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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 19 novembre 2017 - Ore 06:09

Capone e Bellanova sui fondi per i beni culturali per il Salento

Capone e Bellanova sui fondi per i beni culturali per il Salento

Lecce - “Una grande occasione che il Salento e la Puglia non devono e non possono sprecare. Non un solo giorno deve restare inutilizzato, perché tutti i progetti possano essere cantierati e ultimati nei tempi previsti”. 

Così Salvatore Capone e Teresa Bellanova, parlamentari Pd della Puglia, sui fondi Poin (Programma Operativo Interregionale), bloccati dal 2012 e finalmente attivati dal Ministero dei Beni culturali, che assegnano alla nostra regione un plafond copiosissimo per interventi di restauro e valorizzazione dei beni culturali.

“L’azione decisiva e ferma svolta dal Ministro Bray, che in questi mesi ha riportato la cultura al centro delle logiche di governo, di concerto con la Regione Puglia e la vicepresidente Angela Barbanente”, proseguono i due parlamentari, “deve trovare un corrispettivo nei territori perché cultura e turismo possano veramente divenire volano di una nuova economia, capace di dare risposte occupazionali alle generazioni più giovani. L’elenco dei beni individuati per il Salento e per la Puglia non deve essere letto asetticamente ma colto nel suo senso dinamico,  quasi fosse  una mappa di un ideale itinerario territoriale della bellezza e della qualità ambientale. 

Un’occasione strategica che ha nei comuni, per quanto di loro competenza, un’interfaccia fondamentale e di grande responsabilità, soprattutto in questo momento che vede Lecce e il Salento impegnati nella sfida del progetto per la Città Capitale europea della cultura”.

“Naturalmente”, concludono Bellanova e Capone, “la boccata d’ossigeno per le imprese impegnate nel settore dell’edilizia e dei servizi è importante, ma ancor di più dobbiamo essere capaci di considerare il valore esponenziale di questo risorse. 

Se la Puglia e il Salento sono divenuti in questi ultimi anni, grazie al lavoro e all’impegno di Istituzioni e Imprese, una meta capace di reggere anche ai colpi della crisi, lo si deve anche ai tanti progetti di recupero e valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
Una strategia di sviluppo che le risorse sbloccate dal Mibac rendono più che mai concreta e tangibile, anche per chi quotidianamente è impegnato nel campo della produzione culturale e dei servizi di qualità, siglando un’allenza virtuosa tra Governo, Regioni e territori necessaria se veramente vogliamo ragione in termini di sistema.
Ecco perché seguiremo con molta attenzione l’attuazione del Programma, nella certezza che ogni singolo attore saprà rispettare i tempi indicati e necessari per non rischiare la perdita delle risorse”.

 


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