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Quotidiano Lecce, Salento

- Mercoledì, 18 ottobre 2017 - Ore 09:14

Ad Acaya una mostra dedicata alle "Donne che nutrono il mondo"

Ad Acaya una mostra dedicata alle "Donne che nutrono il mondo"

Vernole - Una mostra dedicata alle “Donne che nutrono il mondo” ad Acaya ed un concerto con musicisti provenienti da tutto il Mediterraneo, ad Otranto, città gemellata con Betlemme, per dare il benvenuto al nuovo anno all’insegna del dialogo e della solidarietà tra i popoli. Sono due degli eventi al centro della nuova edizione di “Fineterra”, la rassegna culturale itinerante che ruota intorno al legame tra il Mediterraneo e il Salento, promossa dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, con il sostegno dell’assessorato alle Industrie culturali e turistiche della Regione Puglia. Intitolata quest’anno “Donne che Nutrono il Mondo. Il Femminile nell’Arte, nella Cultura, nella Letteratura, nel Teatro, nella Musica, nella Danza del Mediterraneo”, la rassegna è stata presentata questa mattina, ad Acaya, dal presidente dell’Istituto di Culture Mediterranee Mauro Sbocchi. Erano presenti, inoltre, alcuni degli artisti protagonisti degli eventi, Saba Anglana, Savina Yannatou, Christine Sayed, Rino Maenza dell’Associazione per la Vita e per la Pace, Claudio Prima di Bandadriatica, Anna Cirignola e Valentina D’Andrea.

Al termine della conferenza stampa è stata inaugurata la mostra “Donne che Nutrono il Mondo” dell’artista salentina Valentina D’Andrea, allestita nelle scuderie del Castello di Acaya. Nata da un progetto corale, da una realtà lavorativa sociale, dal sogno di esprimere i talenti personali, la mostra, che dà il titolo all’intera rassegna Fineterra 2015, è l’evento centrale e ne rappresenta il senso. “Donne che nutrono il mondo” si ispira alla capacità propria delle donne di prendersi cura di ciò che le circonda, nutrendolo di attenzione, cibo, creatività, amore. Ogni donna ha il suo talento particolare, la sua ricetta personale per dare colore e profumo alla vita, sua e di chi le sta a fianco. La nostra storia parte da qui, dal voler raccontare il mondo delle donne che si “sporcano le mani” con la terra, le persone, i colori, i cibi, le idee, le parole, la bellezza, i progetti, la vita quotidiana. 

La consigliera provinciale con delega alla Cultura Simona Manca spiega: “Questa nuova edizione di Fineterra si rivolge prioritariamente al Mediterraneo sud orientale, scenario di innumerevoli quotidiane tragedie. Le donne, insieme con i bambini, rappresentano una percentuale significativa di quella umanità migrante che affronta il mediterraneo per abbattere il muro dell’indifferenza europea verso il destino del sud del mondo. Nei fagotti delle donne migranti si trovano sogni e speranze differenti da quelli degli uomini. A quei sogni e a quelle speranze intende dare voce Fineterra, attraverso il talento di artiste straordinarie che si sono fatte strumento di testimonianza e di condanna  delle contraddizioni e delle ingiustizie del mondo”. 

L’Istituto di Culture Mediterranee conduce da anni un lavoro di ricerca sul rapporto tra le arti e le migrazioni. Nel fenomeno migratorio che interessa il Mediterraneo, le donne hanno ruolo decisivo. Più degli uomini esse rappresentano la volontà di una umanità decisa a ribadire il diritto alla vita a costo della vita stessa. In questa prospettiva le  “opere”  delle donne sono necessarie alla stessa sopravvivenza spirituale del pianeta, il cui futuro, ancora una volta, si gioca lungo le coste del mare Mediterraneo. La fame di armonia, di equilibrio, di grazia, di spiritualità, che attanaglia l’umanità la possiamo ritrovare nell'arte delle donne del Mediterraneo. Solo le “opere” frutto della determinazione e  della tensione verso la vita e il futuro di cui le donne sono capaci possono rappresentare un argine alla desertificazione spirituale e valoriale del mondo e nutrire il pianeta di una nuova spiritualità che nelle arti  trova il suo modo di esprimersi.

