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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 21 agosto 2017 - Ore 06:48

Torre Veneri: stop alle esercitazioni di fuoco verso il mare

Torre Veneri: stop alle esercitazioni di fuoco verso il mare

Lecce - Abbiamo reso pubbliche una verità nascosta: quella dell'emergenza ambientale a Torre Veneri dopo anni di silenzi e distrazioni

Abbiamo fatto si che per la prima volta il Consiglio Comunale affrontasse questo tema: la nostra mozione per sollecitare attenzioni e interventi per la bonifica dell'area è stata approvata all'unanimità.

Abbiamo informato la comunità residente a Frigole di quanto è accaduto in questi cinquant'anni in un'area a ridosso delle loro abitazioni: un'assemblea pubblica per affermare il diritto di conoscere nell'interesse di tutti.

Siamo soddisfatti ma consapevoli che tutto questo non basta. E quindi testardamente andiamo avanti fino a quando non raggiungeremo il risultato atteso: restituire quel pezzo bellissimo di paesaggio alla città, una volta ripulito delle scorie prodotto in cinquant'anni di esercitazioni balistiche. Riappropriarsi di un territorio dichiarato Sito di Interesse Comunitario, inserito in un'area delimitata dal Parco di Ruaccio, dall'oasi naturalistica delle Cesine, prospiciente un fronte mare bellissimo e a ridosso di un'area urbana, Frigole, dove vivono oltre mille persone che triplicano durante l'estate. E incompatibile con l'esistenza di un poligono di esercitazioni.

Non è una provocazione ma una necessità che trova conferma anche nei documenti ufficiali della Commissione Parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, che ha dedicato una parte rilevante del suo lavoro ad esaminare la situazione dei poligoni di tiro.

"...occorre chiedersi se l'attuale sistema di poligoni di tiro sia ancora necessario alle esigenze di difesa del territorio nazionale ed all'adempimento degli obblighi derivanti dalle alleanze sottoscritte con accordi internazionali. In particolare, va tenuto presente che un tale sistema e' stato progettato e realizzato a meta' degli anni '50, in un quadro internazionale dominato dalla divisione bipolare del mondo, in cui la frontiera orientale dell'Italia costituiva una delle frontiere del blocco occidentale (...) Fermo restando che spettera' poi all'amministrazione militare suggerire proposte e soluzioni che consentano di alleggerire il sistema senza pregiudicare le esigenze di addestramento e di esercitazione delle Forze armate, occorre pero' valutare con attenzione le proposte di razionalizzazione contenute anche in recenti iniziative parlamentari (...) Da ultimo, non si puo' non svolgere una considerazione sul rapportotra costi e benefici derivante dalla presenza sul territorio di installazioni militari come i poligoni di tiro (...) Non si puo' non considerare che il degrado del territorio ed i rischi per la salute umana derivanti da un'intensa attivita' militare, se devono essere valutati prioritariamente alla stregua dei principi costituzionali di tutela della dignita' della persona e della sua integrita' psicofisica e della tutela del patrimonio ambientale, possono comportare anche oneri finanziari molto gravosi a carico della collettivita', sia direttamente, se si considerano gli oneri finanziari legati all'attuazione delle bonifiche e al pagamento degli indennizzi alle vittime, anche al netto dei risarcimenti che possono essere erogati in base a sentenze della magistratura, sia indirettamente, se si considera il danno che il protrarsi di una situazione di incertezza produce a carico delle attivita' produttive dei territori dove siano stati accertati livelli anomali di inquinamento..."

Un passo alla volta, naturalmente.

E con la mozione depositata ieri mattina, che quindi verrà discussa al prossimo Consiglio Comunale utile, chiediamo all'amminsitrazione un'impegno a tutela dell'interesse pubblico: attivarsi per chiedere alla Forze Armate la sospensione delle esercitazione verso il mare.

Perchè quando si scopre l'esistenza di una discarica, tale è il fondale marino sul quale si affaccia il poligono, la prima cosa da fare è impedire ulteriori sversamenti. Ed è quello che crediamo sia doveroso pretendere: non si orientino più verso le acque di Frigole i proiettili sparati durante le esercitazioni. Evitiamo di provocare ulteriori danni ad una sitazione ambientale già complicatissima.


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