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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 20 gennaio 2018 - Ore 08:22

"De memoriae fragmentis. La cappella della Maddalena nel castello di Copertino"

"De memoriae fragmentis. La cappella della Maddalena nel castello di Copertino"

Copertino - E' previsto per domani 15 aprile alle ore 18.00, l'appuntamento a cura dell'Associazione Culturale “De là da mar” riguardante un importante pubblicazione di grande rilievo per i beni culturali in Italia.

"De memoriae fragmentis. La cappella della Maddalena nel castello di Copertino" è il titolo del volume che verrà presentato presso il mastio del castello di Copertino. Interverranno l'editore Cosimo Lupo, i curatori del volume, Sergio Ortese e Carmelo Cipriani. Presenterà Caterina Ragusa, direttrice del castello di Copertino. Modererà Stefano Donno, giornalista.

Il castello di Copertino realizzato intorno al 1530 e completato del 1540 dall'architetto pugliese Evangelista Menga, racchiude a più livelli i resti della precedente fortificazione medievale.

Sergio Ortese, Dottore di Ricerca Università del Salento spiega: "Le pareti della cappella, come si intuisce dai frammenti pittorici superstiti, accoglievano un ciclo di altissima qualità con le Storie di Cristo e della Maddalena, danneggiato quando si decise inglobare l'oratorio nell'attuale struttura ottocentesca.

Nel 1998 un nuovo intervento di restauro condotto dalla Soprintendenza puntò l’attenzione sul recupero di numerosi frammenti pittorici, attualmente staccati e privi di riferimento logistico. Un successivo restauro degli affreschi avvenuto nel 2007, per quanto non abbia potuto colmare la lacunosità del ciclo, conferma l'eccezionalità iconografica del programma decorativo e, soprattutto la straordinaria qualità di un Maestro attivo nella corte dei principi del Balzo Orsini.

Il ritrovato ciclo tardogotico di Copertino, insieme a quello di Santa Caterina di Galatina, Santo Stefano a Soleto e di altri cantieri di minor estensione, ma non meno importanti sul piano qualitativo, concorre a dimostrare che il Salento fu interprete di una interessante stagione artistica quattrocentesca, spesso misconosciuta a causa di aggiornamenti iconografici, manomissioni, dispersioni, cancellature o addirittura distruzioni".

Paola Errico


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