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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 18:58

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TONI SERVILLO: il Protagonista assoluto del Festival del Cinema Europeo

TONI SERVILLO: il Protagonista assoluto del Festival del Cinema Europeo

Lecce - Toni Servillo è il protagonista del cinema italiano della sezione che il Festival del Cinema Europeo di Lecce dedica ai grandi attori.

Da "Morte di un matematico napoletano" del ’92 di Mario Martone fino a "Il Gioiellino" 2011 di Andrea Molaioli, la XII edizione della manifestazione salentina proporrà la retrospettiva completa dei film di Servillo in collaborazione con la Cineteca Nazionale.

Biografia

Nato ad Afragola nel ’59, cresce a Caserta dove, frequentando l’oratorio salesiano, ha il primo approccio con il palcoscenico. Autodidatta, fonda nel 1977 il Teatro Studio, con cui allestisce spettacoli che vengono portati in giro in Italia ed in Europa (fra gli altri:Propaganda (1979), Norma (1982), Billy il bugiardo (1984), Guernica(1985)). Nell’86 si avvicina al gruppo Falso Movimento, interpretando lo spettacolo Ritorno ad Alphaville, diretto da Mario Martone. Nell’87 è tra i fondatori della cooperativa Teatri Uniti, continuando, da attore e regista, il lavoro sul tessuto poetico della lingua teatrale napoletana attraverso spettacoli quali Partitura (1988) e Rasoi (1991) di Enzo Moscato, Adda passà a nuttata (1989) dall'opera di Eduardo De Filippo,Zingari (1993) di Raffaele Viviani. Grazie a Martone debutta al cinema con Morte di un matematico napoletano (1992), accanto a Carlo Cecchi, film sulla figura del matematico napoletano Renato Caccioppoli, di cui interpreta un allievo (Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia). Con Il Misantropo (1995) e Tartufo (2000) di Molière, e conLe false confidenze (1998/2005) di Marivaux, tutti nelle mirabili traduzioni di Cesare Garboli, realizza un trittico sul grande teatro francese fra Sei e Settecento. Al 1999 risale il suo debutto da regista nel teatro musicale con La cosa rara di Martin y Soler per la Fenice di Venezia, cui, negli anni, faranno seguito Le nozze di Figaro di Mozart, Il marito disperato di Cimarosa, Boris Godunov di Mussorgskij, Arianna a Naxos di Richard Strauss, Fidelio di Beethoven (con cui, nel dicembre del 2005 ha inaugurato la stagione del San Carlo di Napoli) e L’Italiana in Algeri di Rossini per il festival di Aix en Provence. Successivamente alla trasposizione di Rasoi (1993), ed al film collettivo I vesuviani(1997), sempre per Martone è a Cannes nel cast del film cult Teatro di guerra (1998). Nel 2001 gira Luna rossa di Antonio Capuano, accanto a Licia Maglietta, presentato a in concorso Venezia, ma soprattutto interpreta il ruolo del cantante Antonio “Tony” Pisapia, al fianco dell’abituale collega Andrea Renzi, nell’ottimo debutto di Paolo Sorrentino L’uomo in più. Da ricordare è la sua messa in scena diSabato, domenica e lunedì (2002) di Eduardo De Filippo, grazie al quale vince il Premio Gassman per la regia. Al cinema invece i premi arrivano con il successivo lavoro di Sorrentino Le conseguenze dell’amore(2004), in concorso al festival di Cannes, in cui interpreta il ruolo di un cassiere della mafia relegato in un albergo in Svizzera: il film gli vale David di Donatello e Nastro d’Argento. Lo stesso anno affianca Anna Bonaiuto e Laura Morante nel film di Elisabetta Sgarbi Notte senza fine - amore tradimento incesto. Torna a Venezia col debutto di Andrea Molaioli La ragazza del lago (2007), con, tra gli altri, Valeria Golino e Fabrizio Gifuni; il film, un giallo “d’autore”, ha un’ottima accoglienza di critica e pubblico e, oltre al veneziano Premio Pasinetti, gli vale i bis di David di Donatello e Nastro d’Argento. È anche con il fratello Peppe (attore, oltre che cantante della Piccola Orchestra Avion Travel), Valeria Golino e Lina Sastri, nel debutto alla regia di Fabrizio BentivoglioLascia perdere, Johnny! (2007). Nello stesso anno adatta, interpreta e dirige Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni, per tre anni in tournée mondiale. È il protagonista indiscusso del cinema italiano al Festival di Cannes del 2008 con gli osannati: Gomorra di Matteo Garrone, il film sulla camorra tratto dal romanzo di Roberto Saviano, dove è protagonista di un losco traffico di rifiuti tossici; Il divo di Paolo Sorrentino, che lo vede vestire i panni del politico Giulio Andreotti, e gli regala per la terza volta l’accoppiata David-Nastro. Le pellicole gli valgono inoltre l’European Film Award come Miglior Attore. Torna a lavorare per Mario Martone in Noi credevamo (2010), un film sul Risorgimento italiano in cui interpreta mirabilmente Giuseppe Mazzini, con accanto una nutrita schiera di ottimi colleghi. Il film è presentato in concorso a Venezia, dove, fuori concorso, c’è anche il meritevoleGorbaciòf (2010) di Stefano Incerti. Al Festival di Roma vince il Marc’Aurelio d’Oro come miglior interprete per Una vita tranquilla (2010) di Claudio Capellini. Le più recenti apparizioni per il grande schermo lo vedono nel francese Un balcon sur la mer (2010) di Nicole Garcia e neIl gioiellino (2011) di Andrea Molaioli, dramma liberamente ispirato al crack Parmalat.

Nel 2010 ha messo in scena e interpretato Sconcerto, su testo di Franco Marcoaldi e musica di Giorgio Battistelli, il soliloquio di un direttore d’orchestra perso nei suoi pensieri durante l’esecuzione di un concerto, interrotto poi da uno dei musicisti (il fratello Peppe) che improvvisamente prende la parola in una contrapposizione “sconcertante”.

La Redazione


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