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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 10:15

Carlo Salvemini: "Alla Lupiae qualcuno si dimetta"

Carlo Salvemini: "Alla Lupiae qualcuno si dimetta"

Lecce - Continua il botta e risposta tra la presidente di Lupiae Servizi, Tatiana Turi ed il consigliere di minoranza Carlo Salvemini:

"Il Presidente della Lupiae Servizi risponde alla mia sollecitazione e annuncia con una nota stampa che la relazione semestrale sull'andamento della gestione è stata approvata dal consiglio di amministrazione il 17 ottobre scorso. 
Precisando che "la perdita aziendale al 30 giugno ammonta a 222.000 euro; che alla luce delle proiezioni e delle verifiche effettuate la liquidazione della società sarà scongiurata, diversamente da quello che aluni esponenti politici sembrano auspisrare; che il faro guida resta la salvezza della società e del posto di lavoro di tutti i dipendenti che ogni giorno si impegnano per effettuare servizi in favore della comunità, e che contribuiscono quotidianamente a migliorare l'alto livello qualitativo di servizi erogati alla cittadinanza".

Informo la dott.ssa Turi che nessuno ha auspicato finora la liquidazione della società: in sede di confronto in commissione bilancio s'è ricordato che alla luce dei risultati presenti e passati è la normativa vigente che impone provvedimenti estremi (dopo tre esercizi consecutivi in perdita). Impressiona come bastano poche settimane alla guida della LUPIAE, proveniendo da esperienza completamente diverse, per impadronirsi di una frasario polemico prevedibile, scontato e inutile. Il cui unico scopo è quello di voler artificiosamente dividere il campo tra buoni e cattivi, tra coloro che difendono l'occupazione e quelli che invece la minacciano. Purtroppo la cronaca di questi anni è pignola nel ribadire che sono le malaccorte gestioni aziendali, le perdite milionarie accumulate, i piani d'impresa approssimativi a mettere a rischio i lavoratori.

Poi leggi la relazione semestrale approvata e ti chiedi se chi ha firmato il comunicato stampa è la stessa persona che presiede il consiglio di amministrazione.
Questi alcuni dei passaggi più significativi:
"il risultato del periodo non è in linea con il piano industriale";
"la proiezione dei dati del primo semestre fino alla fine dell'esercizio determinerebbe minori ricavi a consuntivo rispetto al budget 2013 che verosimente sarà confermata";
"è vitale per il futuro dell'azienda un aumento del fatturato al fine di poter fare fronte a tutti gli adempimenti economici";
"il ricorso costante alla forma di finanziamento basata sull'anticipazione di contratti e/o sull'anticipo fatture per servizi ancora da espletare comporterà, nei prossimi mesi, un rischio di incapacità di disporre di risorse finanziarie adeguate ai fabbisogni";
"la copertura delle perdite mediante conferimento di due terreni edificatori ha comportato un risanamento economico ma non essendo ad oggi gli stessi monetizzati la società non dispone della liquidità necessaria a ristabilire l'equilibrio finanziario";
" è indispensabile procedere ad una rimodulazione immediata del piano industriale".

Quindi, per sintetizzare, ci viene spiegato che la ricapitalizzazione avvenuta nel dicembre del 2012 (a carico dei cittadini leccesi) non è stata come previsto risolutiva; il piano d'impresa approvato dal Consiglio Comunale dopo sei mesi è già saltato; le previsioni di una perdita d'esercizio a fine anno sono concretissime; ci sono serisssimi problemi di liquidità (come sempre); si richiede di giù un nuovo piano industriale.
Ora qualcuno dovrebbe spiegare ai leccesi, soci esclusivi della LUPIAE: chi rema contro la società bruciando risorse pubbliche e mettendo a rischio il futuro dell'impresa? Ribadisco: dopo lunghi mesi di confronto tra sindacati, amministrazione comunale e management aziendale se un piano d'impresa dopo sei mesi è fallito delle due l'una.
O si è preso in giro il Consiglio Comunale presentando previsioni farlocche. O durante la gestione qualcuno ha commesso errori gravi.
Del resto nessuna parola è spesa per spiegare come mai è saltato l'affidamento alla LUPIAE dei servizi ambientali per 800.000 euro.
In una qualunque società a fronte di questa relazione qualcuno avrebbe avvertito il dovere di presentare le proprie dimissioni alla società.
O sarebbe stato indotto a farlo".


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