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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 00:45

Il Comune di Cavallino scende in campo contro il gasdotto Tap

Il Comune di Cavallino scende in campo contro il gasdotto Tap

Cavallino - L’Amministrazione Comunale di Cavallino esprime contrarietà alla realizzazione del gasdotto proposto dalla T.A.P. Con delibera di G.C. del 05/11/2013 n. 254 ha approvato le osservazioni  da presentare al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a fronte dell’Istanza di Valutazione di Impatto Ambientale presentata da T.A.P.
 
L’Amministrazione Comunale di Cavallino con delibera di G.C. del 05/11/2013 n. 254 ha approvato le osservazioni  da presentare al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a fronte dell’Istanza di Valutazione di Impatto Ambientale presentata da T.A.P. per la realizzazione di un gasdotto.
Nell’atto deliberativo sono stati ampiamente evidenziati i motivi di contrarietà dell’Amministrazione Comunale alla realizzazione del predetto progetto che prevede l’estensione del gasdotto per 45 km offshore, dal confine marittimo tra Italia e Albania al punto di approdo individuato tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri, nel Comune di Melendugno e 8 km onshore, sino ad una centrale di depressurizzazione sita sempre nel Comune di Melendugno.
L’Amministrazione Comunale di Cavallino già il 13/11/2011 aveva formulato e inoltrato al Ministero dell’Ambiente le osservazioni di natura tecnico – giuridica ad una prima ipotesi di progetto del gasdotto elaborato e presentato da T.A.P. allo stesso Ministero in data 10/05/2011 che, a differenza del progetto attuale, individuava l’intero percorso a terra (di circa 21 Km) del gasdotto e prevedeva l’attraversamento nei Comuni di Melendugno, Vernole, Castrì, Lizzanello, Cavallino e San Donato, per il necessario raggiungimento della rete della SNAM Rete Gas, che doveva completare l’allaccio al collettore finale sito in provincia di Brindisi. In tale documento si espresse una valutazione negativa al ridetto progetto evidenziando tutte le criticità che l’attraversamento dell’infrastruttura nel nostro territorio avrebbe incontrato.

Nel corso di un incontro pubblico promosso dalla Società T.A.P. presso il Comune di Melendugno e svoltosi nel febbraio 2012, l’Amministrazione Comunale era venuta a conoscenza di uno studio di una nuova ipotesi progettuale da sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale che apportava una variante al primo progetto e prevedeva la realizzazione soltanto di una sezione di 5 Km sulla terra ferma sino all’impianto di depressurizzazione previsto nel Comune di Melendugno, demandando successivamente alla SNAM Rete Gas la realizzazione del secondo tratto a terra sino al punto di allaccio della rete meridionale. Anche in tale occasione questa Amministrazione aveva evidenziato i dubbi e le criticità relativi alla realizzazione di tale nuovo progetto che si presentava incompleto e non autonomamente funzionale. Le osservazioni formulate in tale sede furono riassunte in una memoria e prontamente depositate e nel medesimo documento vennero eccepiti altresì i motivi ostativi già dettagliati nelle osservazioni redatte in occasione della conferenza dei servizi del 15/09/2011 e già inviate al Ministero in data 13/11/2011.
Successivamente, nel marzo 2012 T.A.P. aveva presentato al Ministero dell’Ambiente un nuovo progetto della predetta opera strutturale che, a differenza del primo, non prevedeva più l’intero percorso a terra necessario per giungere alla rete della SNAM Rete Gas, ma terminava nel Comune di Melendugno, ove era allocata la centrale di depressurizzazione del gasdotto. Anche in tale circostanza l’Amministrazione Comunale aveva formulato le proprie osservazioni depositandole al predetto Ministero nel maggio 2012, valutando negativamente l’opera poiché la nuova ipotesi progettuale si presentava incompleta, e non utilizzabile, rispetto al precedente progetto.
Considerato che queste ultime criticità evidenziate nelle richiamate osservazioni del maggio 2012 permangono anche per il progetto da ultimo pubblicato nel mese di settembre 2013, poiché è stato nuovamente prevista soltanto una sezione di tracciato a terra di circa 8 Km, il Comune di Cavallino ha ribadito nuovamente, con le osservazioni approvate con delibera di Giunta Comunale n. 254 del 05/11/2013, che l’opera progettata è incompleta e non autonomamente funzionale, poiché nel progetto in esame non viene previsto il secondo tratto a terra, quanto mai necessario affinché l’opera possa entrare regolarmente in esercizio. L’Amministrazione ha evidenziato la necessità di dover sottoporre ad istanza di Valutazione d’Impatto Ambientale un progetto  unico e completo ed ha eccepito come la procedura in corso  di valutazione abbia invece ad oggetto la realizzazione di una sola “sezione”.

