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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 10:08

Al via il protocollo d’intesa “Rete per la prevenzione oncologica leccese”

Al via il protocollo d’intesa “Rete per la prevenzione oncologica leccese”

Lecce - Un’attività permanente di consultazione, scambio di informazioni, proposte, sviluppo di progetti finalizzata a individuare e quantificare gli eventuali fattori di rischio, legati alla incidenza delle neoplasie a partire da quelle polmonari e a formulare le ipotesi di interventi correttivi.

E’ questa la finalità della “Rete per la prevenzione oncologica leccese” (Re.P.O.L.), il cui Protocollo d’intesa sarà sottoscrittodomani, martedì 23 aprile, alle ore 11.30, nell’auditorium del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano”.

Gli Enti coinvolti sono: Provincia di Lecce - Servizio Ambiente e Tutela venatoria; Regione Puglia - assessorato alle Politiche della salute; Comune di Lecce - Servizio Sanità; Asl Lecce - Dipartimento di prevenzione (UU.OO.CC. Sisp, Spesal, Sian, Siav A, Siav B, Siav C), U.O.C. Epidemiologia e Statistica, U.O.S. Registro Tumori, Rete Oncologica Leccese, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Distretti; Arpa Puglia; Osservatorio Epidemiologico Regionale; Centro Operativo Regionale Puglia - Registro mesoteliomi; Università del Salento - dipartimento Distesa; CNR Lecce -Istituto di Scienze dell’atmosfera e del Clima ed Istituto di Fisiologia clinica; Inail – sede di Lecce; ConTARP Bari.

A sottoscrivere il Protocollo saranno Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, Elena Gentile, assessore regionale alle Politiche della salute, Paolo Perrone, sindaco di Lecce, Domenico Laforgia, rettore dell’Università del Salento, Valdo Mellone, direttore generale Asl Lecce e  Claudia Pastorelli, direttrice Inail Lecce.

La sottoscrizione del Protocollo sarà l’atto conclusivo della giornata di studio, che si apriràalle ore 9.30, durante la quale saranno illustrate le finalità e gli obiettivi della “Rete per la Prevenzione Oncologica Leccese”.

Nel corso dei lavori sono previsti gli interventi di Giovanni De Filippis (“Perché la Re.P.O.L.”), direttore Dipartimento di prevenzione Asl Lecce, Fabrizio Quarta (“I dati del registro tumori della provincia di Lecce”), direttore Unità di Statistica ed Epidemiologia Asl Lecce, Dario Corsini (“Ruolo della Provincia di Lecce in materia di tutela ambientale”), dirigente Servizio Ambiente e Tutela venatoria Provincia di Lecce, Fernando Buonocore (“Ruolo del Comune di Lecce in materia di tutela ambientale”), dirigente Ufficio Sanità Comune di Lecce, Luigi De Bellis (“Competenze multidisciplinari per la prevenzione oncologica”), direttore Disteba Università del Salento, Cristina Sabbioni (“Esperienze di Isac-Cnr e il suo contributo alla Re.P.O.L.”), direttrice Isac-Cnr, Emilio Gianicolo (“Ambiente e salute nel Salento: esperienze di Ifc-Cnr e proposte per la Re.P.O.L.”), di Ifc-Cnr, Mario Santantonio (“Il ruolo della rete oncologica leccese”), coordinatore Rete Oncologica Leccese, Cinzia Germinario (“Valutazione epidemiologica sulle neoplasie polmonari in provincia di Lecce”), direttrice Osservatorio Epidemiologico Regionale e Marina Musti (“Strumenti di registrazione per le neoplasie polmonari: esperienza professionale del Cor Puglia”), direttrice Centro Operativo Regionale (Registro nazionale mesoteliomi).

Le attività di indagine saranno individuate dall’organismo plenario della Re.P.O.L., consisteranno in: Studi epidemiologici mirati alla individuazione dei fattori di rischio correlati alle principali neoplasie che colpiscono la popolazione salentino; Inserimento dei dati ambientali in un “Dataset” funzionale alla pianificazione di interventi di difesa ambientale, di bonifica di siti “critici” e di tutela della salute pubblica. Questi dati saranno da subito quelli già disponibili presso ciascuno degli enti aderenti alla rete e successivamente quelli che potranno essere acquisiti tramite specifiche campagne di monitoraggio (microinquinanti specifici, soprattutto nelle aree soggette alle ricadute degli inquinanti emessi da impianti industriali di rilevante impatto ambientale; microinquinanti nei terreni e nelle falde acquifere vulnerabili; fibre di amianto aerodisperse; microinquinanti negli alimenti prodotti in loco; della radioattività naturale; ricerca di “marcatori biologici di effetto precoce”; Analisi di Rischio (AdR) nei siti contaminati; Interventi di informazione nelle scuole sui rischi e sui corretti stili di vita.


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