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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 23 novembre 2017 - Ore 04:32

Tap, Vendola al Governo: "Non chiudete le orecchie"

Tap, Vendola al Governo: "Non chiudete le orecchie"

Italia - "Se una delle coste più belle del Mediterraneo si ribella al progetto di un grande gasdotto, che è certo un progetto di competenza del governo nazionale, non chiudete le orecchie. La democrazia non è girare a vuoto ma cercare insieme le soluzioni migliori". Sono queste le parole con cui il Governatore della Puglia Nichi Vendola si è rivolto al premier Enrico Letta, durante la cerimonia di inaugurazione della Fiera del Levante, a proposito del gasdotto Tap.

Fa discutere infatti il nuovo progetto Tap presentato al Ministero dell'Ambiente, assieme allo studio d'impatto ambientale e sociale Esia. Al suo interno vengono analizzati i rischi (secondo i contestatori tanti, per i promotori pochissimi) e le opportunità occupazionali ed economiche derivanti dalla realizzazione del gasdotto (per la costruzione del quale occorre personale specializzato, come gli stessi vertici Tap hanno ammesso, per cui non è così remota la possibilità che, a cantieri aperti, di salentini a lavoro non se ne vedrà nemmeno l'ombra). 

Il secondo progetto a quanto pare proccupa più del primo, ma per i vertici dell'azienda non c'è nulla da temere e la distanza tra l'Azerbaidjan e San Foca sembra accorciarsi sempre di più. A mancare ancora però è la Valutazione d'impatto ambientale (Via), ed il parere della Regione Puglia, che potrà pronunciarsi sul progetto senza che il suo parere possa essere in alcun modo vincolante, entro massimo 60 giorni. Il progetto, in alcuni punti differente da quello presentato nel mese di marzo 2012, non fornisce comunque le garanzie che a distanza di un anno, ricco per altro di contestazioni, ci si sarebbe aspettati.

Ma in cosa è cambiato il progetto? Innanzitutto il punto di approdo sarà a San Foca tra Lido San Basilio e lo stabilimento Chicalinda, 400m più a sud rispetto al primo progetto, dove approderà un un microtunnel lungo circa 1.500 metri che passerà 10 metri sotto la spiaggia. "Consentirà al gasdotto di non danneggiare l'habitat protetto dell'alga Posidonia oceanica - ha dichiarato il country manager Russo - permetterà anche di non produrre alcun impatto visivo e interferenze con la fascia litoranea e la macchia mediterranea". Cambia anche il sito scelto per la costruzione della centrale di depressurizzazione. Dalla zona archeologica dell'Ecomuseo di Acquarica di Lecce, verrà trasferita a qualche chilomentro dalla costa, nei pressi della Masseria Capitano, poco distante dall'area in cui sorge il Dolmen Placa, al centro del triangolo formato dai comuni di Melendugno, Castrì e Calimera.

Il centro di controllo, collegato alla rete Snam (Le cui caratteristiche risultano ancora poco chiare) sorgerà su un'area di 12 ettari in una zona dove sorgono anche edifici, ma i vertici dell'azienda garantiscono che "la loro architettura, quanto a impatto visivo, richiamerà quella delle masserie". Sempre secondo Tap, a diminuire saranno anche le emissioni di Co2 grazie all'impiego di alcuni scaldatori elettrici.

Intanto la società pare essersi messa già in contatto con alcuni proprietari dei terreni, in totale 130, da cui passerà il tubo, che al momento promettono battaglia.

In merito al nuovo progetto i membri del Comitato No Tap hanno dichiarato: "Visto il disastroso secondo progetto presentato da TAP, una ratifica dell'accordo a occhi chiusi, come il senato si prepara a fare, sarebbe una condanna per un territorio che vive di turismo e per una nazione come la nostra che non ha assolutamente la necessità di un' infrastruttura del genere come sostengono senza ombra di dubbio i dati sui consumi di gas degli ultimi anni e l'ultimo decreto del"fare2".
Il comitato e la popolazione che rappresenta non vede in quest'opera nessun vantaggio nè per il territorio interessato nè per l'Italia e chiede da tempo a gran voce di valutare bene la ratifica dell'accordo trilaterale Italia-Grecia-Albania.
Inoltre denunciamo a gran voce il comportamento arrogante di TAP, che per mesi ha cercato di nascondere e mascherare il dissenso verso quest'opera inutile facendo credere alle popolazioni locali che ci sia un potere occulto che a deciso per loro, che tutto è già stato deciso sulla testa dei salentini".






La Redazione


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