In conseguenza di tali circostanze e considerata la concreta eventualità che il gasdotto, nella sua interezza, attraversi  la porzione di territorio del Comune di Cavallino, già individuata dal progetto originario proposto da T.A.P. che prevedeva che il secondo tratto a terra  (necessario per arrivare al sito finale in provincia di Brindisi) passasse dai territori dei Comuni sopra citati, l’Amministrazione Comunale nelle osservazioni approvate con la succitata delibera, ha nuovamente rilevato le interferenze che T.A.P. incontrerebbe realizzando l’opera, il cui tracciato interesserebbe una fascia di territorio del Comune di Cavallino protetta dai vincoli di carattere ambientale e paesaggistico, previsti dal Piano Urbanistico Territoriale Tematico (PUTT) vigente.
Parte dell’area interessata dall’attraversamento, difatti, è sottoposta a vincolo con il P.U.T.T./Paesaggio, quale zona distinguibile “C” e, quindi, sottoposta alle norme di tutela dettate dal piano stesso.  Inoltre, rispetto al nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) adottato il 02/08/2013 dalla Giunta Regionale con delibera n. 1435, il tratto dell’opera che interessa il Comune di Cavallino verrebbe a ricadere in un’area sottoposta doppia tutela. Il progetto dell’infrastruttura contrasta anche con la destinazione delle aree interessate all’attraversamento attribuita del Piano Regolatore Generale vigente che ha riconosciuto la stessa zona “di rilevante interesse ambientale”, definendola zona “E7”- Agricola di Salvaguardia Ambientale .  
Con le ultime osservazioni approvate e presentate, l’Amministrazione ha fatto presente, alla luce delle dedotte norme del P.U.T.T. e del PPTR, nonché della circostanza che, in osservanza delle  norme di salvaguardia portate da quest’ultimo Piano Paesaggistico, non possono realizzarsi interventi in contrasto con le stesse (tanto dalla data di adozione del piano), l’assoluta illegittimità delle previsioni progettuali in questione, poiché le stesse si pongono in aperto contrasto con lo strumento di pianificazione paesaggistica del territorio, sia con quello vigente che con quello adottato, e consequenzialmente con la necessità di salvaguardia dei beni e dei valori dallo stesso tutelati. 

Il tracciato del primo progetto del gasdotto, nella parte in cui attraversa il territorio Comunale, interseca un versante delimitato da un ciglio di scarpata ben segnalato sulle carte tematiche del PUTT e, quindi, sottoposto a regime di tutela. Inoltre, attraversando il versante e il ciglio di scarpata, costituisce di fatto la premessa alla parziale demolizione del costone roccioso. In queste aree sorgono molteplici strutture di antica fattura, quali la “Masseria di Ussano”, muretti a secco e “pagliare”, oltre che emergenze archeologiche di varia epoca, tra cui un menhir, che unite alla morfologia del territorio garantiscono scenari affascinanti, resi ancor più suggestivi dalle “Colline di Ussano”, prosecuzione della catena delle “Murge” che attraversa il Salento. Lo sviluppo socio-economico, conseguito con impulso sempre maggiore nel territorio cavallinese, basato prevalentemente sullo “sfruttamento” dei propri beni culturali, ha un'importanza strategica nel percorso di crescita economico, sociale e culturale della comunità residente. La tutela di questi “interessi” e di tutto ciò che ne costituisce la fonte, è doverosa da parte di questa Amministrazione. L’Amministrazione ha rilevato che la comunità residente, con riferimento non solo a quella cavallinese ma dell’intera comunità salentina, ha diritto di conoscere l’esatto percorso completo del gasdotto ed ha evidenziato anche come gli organi Amministrativi devono poter  coinvolgere e informare le comunità su tale questione, aprire con queste un dibattito utile al confronto, in occasione di una scelta così rilevante per il territorio, atteso che, i cittadini devono avere la possibilità di esprimere la propria opinione, e quindi di proporre l’individuazione e concertare percorsi alternativi e/o particolari accorgimenti finalizzati a mitigare l’impatto  con il territorio e, soprattutto, con le evidenziate criticità.
In base all’attuale ipotesi progettuale, l’infrastruttura terminerebbe in corrispondenza di un Terminale di Ricezione del Gasdotto situato a 8,2 km (tratto onshore) dalla costa, sito nel Comune di Melendugno. Con riferimento a tale circostanza nelle osservazioni formulate dall’Amministrazione Comunale si è evidenziato, quindi, che l’opera per essere funzionale e funzionante (anche se non indicato nel citato progetto), dovrà necessariamente attraversare parte dell’entroterra salentino per  collegarsi alla rete italiana di trasporto del gas, gestita da Snam Rete Gas, per poi giungere al collettore finale in provincia di Brindisi e che attualmente non si conosce il percorso che sarà seguito per giungere al richiamato sito finale.

Tutti gli Enti Locali potenzialmente interessati al passaggio dell’infrastruttura devono conoscere preliminarmente l’intero precorso del tracciato a terra per giungere al collettore finale di Brindisi e la società T.A.P. ha l’obbligo di presentare e sottoporre al procedimento di VIA il progetto nella sua interezza, dettagliando pertanto l’intero percorso on shore, e tanto alla luce della normativa vigente in materia di valutazione d’impatto ambientale.  
L’analisi dell’incidenza paesaggistica-ambientale dell’opera de quo va elaborata e considerata alla luce dell’intero sviluppo di questa e non può essere, in ogni caso, trattata e valutata per stralci non funzionali, trattandosi di un'opera, le cui parti, sono connesse e programmate per realizzare un'unica struttura per il trasporto del gas metano, che è funzionale solo se si realizza il tracciato previsto nella prima ipotesi progettuale.
La Società T.A.P. deve necessariamente prevedere e definire il tracciato riflettente l’intero attraversamento sulla terraferma con il progetto oggetto di valutazione d’impatto ambientale, indicando puntualmente il percorso, e non può demandare e rimandare, al di là di chi sia deputato alla sua realizzazione (parte TAP e altra parte SNAM), l’individuazione della seconda sezione a terra ad un’ulteriore progetto da riproporsi, in un secondo momento, da un’altra società.


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