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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 26 febbraio 2018 - Ore 02:50

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Campagna Dosta 1°giorno...."Basta ai pregiudizi razziali"

Campagna Dosta 1°giorno...."Basta ai pregiudizi razziali"

Lecce - Inaugurata, presso i Cantieri Teatrali Koreja il secondo appuntamento pugliese della Campagna Dosta che, oltre all’assessora to al Mediterranao della Regione Puglia, coinvolge la Commissione Europea, l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Ministero delle Pari Opportunità).

Obiettivo principale della campagna, infatti, è quello di diffondere la conoscenza delle comunità Rom e Sinti - circa 150mila persone in Italia - attraverso una diversa rappresentazione più attenta alla loro quotidianità e meno agli aspetti folkloristici della loro cultura, attraverso un coinvolgimento diretto degli interessati e delle comunità locali e attraverso la promozione di politiche d'inclusione.[...] La Regione Puglia, afferma Silvia Godelli, in linea con gli obiettivi riconosciuti a livello europeo, combatte attivamente da molti anni le discriminazioni razziali e ha già curato e promosso una serie di interventi sul piano normativo e operativo, che vanno nella direzione del pieno riconoscimento della dignità e dei diritti dei cittadini appartenenti alla comunità Rom.

Si prosegue con un incontro pubblico sul tema ’Il teatro come bene comune’. Intervista a Silvia Godelli a cura di Ugo Bacchella (Fondazione Fitzcarraldo Torino), Fiorenzo Grassi (Teatro dell'Elfo di Milano), Livia Grossi (Corriere della Sera).

Infine, per concludere in bellezza la serata, in scena BRAT (Fratello) cantieri per un’opera rom (in replica il 10 marzo alla stessa ora) vincitore del Premio Internazionale Teresa Pomodoro per il Teatro dell'Inclusione 2010.
Lo spettacolo, per la regia di Salvatore Tramacere, vede sul palcoscenico undici non attori rom e otto giovani attori serbi nella rilettura dell’Opera del mendicante di John Gay in cui ladri, ricettatori, donne di malaffare, capi di polizia in combutta per spillare quattrini dove si può, sono i nuovi eroi di un mondo alla rovescia. Una storia rappresentata tante volte in diverse epoche e luoghi. Una cultura, quella rom, che come i piccoli ladruncoli che mettono in scena, è destinata a scomparire.  Ne è scaturita una "presentazione" che, giocando con gli stereotipi di una cultura periferica, mette proprio in discussione il labile confine tra finzione e realtà.

La Redazione


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