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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 19 agosto 2017 - Ore 03:53

L’infrastruttura di ricerca Actris nella Esfri Roadmap 2016

L’infrastruttura di ricerca Actris nella Esfri Roadmap 2016

Lecce - Il Forum Strategico Europeo sulle infrastrutture di ricerca (European Strategy Forum for Research Infrastructures – ESFRI) ha presentato ieri ad Amsterdam la “ESFRI roadmap 2016”, strumento di riferimento per le comunità scientifiche e per i decisori politici degli Stati Membri dell’Unione: ne fa parte, tra le cinque nuove infrastrutture considerate prioritarie per la comunità scientifica europea, di rilevanza paneuropea, a elevato impatto socio-economico e in accordo con le priorità definite dagli Stati Membri, anche ACTRIS (Aerosols, Clouds, and Trace gases Research Infrastructure), infrastruttura alla quale ha partecipato il Laboratorio di Aerosol e Clima del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento.

«Il principale obiettivo del Laboratorio, istituito nel 2000, è realizzare un sistema integrato, basato su osservazioni e modelli, al fine di meglio valutare su scala globale, e in particolar modo nel bacino del Mediterraneo, il trasporto degli aerosol e il loro impatto sul bilancio radiativo del sistema Terra-Atmosfera e quindi sul clima», spiega la professoressa Maria Rita Perrone, ordinaria di Fisica della Materia e coordinatrice del Laboratorio, «Abbiamo partecipato con continuità, sin dal 2000, a tutti i progetti Europei che hanno permesso l’inserimento di ACTRIS nella roadmap ESFRI 2016. Essa rappresenta la piattaforma europea a supporto della ricerca in campo atmosferico, che fornisce strumenti per affrontare le sfide socio-economiche presenti e future, come quelle legate alla qualità dell’aria e al cambiamento climatico e alla protezione dai rischi ambientali. ACTRIS fornirà accesso ai dati e facility distribuite in Europa, a beneficio soprattutto dei territori nazionali e regionali, promuovendo un impiego diffuso dei dati scientifici in linea con le priorità dettate dalla Commissione Europea. Oltreché dati e scienza, ACTRIS avrà un ruolo cruciale nel sostenere i decisori politici e si rivolge a un ampio panorama di utenti, dal settore pubblico al privato, promuovendo lo sviluppo tecnologico e creando opportunità di lavoro». 

La realizzazione di grandi “infrastrutture di ricerca” di eccellenza mondiale costituisce uno dei cinque assi strategici per la strutturazione e lo sviluppo dello Spazio Europeo della Ricerca, poiché rappresentano un mezzo per promuovere la cooperazione su scala paneuropea e per offrire alle comunità scientifiche un efficiente accesso a metodi e tecnologie avanzati.

ACTRIS ha radici in una lunga attività di ricerca inserita nel contesto europeo e internazionale attraverso i progetti europei EARLINET (FP4), EARLINET-ASOS (FP6), e successivamente ACTRIS (FP7) e ACTRIS-2 (H2020), che hanno consentito di porre le fondamenta della nuova infrastruttura di ricerca europea. Essa è costituita da sette facility centrali (Direzione Generale, Data Center e cinque Centri di Calibrazione), il cui compito è coordinare e integrare le attività di una vasta rete di osservatori e facility nazionali di alto livello per la ricerca sull’atmosfera distribuite in 21 paesi europei.

Ad ACTRIS Italia, con il coordinamento nazionale ed europeo del CNR, partecipano ENEA, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Università degli Studi dell’Aquila, Università del Salento, Università degli Studi di Urbino e CETEMPS. L’Italia contribuisce, con il CNR, alla Direzione Generale di ACTRIS e al centro di calibrazione per la strumentazione lidar (light detection and ranging), gestisce il data center per l’aerosol profiling su scala europea e partecipa con una rete delle stazioni di osservazione e dei laboratori distribuiti sul territorio nazionale (come il Laboratorio di Aerosol e Clima di UniSalento).

La proposta per l’inserimento di ACTRIS in ESFRI è stata coordinata dalla Finlandia nella primavera 2015. Il valore di ACTRIS in fase operativa è stimato in 450 milioni di euro, con un fatturato annuo di circa 50 milioni di euro. L’Italia e altri paesi hanno già espresso il loro sostegno politico e l’impegno finanziario per ACTRIS, e ben 85 organizzazioni di ricerca europee hanno impegnato le loro risorse per l’implementazione dell’infrastruttura di ricerca che entrerà nella fase pre-operativa nel 2021, mentre la  piena operatività è prevista per il 2025 per un periodo di almeno 20 anni.


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