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Quotidiano Lecce, Salento

- Giovedì, 19 ottobre 2017 - Ore 00:09

Pankiewicz: "Contro il gasdotto occorrono iniziative di lotta più incisive"

Pankiewicz: "Contro il gasdotto occorrono iniziative di lotta più incisive"

Lecce - Wojtek Pankiewicz, presidente del Movimento del Sole e delle Ali azzurre : “ I sindaci  di Melendugno e Vernole e il  Comitato No Tap promuovano la costituzione di un coordinamento provinciale. Pur senza violenza,  occorrono iniziative di lotta molto più incisive e clamorose”.

(Nella foto allegata, il presidente del Movimento del Sole e delle Ali azzurre, Wojtek Pankiewicz, insieme all’on. Damiano Potì e al sindaco di Melendugno, ing. Marco Potì, domenica scorsa in occasione dell’incontro con lo scrittore Erri De Luca a San Foca)

Domani alle 10, presso la Commissione Ambiente della Provincia, ci sarà l’audizione dei sindaci di Meledugno e Vernole, i quali ribadiranno in modo chiaro e forte il loro “no” all’approdo a San Foca del Gasdotto TAP.

Ieri, intanto, purtroppo, in Commissione Industria al Senato, la maggioranza PD-PDL-Scelta Civica ha votato a favore della ratifica del TAP (Trans Adriatic Pipeline). La potente multinazionale TAP quindi ha vinto un altro round sulla testa del popolo salentino.

Noi del Movimento del Sole e delle Ali azzurre diciamo che se vogliamo salvare il Salento da questo ennesimo “stupro” , come giustamente lo ha definito domenica scorsa a San Foca lo scrittore Erri De Luca, le forme di lotta, pur senza violenza, dovranno essere molto più incisive e clamorose.

Il problema non riguarda solo San Foca, ma tutto il Salento. Occorre perciò costituire un Coordinamento provinciale che organizzi la mobilitazione e le iniziative di lotta.

“Valori e Rinnovamento” chiede , perciò ai sindaci di Melendugno e di Vernole e al Comitato NO TAP di farsi con la massima urgenza promotori, possibilmente presso la sede della Provincia, di un incontro aperto a tutte le associazioni, i movimenti, i sindacati, i partiti, che vogliono dare una mano in questa impari battaglia.

Occorre una grande mobilitazione pubblica. Ormai è enorme l’entità del danno ambientale procurato al Salento con altri precedenti scellerati interventi. Liberiamoci da questa assuefazione agli stupri. Il Salento non è terra di conquista. E’ ora di svegliarci e di reagire.

 


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