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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 16 agosto 2017 - Ore 15:35

Bellanova e Capone: "Rivedere il Decreto sull’Università"

Bellanova e Capone: "Rivedere il Decreto sull’Università"

Lecce - E dopo la lettera, l’interrogazione parlamentare rivolta alla Ministro Carrozza per sollecitare una revisione del DM “punti-organico 2013” scongiurando il rischio che, come hanno affermato in coro i Rettori delle Università pugliesi e molisana, il Decreto depauperi e colpisca al cuore il sistema universitario delle regioni meridionali, penalizzando peraltro luoghi di eccellenza della ricerca e della formazione.

Raccogliendo l’allarme lanciato dai Rettori delle Università meridionali della Puglia e del Molise, i due parlamentari ripercorrono la vicenda dall’atto della pubblicazione del Decreto, richiamando non solo le richieste dei Rettori contenute nel Documento che il 28 novembre prossimo sarà la base della discussione con la Ministro Carrozzo a Napoli, ma anche l’effetto domino che l’applicazione “sic ed simpliciter” del dispositivo potrebbe avere nei Poli universitari penalizzati dai punti-organico così come previsti in Tabella.

“Secondo i Rettori”, ricordano Bellanova e Capone, “l’applicazione del Decreto darebbe luogo ad una violazione dei principi costituzionali di eguaglianza, autonomia universitaria e sussidiarietà, poiché gli indicatori utilizzati per il computo dei punti organico – ottenuti dal rapporto tra le entrate complessive delle università e i costi fissi – sono fortemente condizionati dal contesto socio-economico di ubicazione degli atenei. Inoltre la ripartizione dei punti organico 2013 favorirebbe in modo considerevole gli Atenei che godono già di una situazione economica e finanziaria solida e penalizzerebbe fortemente altri atenei che si trovano in aree del Paese più difficili, laddove vi è anche un elevato numero di studenti in condizioni di disagio e che usufruiscono di esenzioni o riduzioni di tassazione, parametro assolutamente non considerato”.

“E evidente”, prosegue l’interrogazione, “il rischio della penalizzazione in vastissime aree del Meridione della formazione superiore, elemento viceversa strategico e indiscusso volano per la ripresa economica ed occupazionale dell’intero mezzogiorno, tenuto conto degli enormi sacrifici compiuti in questi anni, nei quali si è dato avvio a cospicui tagli al FFO, e della indiscussa eccellenza di quegli stessi Poli universitari fortemente penalizzati dal Decreto. Penalizzazione che peraltro si ripercuoterebbe inevitabilmente sulle fasce più giovani della popolazione, “costrette” a scegliere di formarsi altrove, oppure a dover rinunciare alla formazione universitaria. Mentre non sfugge il rischio che, attraverso l’attuazione sic et simpliciter del Decreto, si possa determinare una fase di preagonia dei Poli universitari meridionali, con un forte accentramento delle risorse verso le Università settentrionali grazie a parametri, capacità di attrazione delle risorse esterne e media delle tasse universitarie, non strettamente rapportabili alla qualità e all’eccellenza dei Poli formativi, bensì alla ricchezza del territorio di riferimento”.

Ed ecco infine la domanda pressante: “Quali correttivi il Ministro intenda apportare al Decreto per evitare che le disparità denunciate dai Rettori si traducano in una formazione universitaria di seria a e in una di serie b residuale e minore, o in una morte certa degli Atenei del Sud e se non si ritenga viceversa di dover sostenere convintamente le eccellenze della formazione e della ricerca soprattutto se ubicate in aree socio-economiche deboli, poiché snodi strategici della qualità e dello sviluppo territoriali”.




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