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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 24 agosto 2017 - Ore 12:44

I parlamentari del M5S contro le discariche in località “Mater Gratiae”

I parlamentari del M5S contro le discariche in località “Mater Gratiae”

Taranto - Sarà il Consiglio dei Ministri domani lunedì 26 agosto a discutere “di razionalizzazione dei controlli in materia di rifiuti”, coinvolgendo anche le discariche ILVA. Nel decreto in discussione sulla Pubblica Amministrazione, infatti, “è previsto il via libera alla costruzione ed alla gestione delle discariche per rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in località “Mater Gratiae”, nel Comune di Statte (Taranto), che hanno avuto parere di compatibilità ambientale e valutazione d’impatto ambientale positivi alla data di entrata in vigore del presente decreto legge”. Si accelereranno, quindi, le autorizzazioni ferme dal 2008 che hanno condotto all’arresto dell’ex Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido.

“Ma per il Governo Letta la situazione è molto semplice e risolvibile in poche ore di Consiglio di Ministri – dichiarano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella, Daniela Donno, Lello Ciampolillo, Giuseppe L’Abbate, Diego De Lorenzis, Giuseppe D’Ambrosio, Giuseppe Brescia, Francesco Cariello ed Emanuele Scagliusi – Basta con questi amministratori che osannano Taranto e la sua resistenza ma che, al contempo, la tengono in stato di assedio. Il Commissario Bondi e tutti i suoi delegati devono assumersi le responsabilità dell’incarico che ricoprono e non sfuggire, come sembrerebbero preferire”.
Già durante la stesura del Decreto del Fare, denunciano i 5 Stelle, il Presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato Massimo Mucchetti (PD) aveva proposto che l’immunità fosse estesa anche ai delegati dei commissari. “Vorremmo comprendere le motivazioni dietro questo pressing – dichiarano i parlamentari M5S – Lo stesso Presidente Vendola deve pretendere decenza per la sua Regione dal partito che ha portato la sua SEL in Parlamento: si assuma anch’egli le sue responsabilità!”.

La provincia di Taranto ha già molti impianti inquinanti oltre l’ILVA: ci sono l’Eni, la Cementir, l’attività portuale, tre inceneritori, diverse discariche di rifiuti solidi urbani e tre discariche di rifiuti speciali, tra cui le più grandi d’Europa. “Ricordiamo il divieto di pascolo nel raggio di 20 km, l’inquinamento sia superficiale sia in profondità della falda causata da diversi inquinanti dovuti alle attività antropiche, l’impossibilità dei bambini del Quartiere Tamburi di non poter giocare neppure nelle aiuole vicino casa loro causa l’inquinamento dei terreni, i vestiari speciali che gli operatori del cimitero devono necessariamente utilizzare per non contaminarsi. Un elenco lungo e drammatico – denunciano i 5 Stelle – Ad oggi, nessuno studio ha certificato che gli eventi di malattia e morte siano terminati. Qualunque messa in esercizio o autorizzazione di discariche, vecchie e nuove che siano, nella provincia jonica rappresenta un atto eseguito da vili e vigliacchi individui che non conoscono il significato di “Bene Comune”. D’altronde non possiamo attenderci molto da chi vuole nascondere tutta questa orrenda situazione dietro un consumo eccessivo di sigarette! Queste nuove discariche autorizzate e messe in esercizio rappresenterebbero l’ennesima pugnalata alle spalle del popolo e del territorio tarantino da parte di chi avrebbe il dovere teorico di proteggere la salute e l’ambiente ma preferisce salvaguardare concretamente gli interessi economici di pochi derogando ad un iter amministrativo che dura da sette anni già finito nel mirino della Commissione europea. La targa di Tamburi dovrebbero rileggersela ogni mattino dinanzi allo specchio”.


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