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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 18:50

In centinaia per la raccolta firme "Tre leggi per la giustizia e i diritti"

In centinaia per la raccolta firme "Tre leggi per la giustizia e i diritti"

Lecce - Grande successo oggi a lecce per la Campagna "Tre leggi per la giustizia e i diritti" che si è tenuta questa mattina dalle 9, in Viale Michele De pietro piazzale del Tribuanale".

Tortura, carceri, droghe per le tre proposte di legge di iniziativa popolare depositate lo scorso gennaio in Cassazione.

”Proposte – affermano i promotori – che costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalita’ nel nostro sistema penale e penitenziario”.

Le tre proposte di legge chiedono l’introduzione del reato di tortura nel codice penale; la seconda vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di ‘numero chiuso’ sugli ingressi in carcere; la terza chiede la depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto, vuole modificare la legge sulle droghe.

Le tre proposte sono promosse, tra gli altri, da ‘A Buon diritto’, ‘Arci’, ‘Associazione Federico Aldrovandi’, ‘Associazione nazionale giuristi democratici’, Cgil, ‘Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, ‘Gruppo Abele, ‘Unione Camere penali italiane’.

La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.

La seconda, Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri, vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell’affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l’introduzione di una sorta di “numero chiuso” sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l’abrogazione del reato di clandestinità.

Infine la terza proposta, Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto, vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.

La Redazione


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