Rimani aggiornato su ciò che accade nel Salento.
Diventa Fan di FuturaTv!
Chiudi

Segnala la notizia ad un amico

Il tuo messaggio è stato inviato correttamente. Grazie.

Il tuo messaggio non è stato inviato.

Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 17 ottobre 2017 - Ore 04:11

Capone e Bellanova, TAP: San Foca non è approdo obbligato

Capone e Bellanova, TAP: San Foca non è approdo obbligato

Melendugno - L’approdo nel Salento, a San Foca, non è in alcun modo la conditio sine qua non per la realizzazione della Trans Adriatic Pipeline. Il gasdotto è, e resta, un’infrastruttura strategica per l’Europa, ma la ratifica dell’Accordo intergovernativo tra Albania, Grecia, Italia – da oggi in discussione alla Camera dopo l’approvazione in Senato e quella nelle Commissioni referenti – non condizionerà in alcun modo il processo di Valutazione ambientale regolato dalla normativa italiana e comunitaria.

E’ arrivata in sede di discussione, e successivamente con lettera, per voce del Sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti e del Vice Ministro Affari Esteri Marta Dassù, la risposta alla richiesta inviata il 12 novembre scorso al Presidente del Consiglio dai parlamentari pd Teresa Bellanova e Salvatore Capone sulla questione TAP.

“L’accordo intergovernativo”, scrivono De Vincenti e Dassù, “definisce gli impegni reciproci tra Italia, Grecia, e Albania che costituiscono il contesto di riferimento internazionale affinché il progetto TAP possa essere realizzato. La procedura di VIA ha invece il compito di valutare la specifica concreta configurazione che l’opera avrà sul territorio italiano e servirà ad individuare le modalità di realizzazione che garantiscano la più rigorosa tutela dei requisiti ambientali. Ribadiamo l’impegno del Governo a realizzare la procedura di VIA secondo criteri scientifici e tecnici che assicurino in modo rigoroso la tutela dell’ambiente e del territorio”.

Come si ricorderà, all’indomani della presentazione da pare del Comune di Melendugno delle controdeduzioni al progetto, Teresa Bellanova e Salvatore Capone nella lettera inviata al Presidente del Consiglio e ai Ministeri coinvolti avevano sottolineato l’opportunità che la ratifica alla Camera subisse uno slittamento in relazione alla consultazione pubblica avviata dalla Regione Puglia d’intesa con il Governo. E, contestualmente, che anche i termini per le controdeduzioni al Progetto potessero subire una proroga.

“In sede di controdeduzioni presentate dal Comune di Melendugno e da altri soggetti in qualità di portatori di interesse”, scrivevano i due parlamentari, “emergono con evidenza sia l’impropriatezza dell’approdo presso la Marina di San Foca, sia probabili lacune presenti nei documenti depositati dalla Società relativi alla fase di VIA, tali da evidenziare la necessità di un supplemento di riflessione e di approfondimento al fine di poter individuare alternative alla realizzazione dell’ultimo tratto offshore e onshore e di poter, senza ombra di dubbio, affermare la strategicità dell’opera per il Governo italiano. D’altra parte l’imponenza stessa dell’infrastruttura, e il suo impatto su differenti porzioni del territorio italiano, spingerebbero a considerare necessaria una valutazione sulle ricadute complessive del gasdotto, oltre che sul tratto salentino e pugliese.
Facendo nostro lo stato di grande allarme e preoccupazione diffuso tra le popolazioni, anche in considerazione del rischio che la realizzazione del gasdotto così come proposto possa compromettere irreversibilmente e pericolosamente vocazioni e attività economiche, insieme ad emergenze ambientali e naturali di particolare rilievo e pregio, vanificando peraltro progetti – di salvaguardia e tutela ambientale, oltre che di sviluppo economico - in questi anni realizzati anche con l’impiego di imponenti risorse pubbliche, chiediamo che il termine della ratifica sia rimandato in attesa degli esiti della consultazione regionale.
Tale rinvio crediamo si renda opportuno e necessario per consentire quel supplemento di indagini e valutazioni tanto più urgenti in relazione al carattere dell’opera di cui non sfuggono né l’importanza strategica rilevante né, d’altra parte, la tipologia fortemente impattante”.