La rassegna itinerante Fineterra prevede anche l’atteso evento musicale “Concert for life and peace” (“Vinci l’indifferenza e conquista la Pace” - Papa Francesco) in programma l’1 gennaio a Otranto, a partire dalle ore 19.30, con la partecipazione dell’ambasciatrice di Palestina in Italia Mai Alkaila. Sul palco allestito nel Largo di Porta Terra, si esibirà la Floating Art Orchestra, con musiciste provenienti da Grecia, Etiopia, Palestina, Libano, Armenia e alcune delle voci più significative e nuove del panorama musicale del Salento. L’orchestra sarà diretta dal suo ideatore, il maestro Claudio Prima, organettista salentino, esperto di musiche “di confine”.

In un momento storico di grande disorientamento, la musica si fa veicolo di pace e dialogo interculturale. Una grande orchestra composta da musicisti provenienti da tutto il Mediterraneo si incontrerà il primo giorno del nuovo anno, nella 49esima Giornata Mondiale per la Pace, nella Città idruntina, luogo simbolo della commistione delle culture del Mar Mediterraneo, dopo che la situazione politica internazionale ne aveva impedito l’esibizione a Betlemme e ad Hajfa. 

La Floating Art Orchestra è un progetto speciale della BandAdriatica, formazione salentina dalla vocazione internazionale, che da tempo è impegnata nell’indagine dei rapporti fra le musiche del Mediterraneo, ed è promossa dall’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce e dall’Associazione per la Vita e per la Pace con il sostegno di Regione Puglia Assessorato alle Industrie culturali e turistiche e del Comune di Otranto. Per l’occasione l’orchestra ospiterà le straordinarie voci di Savina Iannatou (Grecia) e Saba Anglana (Etiope), i musicisti Rony Barrak (Libano), Nure Dlovani (Armenia), Christine e Yousef (Palestina) ,che si mescoleranno alle voci del Salento di Rachele Andrioli e dell’ensemble Zayed Sule. Le coreografie saranno di Stefania Mariano e Antonella Boccadamo che cureranno una ricerca sulla gestualità tradizionale in chiave contemporanea. L’orchestra proporrà un repertorio che, partendo dalla tradizione musicale salentina e adriatica, giungerà fino agli estremi lembi del Mediterraneo per ritracciare il filo rosso che lega le musiche mediterranee, alla strenua ricerca delle radici comuni. 

Nel corso del concerto si svolgerà la donazione alla Città di Betlemme dell’opera “I sogni dei bambini del mondo” realizzata da Tiziana Dollorenzo Solari, nell’ambito della ricerca antropologica e artistica sui disegni dei bambini. La scelta di una città come Betlemme, per l’autrice, è coerente con ciò che i bambini hanno trasmesso nel campo della ricerca, portata avanti negli anni, riguardo al rispetto della vita e al bisogno della reciprocità per crescere come individui; oltre al grande insegnamento sul diritto di espressione attraverso le libere immagini dei disegni e sulla cooperazione gestita, sulla piattaforma di un telo bianco, della divisione dei colori senza la dimensione del possesso, ma della pace. Nel frontespizio della cornice cofanetto, che contiene il telo scelto per Betlemme, è disegnata una “Porta Arcobaleno”, metafora di un augurio profondo del diritto di pace nella vita dei bambini e degli adulti.

