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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 17:35

Resoconto sul convegno: "Morire di carcere?"

Resoconto sul convegno: "Morire di carcere?"

Nardò - “Vogliamo innanzitutto rivolgere un pensiero al nostro Gregorio Durante e ai suoi familiari, ringraziare la comunità Andare Oltre per l’impeccabile organizzazione dell’evento e tutti i relatori intervenuti” afferma in una nota Pierpaolo Giuri ,responsabile neretino di Forza Nuova, che continua : “una serata che difficilmente potremo dimenticare, ascoltare le
parole di Ornella,la mamma di Gregorio e della mamma di Simone Renda, non può che spronarci ancora di più nel portare avanti questa battaglia di civiltà e giustizia.”
“Civiltà e giustizia due parole ormai bandite nella realtà dei fatti dello stato italiano,uno stato che si trova palesemente in una situazione di flagranza di reato”- dichiara Luigi De Micheli, uno dei relatori della serata.


“Sovraffollamento,carenza di personale,strutture fatiscenti,strutture nuove e mai utilizzate,lunghezza della durata dei processi, sono solo alcune delle problematiche che affliggono il sistema carcerario e più in generale la giustizia in Italia.
Ma sopratutto,mi preme sottolineare, uno spregiudicato uso della custodia cautelare (il 40% dei detenuti è con uno status di imputato e non di condannato) che nella realtà dei fatti serve ai magistrati per far scontare mesi di pena sicuri prima che intervenga la prescrizione a causa della lungaggine dei processi.
Situazione a dir poco drammatica, confermata dalla condanna che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso nei confronti dell’Italia in violazione dell’art.3 della Convenzione Europea (Divieto della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti)”
“Situazione poco rosea che abbiamo ritrovato durante la nostra visita insieme a Sergio D’Elia nel carcere leccese di Borgo San Nicola “afferma Pierpaolo Giuri. “Carenze colmate in parte dal grande impegno del direttore Antonio Fullone e di tutto il suo personale,ma che purtroppo non bastano per riempire il vuoto lasciato dalle istituzioni. Un vuoto ancora più preoccupante se sommato al totale disinteresse della società civile nei confronti del “problema carceri”, dovuto alla sostanziale ignoranza al riguardo.


Ben vengano dunque, eventi come quello organizzato dalla comunità militante Andare Oltre il 16 febbraio a Nardò e riempito di contenuti da parte di chi con coerenza e tenacia, come i Radicali, da anni porta avanti questa battaglia.”
“E vogliamo ringraziare Sergio D’Elia e Rita Bernardini,” -continua Luigi De Micheli- “per l’interessamento dimostrato nei confronti del caso da noi esposto di Daniele Scarpino,Diego Masi,Luca Ciampaglia e Mirko Viola.
Quattro ragazzi incensurati detenuti da tre mesi in isolamento per aver pubblicato su internet testi revisionisti. E’ assurdo che oggi in uno stato che si definisce democratico e libero dei ragazzi vengano reclusi per reati d’opinione.
Libertà e dignità di quattro ragazzi calpestata solo perchè hanno avuto la “colpa” di dire qualcosa di contrario al pensiero unico imperante imposto da determinate lobbies.
Invito dunque tutti, in conclusione, ad informarsi ed informare sulla questione carceraria e piu’ in generale su quella della giustizia in Italia perchè solo con la cultura e con l’informazione possiamo risollevare le sorti di questo paese.


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