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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 04:32

Bellanova e Capone: "Misure straordinarie per salvare gli ulivi"

Bellanova e Capone: "Misure straordinarie per salvare gli ulivi"

Lecce - Una lettera alla Ministro alle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, invitandola a constatare di persone la gravità della pandemia che ha colpito gli ulivi salentini.
E, nelle prossime ore, analogo appello sarà rivolto a Paolo De Castro, parlamentare europeo, Ministro al ramo del Governo Prodi, Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale dell’Unione Europea.
Teresa Bellanova e Salvatore Capone, parlamentari Pd per la Puglia, stanno seguendo attentamente la catastrofe che in questi mesi si è abbattuta sull’olivicoltura salentina e sono convinti che, proprio in ragione della sua gravità, debbano essere attività misure straordinarie per sostenere l’impegno degli agricoltori e per impedire che un segmento così importante dell’economia territoriale e pugliese subisca un crollo verticale, difficilmente assorbibile in poco tempo.

“Come uno tsunami”, scrivono i due parlamentari alla Ministro, “si è abbattuto su ettari ed ettari di oliveti, e per la prima volta in Europa, il cosiddetto “complesso del disseccamento rapido dell’ulivo” causato da un terribile batterio sudamericano “xylella fastidiosa” (insieme ai suoi tremendi compagni, il rodilegno “zeuzera pyrina”, e il fungo “phaeoacremonium), rendendo necessaria la misura più temuta in agricoltura: la quarantena fitosanitaria.
Nelle aree colpite dalla fitopatologia le misure fitosanitarie da adottare rappresenteranno un terremoto inaudito. Gli organi di stampa territoriali, che stanno seguendo costantemente la vicenda nelle sue evoluzioni, parlano di ‘svellimento coatto degli alberi colpiti del batterio sudamericano, isolamento delle aree di durata variabile, divieto di impianto di nuovi alberi in quelle stesse aree, individuazione di una zona tampone o di rispetto, intorno alle aree colpite, tale da evitare il contagio di nuove aree’.
Misure imponenti, evidentemente, individuate dal Comitato Fitosanitario Nazionale, riunitosi martedì 22 ottobre dopo un precedente vertice regionale con l’Osservatorio Fitosanitario Regionale, e che adesso dovrebbero essere portate all’attenzione del Suo Ministero perché vengano assunte attraverso un decreto mirato che, apprendiamo ancora dagli organi di informazione, dovrà essere comunicato anche a Bruxelles.

La posizione europea, infatti, al riguardo è stata perentoria: isolare perentoriamente e drasticamente il terribile batterio e la pandemia, per evitare che il contagio possa estendersi ulteriormente, come di fatto nel Salento già sta accadendo considerato che, dalle prime aree interessate (comprensorio di Gallipoli, Parabita, Aleziom Casarano, Nardò) pare si stia estendendo anche nelle zone del Nord Salento e del Brindisino. Parliamo di ettari ed ettari di terreni, stimati all’inizio di settembre in ottomila, per un numero imprecisa di alberi, tra cui moltissime esemplari secolari, e che nel frattempo rischiano di essere molti di più”.

“Descrivere alla Ministro lo stato dell’arte, la prostrazione degli agricoltori”, commentano i due parlamentari, “e anche la posizione estremamente rigorosa e perentoria di Bruxelles, era necessario proprio perché avesse piena contezza della situazione, che sta mettendo in ginocchio decine e decine di aziende.
I rimedi individuati per circoscrivere la pandemia, infatti, richiedono un impegno economico notevole, e causeranno alle aziende una difficoltà economica ancor più notevole, dal momento che nei terreni colpiti gli alberi non potranno più essere piantati, e che anche le zone di rispetto saranno oggetto comunque di misure drastiche.
Comprendiamo perfettamente, dunque, sia lo sconforto delle imprese e degli agricoltori, sia l’allarme lanciato da Coldiretti e Cia. Così come l’urgenza di mettere in campo misure straordinarie non solo per fermare il terribile batterio, ma anche per sostenere le imprese”.

“Come Lei sa”, prosegue intanto la lettera al Ministro, “nel nostro territorio il comparto agroalimentare è un segmento fondamentale dell’ economia, agricola e di trasformazione, e con esso il settore olivicolo. Una preponderanza evidente anche a occhio nudo: l’ulivo rappresenta il 60 per cento della superficie agricola coltivata.
Si comprende dunque sia l’allarme lanciato dalle associazioni di categoria, che sottolineano l’estrema necessità di un Piano di rilancio con interventi ad hoc utilizzando in questa direzione risorse nazionali ed europee, sia la prostrazione in cui sono cadute le aziende di produzione e di trasformazione, e certo ben poca serenità potrà garantire il fatto che, come ha dichiarato alla stampa Fabrizio Nardoni, assessore regionale all’Agricoltura, “il fenomeno, anche se produce effetti visivi agli impianti arborei olivicoli, non pregiudica in alcun modo la qualità delle olive, sia da mensa che da olio, né influisce sulle caratteristiche dell’olio che da esse si ricava”.
Anche perché, nel frattempo e in ogni caso, le prime indicazioni diffuse dall’Osservatorio fitosanitario regionale per arginare e circoscrivere la pandemia sono drastiche e onerose per le aziende agricole, e non è azzardato parlare di danni economici rilevantissimi.
A questa tragedia senza precedenti, vera e propria calamità naturale, noi riteniamo che il Governo non possa essere indifferente.
Ecco perché, Ministro, certi della Sua estrema attenzione circa l’evoluzione della vicenda e della Sua sensibilità, Le chiediamo di voler testimoniare l’attenzione del Governo e del Ministero in particolare con un Suo sopralluogo negli oliveti colpiti, al fine di constatare di persona l’estrema gravità della situazione”.

“Il filo diretto con il Ministero sarà, da parte nostra, costante”, assicurano Teresa Bellanova e Salvatore Capone. E già lunedì, se gli impegni parlamentari lo permetteranno, hanno garantito estrema attenzione all’esito dell’incontro previsto presso la sede dell’Ufficio Provinciale Agricoltura.


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