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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 23 agosto 2017 - Ore 23:31

Salvemini: "Il Patto per Lecce non è un salto di qualità"

Salvemini: "Il Patto per Lecce non è un salto di qualità"

Lecce - Continuo a pensare che il "Patto per Lecce" oggi ufficialmente presentato dall'Amministrazione Perrone è un pre-dissesto non dichiarato.
Se il Sindaco fosse stato sincero sino in fondo avrebbe dovuto spiegarlo bene alla città.
L'elenco dei tagli di bilancio indicati (riduzione della spesa del personale riduzione della spesa per i servizi, aumento delle aliquote e delle tariffe) abbinata al blocco dell'indebitamento e al programma di alienazione dei beni patrimoniali, corrisponde agli stessi sacrifici imposti a Comuni che, affetti da squilibri strutturali, decidono di attivare la procedura di legge. Le ricadute per i cittadini sono identiche.

Oltretutto non è chiaro lo scenario che ci attende dopo l'adozione di questo provvedimento. Dal 1 marzo 2014 il Comune di Lecce avrà nuovamente i conti in ordine e non corre piú il rischio del dissesto? L'emergenza finanziaria odierna é esclusivamente legata al taglio dei trasferimenti di 5 milioni di euro?
I sacrifici di quest'anno hanno il solo scopodi rinviare interventi strutturali sulla spesa corrente che politicamente non si è disposti ad affrontare?

Quando si chiede a tutti un sacrificio allora si ha il dovere della chiarezza estrema.
Perché non si possono adottare provvedimenti esemplari tipici di una situazione di squilibrio strutturale e considerarli provvisori e a termine.
L'annuncio che dal 1 gennaio 2014, dopo questi sacrifici, il bilancio tornerà in equilibrio la trovo avventata e illusoria.
Perché, come detto, l'emergenza non è data esclusivamente dal taglio di oltre 5 milioni nei trasferimenti statali, rimediato il quale siamo sani e salvi, ma da un livello di spesa corrente che non è sostenibile rispetto ad un livello di entrate fittizie, aleatorie (vedi recupero evasione e servizio SOGET) che vengono iscritte in bilancio e che alimentano squilibri finanziari contabilmente occultati. Il vero risanamento lo avremo quando, eliminati i residui attivi inesistenti, ossia i crediti che dichiariamo falsamente di avere, dimensioneremo le spese alle entrate effettive. Senza equilibrio nella gestione corrente ogni sacrificio imposto oggi rischia di diventare del tutto inutile domani.

La vera sfida sarebbe stata quella di presentare un bilancio d riequilibrio pluriennale, una sorta di business plan con una ricognizione delle cause del disavanzo, ed un'indicazione delle misure correttive, degli obiettivi, dei provvedimenti di riequlibrio strutturali necessari.
Questo sarebbe stato il vero salto di qualità.


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