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Quotidiano Lecce, Salento

- Venerdì, 20 ottobre 2017 - Ore 16:10

Teresa Bellanova scrive al Ministro Cancellieri

Teresa Bellanova scrive al Ministro Cancellieri

Lecce - L'Onorevole Teresa Bellanova scrive al Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

Di seguito il testo delle lettera:

Egregio Ministro,

Le scrivo per rappresentare un problema paradossale. Mi sembra semplicemente assurdo che nel 2013 si riesca a spostare una montagna di soldi da una parte all'altra del pianeta in un nanosecondo con un semplice clic, ma non si riesca a garantire a decine di migliaia di cittadini la possibilità di esercitare un loro preciso diritto/dovere civico, il fondamento stesso di ogni principio democratico: il voto.

Mi riferisco a diverse fattispecie di cittadini. La generazione Erasmus, innanzitutto, la prima generazione realmente europea, viene coscientemente esclusa dal voto con motivazioni che in piena era digitale non possono che risultare mortificanti. L'elenco degli studenti che partecipano a questo progetto è già noto, e digitalizzato, all'interno del sistema universitario. Al Ministero dell'Interno basterebbe importare questi elenchi, inviare una mail di invito alla registrazione e consentirgli di accedere alla stessa possibilità concessa ai residenti di lungo periodo all'estero e ad insegnanti, diplomatici e militari impegnati nelle missioni di pace in giro per il mondo.

Probabilmente più complessa, ma ugualmente paradossale, è la situazione di studenti e lavoratori fuori sede all'interno del territorio nazionale. In particolare per gli studenti sarebbe stato opportuno considerare che quest'anno la scadenza elettorale coincide con la sessione di esami, periodo caldo e particolarmente impegnativo per la futura classe dirigente. Viviamo in un tempo in cui la flessibilità e la mobilità geografica pervadono quello che si cerca di imporre come pensiero unico, e poi si costringono studenti e lavoratori lontani dal proprio luogo di residenza a rincorrere la democrazia, sobbarcandosi spese che se pur scontate risultano comunque particolarmente gravose in un momento di crisi drammatica come quello che stiamo vivendo.

In questo modo ritengo che le Istituzioni non soltanto stiano certificando un “digital divide” che è prima culturale che tecnologico, ma lo stiano addirittura trasformando in un “democratic divide” che sono certa anche Lei consideri assolutamente intollerabile in una terra storicamente culla della civiltà.

Sono convinta che esistano ancora le possibilità e i tempi per procedere nell'immediato quantomeno ad una riduzione di questo insostenibile deficit democratico che si sta concretizzando, nell'auspicio che si riesca nella prossima legislatura a giungere ad un suo totale azzeramento.

Certa di un Suo fattivo interessamento, colgo l’occasione per inviare i miei più cordiali saluti.


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