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Quotidiano Lecce, Salento

- Domenica, 20 agosto 2017 - Ore 04:22

Alice e le Altre. Il Cinema delle donne all'Ammirato Culture House

Alice e le Altre. Il Cinema delle donne all'Ammirato Culture House

Lecce - Venerdì 20 maggio (ore 21 - ingresso libero) all'Ammirato Culture House di Lecce prende il via la rassegna “Alice e le altre. Il cinema delle donne”. “Elles tournent” diceva Alice Guy, la prima regista donna nella storia del cinema, esortando le donne a “girare”, a fare cinema, a raccontare attraverso la macchina da presa. Da questo invito nasce l'idea della rassegna - promossa dal centro culturale leccese e dalla Fondazione Musagetes - che proseguirà sino al 23 dicembre con un fitto cartellone di proiezioni, incontri, dibattiti per un percorso senza riflettori e tappeti rossi, per conoscere da vicino i racconti, i sogni, le visioni di registe italiane e straniere. 

L'articolata programmazione sarà aperta dalla proiezione di "Persepolis", film “cult” d’animazione del 2007, scritto e diretto da Marjane Satrapi, regista, fumettista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese. Candidato all'Oscar nel 2008 e basato sull'omonima graphic novel autobiografica, il film racconta l’evoluzione e i mutamenti che l’Iran ha subìto in seguito alla rivoluzione islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna adulta.

Venerdì 20 maggio (ore 21 - ingresso libero) all'Ammirato Culture House di Lecce prende il via la rassegna “Alice e le altre. Il cinema delle donne”. “Elles tournent” diceva Alice Guy, la prima regista donna nella storia del cinema, esortando le donne a “girare”, a fare cinema, a raccontare attraverso la macchina da presa. Da questo invito nasce l'idea della rassegna - promossa dal centro culturale leccese e dalla Fondazione Musagetes - che proseguirà sino al 23 dicembre con un fitto cartellone di proiezioni, incontri, dibattiti per un percorso senza riflettori e tappeti rossi, per conoscere da vicino i racconti, i sogni, le visioni di registe italiane e straniere. 

L'articolata programmazione sarà aperta dalla proiezione di "Persepolis", film “cult” d’animazione del 2007, scritto e diretto da Marjane Satrapi, regista, fumettista, sceneggiatrice e illustratrice iraniana naturalizzata francese. Candidato all'Oscar nel 2008 e basato sull'omonima graphic novel autobiografica, il film racconta l’evoluzione e i mutamenti che l’Iran ha subìto in seguito alla rivoluzione islamica, visti attraverso gli occhi prima di una bambina e poi di una donna adulta.

Mercoledì 15 e sabato 18 giugno spazio a due appuntamenti “extra”: il primo, a cura di Alessandra Pomarico in collaborazione con Free Home University, Ammirato Culture House, Centro Arcobaleno e Liceo Artistico "Ciardo-Pellegrino" di Lecce, prodotto da Ach e Musagetes,  prevede la proiezione a cura di Natalia Pershina (Gluklya), artista di origini russe che sarà in residenza per  avviare  un dialogo con la comunità di rifugiati, richiedenti asilo e migranti, per sviluppare con loro un progetto di lungo respiro. Gluklya, che ha partecipato alla mostra della 56ma Biennale di Venezia “All the world’s futures”,  utilizza nel suo lavoro il racconto teatrale o filmico, di oggetti, la performance con personaggi reali o immaginari, oggetti ordinari trasformati e caricati di senso altro. Nel corso dell'appuntamento del 18 giugno, realizzato in collaborazione con Free Home University e Musagetes Foundation, sarà  proiettato Preuzmimo Benčić (Take Back Benčić), della visual artist canadese Althea Thauberger, un film sperimentale realizzato dai e con i bambini, circa 67 ragazzi croati che hanno preso parte alle varie fasi di lavorazione. (aggiungerò descrizione film).

La rassegna prosegue venerdì 24 giugno con la proiezione di “E ora dove andiamo?”, il film diretto ed interpretato dalla regista  e attrice libanese Nadine Labaki, presentato nella sezione "Un Certain Regard" del 64º Festival di Cannes. Una storia di donne unite da una causa comune, un’amicizia che supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio in modo da allentare la tensione interreligiosa.

