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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 22 ottobre 2017 - Ore 00:54

Pankiewicz: "Energia pulita e affari sporchi, cessi la truffa ai danni del Salento"

Pankiewicz: "Energia pulita e affari sporchi, cessi la truffa ai danni del Salento"

Guagnano - "Gli scandali scoperti in questi giorni dalla Magistratura siano occasione per mettere ordine nel settore delle energie rinnovabili. Energia pulita e affari sporchi, occorre che la Regione deliberi una moratoria, una sospensione, di tutte le autorizzazioni riguardanti le energie rinnovabili procedendo all’adozione di provvedimenti adeguati e a una rapida e rigorosa programmazione che promuovano contestualmente una nuova cultura di legalità e di sviluppo alternativo, fondato su un ritorno a Madre Terra e su una efficace tutela del territorio, della natura, del paesaggio, che consenta produzioni agricole e agro-pastorali di qualità e di eccellenza, enogastronomia e turismo, tutte attività ecocompatibili, insieme alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale". A dichiararlo, il Presidente di Valori e Rinnovamento Wojtek Pankiewicz.

"Sia chiaro che siamo favorevoli alle energie alternative, preziose per dismettere idrocarburi e fonti fossili, ma siamo contrari alle rinnovabili selvagge. Per questo siamo in trincea da sempre, da tempi non sospetti, partecipando e promuovendo incontri e manifestazioni.
Deve cessare la truffa ai danni del Salento e devono cessare la devastazione del nostro meraviglioso territorio e l’oltraggio del nostro paesaggio da parte di scriteriati campi eolici e fotovoltaici.
Vorrei aggiungere che il Salento è anche un habitat frequentato da numerosi uccelli protetti dalla Direttiva Uccelli 79/409/CEE, quali la Cicogna bianca, la Cicogna nera e l’Aquila minore, solo per citarne alcuni. Uccelli messi a serio rischio proprio dalle pale eoliche, ormai notorie macchine falcidia – volatili.

E non è solo una questione di impatto sulla biodiversità quella che deve portare la Regione Puglia a non concedere più alcuna autorizzazione a questi impianti, ma anche la conseguente compromissione della qualità della vita e della salute dei cittadini a causa dei molteplici inquinamenti provocati da questi aerogeneratori: inquinamento acustico, elettromagnetico e visivo diurno e notturno; quello notturno in particolare causato dalle luci di segnalazione aeronautica poste in cima agli aerogeneratori per limitare quei rischi di impatto con aeromobili che già in Sicilia hanno visto mortali impatti di elicotteri contro le pale.

L’inquinamento luminoso notturno provocato da queste lampeggianti, alienizzanti, luci rosse nel cielo degraderebbe pesantemente il godimento del firmamento, un bene che sta per essere dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Tutto ciò rappresenta una spada di Damocle sulla fruizione da parte di tanti astrofili salentini che trovano proprio nei parchi i luoghi più bui e ottimali per l’osservazione notturna e lo studio scientifico del cielo stellato grazie al basso degrado antropologico dell’area. E non si possono tacere i gravi rischi per la vita umana correlati al lancio di frammenti di pala a seguito di rotture accidentali, purtroppo sempre più documentate nella letteratura tecnica correlata e che possono giungere anche ad alcune centinaia di metri di distanza dal luogo di ubicazione dell’altissimo aerogeneratore. Impianti inoltre la cui realizzazione comporta sempre movimentazioni terra inimmaginabili e sconquassanti, assolutamente intollerabili in un paradiso naturale e culturale come il Salento così denso di molteplici micro e macro elementi di altissimo pregio storico, ambientale e paesaggistico.

Si tratta di impianti palesemente anticostituzionali il cui molteplice impatto rappresenterebbe una violazione palese dell’articolo 9 della Costituzione Italiana
che afferma che la nostra Repubblica tutela il paesaggio storico naturale della nazione i suoi beni culturali e dell’articolo 32 sulla tutela della salute e della qualità di vita dei cittadini. Impianti così contraddittori da volersi dire anti – ecologici e che negherebbero le economie virtuose di questo territorio fondate e da fondare sul turismo culturale, destagionalizzato e sulle attività di produzione silvo – agro – pastorale di qualità e di eccellenza in un territorio che chiede,proprio in nome dell’Ecologia vera e non strumentalizzata e speculativa, di essere rimboschito con essenze autoctone e coltivato con le salubri filosofie del biologico.
Sia chiaro che anche l’installazione di pannelli sui tetti della case e degli edifici per l’autoconsumo e la produzione casalinga deve essere rigorosamente disciplinata, perché anche la bellezza delle nostre città è un valore fondamentale da salvaguardare.
In conclusione, basta proliferazione selvaggia di impianti, basta scempi del nostro ambiente e del nostro paesaggio, si proceda con l’adozione da parte della Regione e, per quanto di loro competenza, delle Province e dei Comuni, alla tutela e alla bonifica dei luoghi, promuovendo una nuova cultura della legalità e di sviluppo alternativo ecosostenibile".


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