Un sistema di trasporto, studiato per l’evento, permetterà la partecipazione  di migranti e rifugiati accolti nelle strutture del territorio. L’Istituto di Culture Mediterranee ha chiamato a collaborare all’iniziativa Enti locali ed Associazioni attivi nei progetti di accoglienza territoriale, offrendo così un segnale effettivo e concreto allo sviluppo di società multiculturali inclusive e pacifiche. Dopo il concerto, sabato 2 gennaio alle ore 11, nella sala rettangolare del Castello Aragonese di Otranto, il sindaco della Città idruntina Luciano Cariddi, la consigliera provinciale Simona Manca e l’assessore regionale Loredana Capone incontreranno per uno scambio di auguri le artiste coinvolte nel progetto, insieme alle rappresentanti delle comunità di immigrati presenti sul territorio salentino, degli SPRAR, dei Centri di Accoglienza e delle associazioni culturali. Oltre ad Acaya ed Otranto, Fineterra farà tappa sabato 2 gennaio a Lucugnano, presso Casa Comi, con Rachele Andrioli e lunedì 4 gennaio a Casarano, nella chiesa di Casaranello, con il trio vocale femminile Triace. Tutte le informazioni sulla rassegna e sugli eventi in programma sono disponibili sul sito www.culturemediterranee.org.

Schede artisti “FLOATING ART”

SABA ANGLANA

Saba nasce a Mogadiscio, da padre italiano e mamma etiope. Lavora come attrice e cantante in produzioni teatrali e televisive, sviluppando progetti discografici in ambito internazionale. AMREF Italia la sceglie come sua testimonial per campagne mediatiche. Consegue, tra i tanti, il premio Anima per la sezione musica con Niccolò Fabi. Lavora anche come autrice e conduttrice radiofonica per programmi di Radio2, Radio3 e la Radio Svizzera.

RONY BARRACK

Versatile percussionista, compositore, pianista, arrangiatore libanese di fama internazionale, ha studiato percussioni e batteria presso la Guildhall School of Music and Drama a Londra. Il suo stile è una vera e propria fusione tra arabo, latino, jazz, funk, New Age e chill-out. Ha incorporato nei suoi spettacoli strumenti affascinanti come parti di automobili, dimostrando una straordinaria capacità di creare rare combinazioni di oggetti legati alla musica. Nel corso degli anni, si è esibito come solista Darbouka con numerose orchestre sinfoniche di fama mondiale. 

NURE DLOVANI

Violinista solista curda, nata in Arminia, si è formata presso i conservatori di Mosca, Erevan, e Francoforte. Il suo repertorio è ricco e comprende musica classica e pop, così come sound tracks e crossover performances con la New Philharmonics di Francoforte. Lavora anche con numerosi musicisti curdi, sia in studio che come violinista solista in concerti dal vivo.

CHRISTINE ZAYED

Musicista palestinese, suona il violino e l’Oud dalla tenera età di nove anni. Ha studiato al conservatorio Edward Said di Ramallah specializzandosi in vari ambiti musicali. Ha partecipato a numerosi concerti, laboratori e progetti in Palestina e a livello internazionale. Si è specializzata contemporaneamente in psicologia, e ora in Francia  continua con il suo progetto di ricerca legato alla composizione musicale e agli effetti della musica sulla psiche.

YOUSEF ZAYED

Nato nel 1982 a Gerusalemme, ha studiato percussioni orientali al conservatorio Edward Said di Ramallah, in Palestina, oltre a conseguire la laurea in Media all'Università di Birzeit. Suona anche altri strumenti a corda, come il Buzuoq, e le sue composizioni riflettono la sua impressione su tempo e luoghi in relazione ai suoi sensi e sentimenti. Ha eseguito numerosi concerti con gruppi musicali e artisti locali e internazionali. Insegna percussioni orientali presso il conservatorio Edward.

SAVINA YANNATOU

Cantante greca, nata ad Atene, completa gli studi presso la Guildhall School of Music and Drama a Londra. Nel 1980 pubblica il suo primo album accolto positivamente dalla critica. In seguito produce numerosi album, collaborando con diversi compositori greci. Dalla metà degli anni novanta comincia a collaborare con il gruppo, jazz e musica tradizionale, “Primavera en Salonicco Quartet” e inizia a interpretare musiche del Mediterraneo e musiche della tradizione sefardita.


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