L’appuntamento di venerdì 22 luglio è invece con “Un’ora sola ti vorrei”, film-documentario in cui la regista italiana Alina Marazzi, attraverso pezzi di filmini familiari, ricostruisce la vita della madre morta suicida quando lei aveva solo 7 anni; un lavoro intenso che ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il primo premio ai festival di Torino e Newport e le menzioni speciali della giuria a Locarno e al Festival dei Popoli di Firenze.

Nell’ambito di “Alice e le altre” si inserisce anche “Registe in residenza” - da venerdì 1 a domenica 3 luglio - con il laboratorio “Suono e Cinema” condotto da Carlotta Piccinni, artista che lavora in modo trasversale nel campo della video arte, delle installazioni interattive e del documentario sociale; sue anche le proiezioni di “Enaction”, una narrazione audiovisiva, messa in scena di una forma organica che produce il proprio mondo attraverso la percezione ed i movimenti del suo corpo, e del documentario “Eco de femmes”, storia di sei donne e della loro battaglia per l'emancipazione attraverso il lavoro nelle aree rurali di Marocco e Tunisia.

Dopo la pausa estiva la rassegna riprende venerdì 2 settembre con “Corpo Celeste”, esordio cinematografico della regista toscana Alice Rohrwacher, presentato nella Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes 2011. Storia della tredicenne Marta, trasferitasi dalla Svizzera a Reggio Calabria dove si trova ad affrontare la propria adolescenza misurandosi con un microcosmo estraneo, tra educazione religiosa e scoperta del proprio corpo, in un contesto in cui non conosce nessuno e dove si sforza di interpretare il comportamento di chi la circonda.

Venerdì 7 ottobre si cambia registro con la proiezione del film della regista indiana Mira Nair, “Il fondamentalista riluttante”, il racconto che il giovane professore pakistano Changez Khan, laureato a Princeton, fa della sua vita al giornalista Bobby Lincoln nel bel mezzo di una dura protesta studentesca a Lahore. L'11 settembre 2001 è la data che ha cambiato radicalmente la sua vita, a causa dei sospetti e dei pregiudizi è infatti costretto ad andare via dagli Statu Uniti e tornare in patria. 

“Mignon è partita”, di Francesca Archibugi, è invece il film che sarà proiettato venerdì 4 novembre; una commedia che ruota intorno alle vicende di Mignon, quindicenne francese snob e altezzosa che giunge a Roma ospite di un ramo 'popolano' della sua famiglia in un ambiente distante dal suo, nel quale non le sarà immediatamente semplice trovarsi a suo agio. L'unico con cui Mignon ha un'intesa particolare è Giorgio, tredicenne amante della letteratura e dell'arte che finirà per innamorarsi, non corrisposto, di lei. 

Venerdì 2 dicembre appuntamento è con la proiezione di “Lost in Translation”, il film di Sofia Coppola candidato a quattro premi Oscar, la cui trama ruota intorno al particolare rapporto tra l'attore in declino Bob Harris e la neolaureata Charlotte, nato in un grande hotel di Tokyo. Una pellicola minimale di grande eleganza che ci racconta la cauta intimità che viene mano a mano crescendo tra i due protagonisti, il sollievo del riconoscersi e del lasciarsi andare a come si è, invece di essere sempre costretti a "tradurre" la propria individualità per il mondo che ci circonda. 

Venerdì 23 dicembre chiuderà la rassegna “The hurt locker”. Il film della regista statunitense Kathryn Bigelow e scritto dal giornalista Mark Boal, è stato presentato in anteprima alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel settembre 2008 ed è vincitore di sei Premi Oscar nel 2010 tra cui quello per il miglior film: il primo che regala ad una donna la prestigiosa statuetta per la regia. Il titolo si rifà a una locuzione presente nel gergo militare americano usata per descrivere un luogo particolarmente rischioso in cui i risvolti sono imprevedibili e racconta il lavoro di un gruppo di artificieri e sminatori dell'esercito statunitense in missione in Iraq, le continue missioni ad alto pericolo a cui sono costretti a sottoporsi, segnano indelebilmente le loro vite.

Info www.aliceelealtre.it


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