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Quotidiano Lecce, Salento

- Martedì, 21 novembre 2017 - Ore 13:09

La costituzione italiana ora anche in dialetto salentino

La costituzione italiana ora anche in dialetto salentino

Lecce - Si è tenuta ieri presso il Fondo Verri a Lecce, la presentazione de “La costituzione italiana in dialetto salentino” di Vincenzo Serratì. Un’opera senza dubbio originale e affasciante che lascia la sensazione di essere immersi in una lettura familiare e intima; è questo il risultato dell’autore, geometra squinzanese, che dopo due anni di studio e scrupolosa ricerca, insieme alla collaborazione di alcuni esperti, ha portato alla realizzazione del suo saggio, pubblicato da Congedo Editore.

L’incontro, organizzato nell’ambito della rassegna letteraria “Mi racconti un libro?” dal Fondo Verri e dalla testata giornalistica web Paisemiu.com, è stato moderato dal direttore editoriale della stessa testata Antonio Soleti.

Una delle finalità che ha spinto l’autore a scrivere il libro è proprio la possibilità di rendere accessibile a tutti la lettura dell’atto legislativo, sul quale si reggono le norme dello stato: la Costituzione Italiana, riducendo quel freddo distacco che da sempre ha caratterizzato il rapporto poco familiare, che tutt’oggi esiste e resiste, tra uomo e legge.

Pascal Pezzuto firma la sua prefazione, alla quale fa seguito un contributo linguistico sulle origini del dialetto salentino della docente di lettere Maria Diletta Martucci.

Una sezione dedicata alla fonologia è tratta da “L’idioma della mia gente”, di Italo Passante, alla quale segue quella sui segni convenzionali indicativi della fonetica, estratta da “Vocabolario dei dialetti salentini” di Gerhard Rohlfs.

Serratì riserva anche uno spazio alla morfologia e l’Avv. Raffaele Marzo dona il suo contributo tecnico-scientifico dedicato alle origini, alla storia della Costituzione Italiana.

Un ancor più incisivo motivo di lettura è indubbiamente la presenza di note linguistiche a piè di pagina, che offrono al lettore una puntuale corrispondenza tra il dialetto squinzanese, utilizzato dall’Autore per tradurre la Costituzione Italiana, e tutti i dialetti salentini esistenti.

Un lavoro minuzioso quanto interessante che avvicina sì il lettore alla nostra Costituzione Italiana in maniera originale, ma contribuisce a dare vigore a una lingua che non dovremmo trascurare mai: il nostro dialetto salentino.

Viviana Carrone


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