La risposta, come si vede, non si è fatta attendere e, ancora per voce del Sottosegretario De Vincenti e del ViceMinistro Dassù viene confermata peraltro “la valutazione positiva del Governo nei confronti della metodologia di consultazione pubblica avviata dalla Regione Puglia e l’impegno a seguirne con attenzione lo svolgimento”.

“La risposta del Governo, in Aula e per iscritto”, commenta Teresa Bellanova, “è un punto fermo determinante. Perché apre di fatto uno spazio per una soluzione differente all’approdo a San Foca e per la realizzazione, così come chiedevamo, dell’ultimo tratto on shore e off shore della Pipeline, e perché ribadisce la centralità del processo di Via indipendentemente dal ruolo strategico dell’infrastruttura. L’approdo a San Foca non è sub conditione, né tantomeno obbligato. Relativamente all’approvazione in Aula della Ratifica, continuiamo in ogni caso a ritenere opportuno un suo slittamento in attesa degli esiti della consultazione regionale. Continuo a ritenere la partecipazione del territorio in questi processi un punto dirimente, anche per evitare il sopravvento di posizione personalistiche”.

“Al netto di eventuali problematiche da approfondire all’interno del progetto dal punto di vista eminentemente tecnico”, proseguono i due parlamentari, “continuiamo a considerare quanto mai inappropriata la scelta dell’approdo a maggior ragione se si considera che, a seguito della proroga del Decreto di autorizzazione per altri tre anni, un altro gasdotto sempre con approdo sulla costa salentina, a soli dieci chilometri dalla Tap, - la Pipeline Ig Poseidon -, a partire dal 2018 potrà trasportare 10 miliardi di metri cubi di gas, con un possibile incremento sino a 15 miliardi, da fonti di approviggionamento del Medio Oriente e del Mediterraneo. Come ha recentemente ricordato lo stesso Ad di Ig Poseidon, confermando l’avvio dell’opera nel 2016, e il suo completamento in tre anni”.

“In questi anni”, conclude Salvatore Capone, “abbiamo ribadito con convinzione che la Puglia può essere considerata, non solo dall’Italia, ma per l’intera Europa, la porta sul Mediterraneo. In altri anni si è parlato addirittura di una piattaforma logistica. Ebbene, piattaforma logistica deve significare qualcosa in più dall’essere semplicemente una regione di passaggio per infrastrutture strategiche, ma essere il terminale di un Piano integrato di infrastrutture per la regione, strategiche per il suo posizionamento nel Mediterraneo e la sua rilevanza, oltreché geografica e geopolitica, anche e soprattutto ambientale e culturale.
Per troppo tempo abbiamo pagato, e continuiamo a pagare, in termini di tutela ambientale e salute dei cittadini, lo scotto di scelte che oggi non è esagerato ritenere erronee. Non è il caso di perseverare nell’errore, né in una politica rapace nei confronti di una terra bellissima.
Noi ci auguriamo, e ne siamo sicuri, che in questo caso il Governo per primo, e sicuramente noi per quanto ci compete, voglia vigilare e mettere in campo azioni concrete, perché ciò non si ripeta”.


Social:
OkNotizie
Segnala notizia


Link sponsorizzato
ULTIME NOTIZIE DI "POLITICA"
31 Maggio 2017 - Lecce

Lecce - Decine di occhi indiscreti per monitorare, controllare, sorvegliare. Per guardare senza essere visti. A qualsiasi ora, in qualunque posto. In centro,...

04 Aprile 2017 - Lecce

Lecce - L’Assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, Andrea Guido, scrive ai dirigenti TAP e alla ditta affidataria del lavori per richiedere...

31 Marzo 2017 - Lecce

Lecce - La discarica per rifiuti speciali in località Masseria Parachianca non si farà. La parola fine viene posta definitivamente questa...



  • Lascia un tuo commento... senza registrarti!
Nome (obbligatorio) E-mail (obbligatoria - non sarà pubblicata)
Testo del commento (obbligatorio)



Banner
Banner
Banner