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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 13:51

Bellanova e Capone: "Decreto femminicidio, svolta per proteggere le donne"

Bellanova e Capone: "Decreto femminicidio, svolta per proteggere le donne"

Lecce - “Prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo, proteggere le vittime: il modo in cui il Premier Letta ha sintetizzato la ratio dei dodici articoli che compongono il Decreto contro il Feminicidio appare il modo migliore per restituire alle donne, e anche agli uomini, che in questi anni si sono impegnate strenuamente sul terreno della violenza di genere tutto il senso dell’impegno del Governo e del Parlamento su un tema così importante e delicato”.

Teresa Bellanova e Salvatore Capone, parlamentari Pd per la Puglia, plaudono all’iniziativa del Governo e al Decreto contro il Femminicidio varato oggi dal Consiglio dei Ministri, sottolineando l’impegno profuso in Parlamento in questi anni perché si arrivasse, finalmente, a riconoscere come reato specifico la violenza di genere, collegandolo al reato di stalking,  prevedendo peraltro l’arresto obbligatorio in flagranza per delitti di maltrattamento familiare e stalking.

“Solo qualche giorno fa”, afferma Teresa Bellanova, “a proposito del provvedimento cosiddetto svuota-carceri, avevamo duramente criticato chi immaginava di poter cancellare l’arresto preventivo per il reato di stalking. Arresto viceversa quanto mai opportuno, in presenza di una verifica seria e circostanziata, proprio perché quotidianamente la cronaca ci dimostra come la reiterazione sia connaturata a questo reato, sfociando nella violenza omicida contro la vittima. E vorrei non suonasse retorico dire che questo Decreto è un modo per chiedere scusa alle decine e decine di donne che in questi anni sono state vittime di violenza fino a morirne”.

“Autorizzare le forze di polizia ad allontanare da casa il coniuge violento è un altro tassello importante della legge”, prosegue il parlamentare Pd Salvatore Capone, “perché spesso proprio la violenza domestica viene misconosciuta o sottaciuta, favorendo quel legame vittima-carnefice così malsano per i legami familiari, le donne, i figli”. Ecco perché proprio Capone ribadisce la necessità, già avvertita dai due parlamentari all’indomani dell’approvazione della Convenzione di Istanbul, che ogni istituzione territoriale promuova su questo tema azioni di sensibilizzazione e informazione.

“Dopo l’invio del testo della Convenzione in tutti i Comuni salentini, e la sollecitazione a promuovere consigli comunali aperti alla partecipazione della Associazioni contro la violenza di genere”, concludono i due parlamentari, “abbiamo avuto riscontri positivi da parte di numerosi sindaci. Parteciperemo a quei consigli comunali aperti, anche per condividere con le cittadine e i cittadini il lavoro parlamentare svolto. E’ anche sul terreno della cultura, e della consapevolezza delle relazioni, che si toglie ossigeno alla violenza di genere”.

 


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