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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 16:42

Consiglio provinciale: patrimonio e ambiente nella relazione del difensore civico

Consiglio provinciale: patrimonio e ambiente nella relazione del difensore civico

Lecce - E’ tornato a riunirsi questa mattina a Palazzo dei Celestini il Consiglio provinciale. Il primo punto all’ordine del giorno all’attenzione dei consiglieri ha riguardato la Relazione annuale 2012-2013 del difensore civico provinciale Giorgio De Giuseppe, la cui presa d’atto è stata votata all’unanimità.

In particolare, nella prima parte della relazione sull’attività svolta dall’aprile 2012 all’aprile 2013, il senatore De Giuseppe riferisce sui ricorsi prodotti da cittadini avverso il rifiuto di esibizione di atti da parte di amministrazioni locali. Tali ricorsi,  alternativi al ricorso al Tar, sono in aumento probabilmente per la gratuità e per l’obbligo a definirli entro trenta giorni.

La relazione esamina anche l’attività svolta ai fini del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa della Provincia, soffermandosi sul controllo di legittimità di determinazioni dirigenziali effettuato a richiesta di consiglieri provinciali. Da quest’anno, a  tali controlli si è aggiunto, per iniziativa del difensore civico condivisa dal Consiglio provinciale, l’esame trimestrale di dieci determinazioni individuate con il metodo del campione a sorteggio, così da ampliare  l’indagine sulla legittimità dell’attività amministrativa.

La seconda parte della relazione è dedicata, invece, alle iniziative assunte dall’ufficio del difensore civico circa le più diverse questioni relative alla difesa di interessi diffusi  su segnalazione di cittadini, di associazioni o per propria iniziativa. Il documento fornisce anche un quadro sintetico delle manifestazioni svoltesi il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra, che il Consiglio provinciale, su suggerimento dell’ufficio del difensore civico, ha deliberato di istituire dal 2010. A tale manifestazione hanno partecipato comuni, istituti scolastici ed associazioni ambientaliste in numero maggiore rispetto allo scorso anno.

Conclude la relazione il capitolo relativo al Convegno internazionale di studi su “Difesa civica in Europa ed in Italia” svoltosi a Lecce nello scorso novembre. Le relazioni, affidate a  studiosi italiani e stranieri, hanno confermato come l’istituto della difesa civica sia affermato e consolidato in tutta Europa, “dalla Scandinavia alla Russia”, ha sottolineato De Giuseppe, “mentre in Italia è disomogeneo, disarticolato ed episodico, tanto da essere stato soppresso nei Comuni e da operare attualmente soltanto in 8 Regioni e 26 Province. Tale diffusione a macchia di leopardo è costituzionalmente incompatibile con il diritto dei cittadini ad avere tutti eguali garanzie e tutele. Soltanto una legge quadro può salvaguardare un importante istituto dalla crisi in cui si trova, rendendolo obbligatorio”.

Un ringraziamento al lavoro svolto è stato espresso, dopo interventi sia dalle file della maggioranza che dell’opposizione, dal presidente Antonio Gabellone, che ha evidenziato il “metodo di lavoro che guarda a tutte le istanze e che è garanzia per questo consesso e per tutti. Sono soddisfatto della centralità che ha avuto il ruolo della difesa civica, in un momento in cui anche le vecchie istituzioni deputate al controllo sulla legittimità degli atti degli enti pubblici non operano più come nel passato, in Provincia di Lecce il lavoro del difensore civico è stato garante dell’attività dell’Ente, imparziale e proteso al rispetto delle regole. In questi anni la difesa civica si è consolidata, soprattutto nel raccordo col mondo dell’associazionismo, portatore di interessi diffusi, anche su terreni delicati, con possibilità di confronto per ricondurre tutti alla discussione libera e democratica. A testimonianza di quanto la difesa civica sia utile alla partecipazione e ad abbassare i toni”.

Il Consiglio provinciale ha poi affrontato il tema dell’alienazione dell’immobile che attualmente ospita la Caserma provinciale dei Vigili del fuoco di Lecce, lungo viale Grassi. Il presidente Gabellone nel suo intervento ha ricostruito i contenuti delle comunicazioni avute nel tempo dal Ministero dell’Interno che, dopo un’iniziale offerta d’acquisto di 1 milione e mezzo di euro, è arrivato a offrirne appena 1 milione e 200mila, dilazionati in rate trentennali. “L’immobile e l’area”, ha sottolineato il presidente, “se valorizzata, ne vale molti di più. La Provincia non può consentire che vengano irresponsabilmente svenduti, per questo valuta il terreno e il fabbricato almeno 1 milione e 900mila euro”. Non ritenendo, dunque, congrua l’offerta del Ministero dell’Interno, il Consiglio provinciale l’ha respinta con 21 voti favorevoli e 3 astenuti (Pd), chiedendo nel deliberato al Comune di Lecce la modifica della destinazione d’uso dell’area, ora destinata solo ed esclusivamente ad ospitare strutture militari. 

All’unanimità è stato poi approvato il punto riguardante il Rendiconto della gestione 2012 dell’Istituto di culture mediterranee della Provincia di Lecce.

Il Consiglio Provinciale ha poi discusso e approvato all’unanimità il punto relativo alla promozione delle fonti rinnovabili produzione energia per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, con riferimento alle iniziative per incentivare gli enti locali ad installare impianti, presentato e illustrato dall’assessore alle Politiche per l’Energia Renato Stabile.

Con questo provvedimento il Consiglio fa voti a diversi organi istituzionali (presidente del Consiglio dei Ministri, ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, ministro dell’Economia e Finanze, ministro dello Sviluppo Economico, deputazione parlamentare salentina, presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, presidente della Regione Puglia, assessore regionale allo Sviluppo Economico, consiglieri regionali) perché adottino ogni misura idonea ad incentivare e favorire, mediante erogazione di contributi economici, la realizzazione da parte degli enti locali di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico e microeolico) su edifici, immobili e beni di loro proprietà (con preferenza per gli edifici pubblici siti in aree industriali e artigianali dismesse e in disuso, anche con finalità di bonifica di coperture in amianto).

Contestualmente si chiede anche al presidente del Consiglio dei Ministri ed ai competenti ministri di adottare un intervento migliorativo in materia di tariffe agevolate per le amministrazioni pubbliche che realizzino impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con basso impatto visivo e nel rispetto dell’ambiente e perché promuovano, anche promuovano un provvedimento atto ad escludere i fondi destinati alla realizzazione dei suddetti impianti dai vincoli del Patto di Stabilità.


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