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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 19 novembre 2017 - Ore 20:49

The Doors in direzione del prossimo whiskey bar all’Ammirato Culture House

The Doors in direzione del prossimo whiskey bar all’Ammirato Culture House

Lecce - Lo spirito di un'epoca attraverso il racconto del primo album della band-simbolo di una generazione, i Doors. La casa editrice I Quaderni del Bardo dà alle stampe “The Doors in direzione del prossimo whiskey bar”, nuovo lavoro di Giuseppe Calogiuri che sarà presentato lunedì 18 luglio (ore 21, ingresso libero) all’Ammirato Culture House di Lecce; insieme allo scrittore interverranno anche Daniele de Luca, autore della prefazione del pamphlet, e lo scrittore e giornalista Osvaldo Piliego e l’editore Stefano Donno. 11 brani, quelli che compongono “The Doors”, visti attraverso il policromo spettro dei Sessanta, il rock, il blues e la psichedelia che svelano un mondo ben chiaro, tolgono una benda dagli occhi dell’ascoltatore che, finalmente, è libero di comprendere un retroterra artistico comune a tanti musicisti e tante band che proprio in quei colori lisergici hanno potuto trovare un humus intellettuale comune al quale attingere. Un album dietro cui si cela la fine di un decennio con la buia ombra del Vietnam dietro l’angolo alla quale fa da contrappunto il luccicante sole della “Summer of love”.

« Il 4 gennaio 1967 The Doors pubblicano il loro primo album omonimo. Non siamo in un anno qualsiasi, quel 1967 segnerà la storia degli Stati Uniti, prima, e dell'intero mondo occidentale, poi» - scrive Daniele De Luca - « Già da qualche anno le forze armate di Washington combattono lontano da casa una guerra non ufficiale. Dall'inizio del suo mandato presidenziale, il “progressista” John F. Kennedy ha cominciato a prendere i ragazzi del suo paese per scaraventarli dall'altra parte del mondo. The Golden One (citando The Human League), figlio di una famiglia arricchitasi spropositatamente grazie al commercio illegale di alcol, ha precipitato gli Stati Uniti nel fango del Vietnam. Il suo successore, Lyndon B. Johnson, ha continuato il lavoro. Anzi, lo ha portato alle estreme conseguenze. Il 7 agosto 1964, il Congresso americano – approvando la H.J. Res. 1145 (conosciuta come la “Risoluzione del Tonchino”) – ha consegnato al Presidente un assegno in bianco per portare le truppe ovunque ritenesse necessario. È l'inizio della presidenza imperiale. È anche l'inizio, in pratica, della 10 coscrizione obbligatoria per i giovani americani. Quella carne fresca serve. È indispensabile per combattere nelle paludi e nelle giungle del sud-est asiatico. Nel 1968, saranno ben 500.000 i soldati impiegati in Vietnam (con infiltrazioni anche in Cambogia e Laos per inseguire i charlie). In questo clima, le Università sono le istituzioni che, più di altre, risentono della guerra. I ragazzi che “vincono” alla perfida lotteria della coscrizione hanno solo tre scelte:accettare l'arruolamento, scappare, magari in Canada (come Jack Nicholson), oppure scegliere la strada dell'obiezione di coscienza. La terza è una scelta difficile, ti mette fuori dalla società e, per questo, ci vuole un coraggio enorme. Un campione sportivo all'apice della carriera rifiuterà più volte l'arruolamento e il 20 giugno del 1967 sarà giudicato colpevole di tradimento. Quell'uomo era Muhammad Ali! Una nuova strada doveva essere trovata. E qui la musica sarà fondamentale come mezzo di aggregazione per tutti coloro i quali volevano fare qualcosa. Beh,i Doors sono figli e, insieme, strumento di quella rabbia e di quella società americana che è confusa e terrorizzata dai suoi stessi leader. Una società che ha visto cadere i propri miti politici con l'assassinio di Kennedy, o quelli sportivi, con l'arresto di Ali, e che vede, continuamente, partire i propri ragazzi verso luoghi lontani e impronunciabili per tornare, poi, in casse avvolte dalla bandiera a stelle e strisce. E queste porte sono quelle già narrate da William Blake e che Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore faranno proprie e attraverseranno con l'arroganza, l'incoscienza e la rabbia dell'età». 

Giuseppe Calogiuri, classe 1978, è nato a Lecce e qui vive e lavora come avvocato specializzato in diritto d’autore e degli artisti. Alla professione affianca l’attività di chitarrista ed ha all’attivo un decennio di militanza nella prima tribute band salentina dei Doors, con la quale ha portato il sound della band di Los Angeles in giro per la Puglia. Giornalista e scrittore, tra i suoi lavori “Una buona giornata” (premio “Corto Testo”), “Tramontana” (Lupo Editore, 2012), “Cloro” (Lupo Editore, 2016).


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