ne riceverà poco più di 2 milioni nel 2013. Per dare un’idea dell’enormità del taglio si deve tenere conto che 25 milioni di euro costituiscono più del 25% della totalità della spesa corrente dell’ente. Sono il 65% dell’intero gettito della rc auto, ad oltre il 300% di tutte le entrate extratributarie e pari a quanto la Provincia spende per assicurare lo stipendio a tutti i propri dipendenti”.

“L’assestamento 2013 ha ben poco oltre questo taglio e alle azioni per coprirlo. Da maggio, infatti, nel timore che avvenisse quanto poi è stato confermato con il comunicato del Ministero dell’8 novembre scorso in merito ai tagli, sono state bloccate le manutenzioni delle strade per 2 milioni di euro, sono state massimizzate le entrate con un importante contributo di oltre 2 milioni e mezzo di euro dalla Cosap per gli attraversamenti di strade provinciali su cui insistono impianti fotovoltaici. Altri risparmi sono stati conseguiti in vari settori”.

“Inoltre l’assestamento tiene conto della vendita della caserma dei Vigili del Fuoco di Lecce per 1 milione 500 mila euro. Tali somme saranno introitate nel 2014, contrariamente alle originarie assicurazioni del Ministero stesso. Tale ritardo comporterà un conseguente dilazionamento nei pagamenti di parte capitale della Provincia. Tutte queste risorse hanno consentito di colmare l’ennesima voragine apertasi nei già precari conti con il taglio ai trasferimenti. Vengono assicurate, con grande difficoltà, risorse per la manutenzione delle scuole, che in verità dovrebbero essere più cospicue; viene data copertura per 500 mila euro ad ulteriori debiti fuori bilancio rivenienti da precedenti amministrazioni. Le altre variazioni sono contenute negli importi e riguardano l’ordinaria amministrazione”.

“Ormai i tempi degli ingenti contributi ad associazioni, dalle faraoniche manifestazioni, dei lauti incarichi, fanno parte di un’epoca storica ormai definitivamente tramontata. Resta l’incertezza di quale e se ci sarà futuro per la Provincia di Lecce”.

Il Consiglio Provinciale, poi, all’unanimità ha approvato il Programma di azioni per il rilancio del Marchio d’area collettivo Salento d’Amare, che nello specifico riguarderà la realizzazione di un punto informativo dedicato al marchio d’area (“Salento d’Amare Point”) nei locali siti al piano terra di Palazzo dei Celestini (locali ex Centro Turismo Culturale).

Il programma prevede, tra le azioni per il rilancio del marchio, la realizzazione di questo punto informativo e di accoglienza Salento d’amare (Salento d’amare Point) in cui saranno effettuate varie attività di marketing, promozione del territorio e animazione tra cui: accoglienza e informazione turistica di base; esposizione e vendita di prodotti agroalimentari e artigianali a marchio; informazioni e biglietteria per spettacoli ed eventi culturali sul territorio; prenotazione diretta o web di visite guidate, con percorsi originali a tema: culturali, naturalistici, eno-gastronomici; bookshop con editoria del territorio; area relax e angolo wi-fi; degustazioni guidate, presentazioni, serate tematiche.

Sempre all’unanimità è stato approvato l’ordine del giorno predisposto dal consigliere provinciale Biagio Ciardo per la modifica dei criteri fissati dal decreto legge concernente l’Università e la Ricerca e sostegno alle iniziative intraprese in tal senso dall’Università del Salento. Con l’ordine del giorno il Consiglio impegna il presidente della Provincia di Lecce,a sollecitare Governo Parlamento a rivedere radicalmente l’impostazione normativa del decreto concernenti la scuola, l’università e la ricerca al fine di determinare dei criteri maggiormente equi e rispondenti alle reali esigenze del mondo universitario. Contestualmente si impegna lo stesso presidente a raccordarsi con l’Università del Salento, nella persona del Rettore, al fine di sostenere l’ateneo salentino nella realizzazione di ogni iniziativa che si ritenga utile per la rivisitazione della suddetta normativa.

Discusso infine l’ordine del giorno, presentato dai presidenti di gruppo in merito alla posizione degli ex Lsu impiegati nei servizi sociali. Con questo ordine del giorno, approvato anche questo all’unanimità, il Consiglio fa voti al presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca affinché si determini un’azione concreta a tutela del lavoro per quanto riguarda la posizione degli addetti impiegati nei servizi scolastici provenienti dai progetti dei lavori socialmente utili; lo stesso Consiglio auspica che si proceda con una iniziativa straordinaria per garantire il lavoro ed anche la spesa pubblica che, soprattutto in momenti difficili, deve determinare le maggiori ricadute reali possibili. Contestualmente si sollecita l’intera deputazione salentino ad assumere le iniziative possibili a sostegno del deliberato del Consiglio Provinciale e si invita il presidente dell’Ente a proseguire l’azione di sprone nei riguardi del Governo nazionale e regionale.


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