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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 17 agosto 2017 - Ore 15:50

Ancora una ferita inferta agli ulivi monumentali di Puglia

Ancora una ferita inferta agli ulivi monumentali di Puglia

Lecce - Non sono bastate le levate di scudi di chi ritiene che gli ulivi monumentali di Puglia possano essere e divenire una vera risorsa economica della Regione e non un semplice impedimento per fare altro. Con un emendamento che ha inserito l’art. 8 alla L.R. 19/2013, assente dalla prima formulazione del testo, la Giunta Vendola ha fatto decadere i vincoli di tutela per gli alberi monumentali anche per progetti ancora da approvare. Fino ad oggi, infatti, venivano concesse deroghe solamente per quei progetti approvati definitivamente prima dell’entrata in vigore della L.R. 14/2007. Una legge per la “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia” che, da vanto nell’intero Mediterraneo, è stata radicalmente snaturata e sbugiardata dalle modifiche normative successive.

“È nei fatti una gigantesca liberatoria che priva il fondamentale simbolo della Puglia di qualsivoglia tutela, a favore del consumo del territorio così come verrà definito dai locali strumenti urbanistici – dichiara Eugenio Lombardi, architetto e ideatore dell’Ecomuseo della Valle d’Itria e dell’Ecomuseo Urbano del Nord Barese – Cosa resta a difesa di simboli produttivi e identitari che hanno attraversato la plurimillenaria storia di Puglia? Cosa resta del passaggio degli uomini e delle donne che l’hanno vissuta?  Spero con tutto il cuore che quanto ho letto sia un’allucinazione di mezza estate: mia che l’ho letta o di coloro che l’hanno prodotta”.

“Eravamo già a lungo intervenuti nei mesi scorsi a difesa degli ulivi plurisecolari e millenari di Puglia, messi a rischio dalle modifiche apportate alla legge regionale 14/2007 – dichiara Giuseppe L’Abbate (M5S), primo firmatario di una interrogazione al Ministro Bray sulla “Taglia-Ulivi” – Gli ulivi plurisecolari sono una risorsa per l’economia della nostra Regione: non a caso sono il simbolo stesso della Puglia. Dobbiamo trovare incentivi per sostenere un sistema economico che, in numerosi casi virtuosi, ha dato i suoi frutti. Non è accettabile questo ulteriore scempio proprio da chi si vanta del termine “ecologia” nel proprio vessillo. Norme che continuano a sembrarci in contrasto con la legge nazionale 10/2013 che stabilisce sanzioni sino a 100.000 euro per abbattimento o danneggiamento di alberi monumentali”.

Con la Legge Regionale 19 luglio 2013, n. 19 “Norme in materia di riordino degli organismi collegiali operanti a livello tecnico-amministrativo e consultivo e di semplificazione dei procedimenti amministrativi”, infatti, per tutti gli ulivi e gli uliveti monumentali pugliesi (un tempo tutelati dalla Legge 14/2007) decadranno i vincoli di tutela nel caso venissero approvati piani attuativi di strumenti urbanistici generali, sia precedenti sia postumi alla legge del 2007.

Contro le modifiche si sono già espressi nei mesi scorsi Legambiente, Touring Club Italiano, Italia Nostra ed il WWF. E proprio il “World Wide Fund for Nature” ha denunciato l’ulteriore ferita inferta ai danni degli ulivi di Puglia, riservandosi di ricorrere nelle sedi opportune.

 

 

 


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Commenti inseriti
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mario - 07/09/2013
Ulivi Secolari. @Mario Materia
Lei mi ha frainteso, sono assolutamente contrario all'abbattimento degli alberi secolari, secondo me il problema
può essere risolto rendendo economica l'ulivicoltura .Questo mercato non è colpito solo dalle importazioni di questo
prodotto ma soprattutto dall'olio sofisticato.Non si può vendere per olio extravergine l'olio raffinato.
Non è solo l'acidità l'unico parametro che rende si o no un olio extravergine ,ma soprattutto le proprietà organolettiche
E' sufficiente che per l'olio extravergine imbottigliato, vengano dichiarate le proprietà organolettiche e come d'incanto
gli oli sofisticati e raffinati venduti come extravergine sparirebbero dal mercato, sempre se i controllori non siano
loro stessi produttori.
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Mario Materia - 03/09/2013
Quindi, Mario, siccome la normativa che dovrebbe promuovere e incentivare la produzione dell'olio pugliese è carente e lascia spazio libero all'olio estero, allora è giusto abbattere giganti che sono su questa terra da prima di te, di me, e finanche di Cristo (poiché ce ne sono alcuni che datano oltre i 2500 anni). Perché, invece di stabilire con un emendamento messo all'ultimo minuto, che gli ulivi monumentali vanno abbattuti per fare cassa, i nostri illustri consiglieri non hanno pensato a riformare i costi e gli incentivi legati alla filiera olivicola? è una vergogna ancora più grande, leggere fra i firmatari dell'articolo 8, il nome di Donato Pentassuglia, che è presidente della V Commissione ambientale. Questa è gente pagata per fare il contrario di ciò per cui è lì!
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mario - 08/08/2013
Ambientalisti del cavolo...
Sapete quanto costa manutenere un ulivo secolare ?,, è facile parlare e fare leggi assurde insieme a multe superlative
per evitare la fine dell'ulivo in genere. Vi siete mai preoccupati in maniera tangibile rendendo più appetitoso con un
minimo di valore aggiunto, il prezzo dell'olio d'oliva ?.Cercate di ficcarvelo in testa una volta per tutte, la
coltivazione degli ulivi non rende più niente, le falsificazioni ed un commercio selvaggio hanno reso questo tipo di coltura
priva di ogni significato economico.Prima di blaterare a casaccio cercate di capire il vero problema ed innanzitutto
di risolverlo.Nessuna ama gli alberi di ulivo più dello stesso proprietario, cercate quindi di non aggiungere
al danno anche la beffa.


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