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Quotidiano Lecce, Salento

- Sabato, 21 ottobre 2017 - Ore 14:13

Nuove uscite pugliesi per Dodicilune

Nuove uscite pugliesi per Dodicilune

Lecce - In autunno il catalogo dell'etichetta salentina Dodicilune - distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store digitali - si arricchisce di quattro novità di musicisti e progetti pugliesi: Astrolabio di Roberto Ottaviano, The Roots of Unity di Rino Arbore, Radio Interference di Vito Quaranta alias Forthyto, Halfway to dawn (sing a song of Strayhorn) della cantante Antonella Chionna e del chitarrista Andrea Musci.

Dopo il grande successo di critica dell'omaggio a Steve Lacy, il sassofonista barese Roberto Ottaviano torna con Astrolabio (promosso con il sostegno di  Puglia Sounds Record 2015 - Regione Puglia – FSC 2007/2013 – Investiamo nel vostro futuro) nel quale è affiancato da tre straordinari musicisti: Gianluigi Trovesi (clarinetto alto), Glenn Ferris (trombone) e Michel Godard (tuba, serpent basso elettrico). L’Astrolabio era uno strumento che misurava l’altezza apparente degli astri sull’orizzonte. Qui diventa il suono di quattro strumenti a fiato che si compatta e diventa nuova macchina immaginifica per guidare il viandante alla ricerca della mèta. Così in una combinazione tra passato e futuro, tra scienza e fede, sapere e sentire, questo quartetto di argonauti viaggiatori guidato da Roberto Ottaviano evoca percorsi e terre lontane nel tempo e dal respiro ritmico misterioso approdando nelle nuove costellazioni dell’immaginazione sonora. Attraverso l'elaborazione di brani ispirati ad antichi codici e tra oriente ed occidente, viene ricostruito un affresco su di un crocevia, luogo di residenze, passaggi e partenze per la Terra Santa, variamente popolato. Roberto Ottaviano è nato a Bari nel 1957. Studia il sassofono con Federico Mondelci e Steve Lacy, composizione e arrangiamento con Bill Russo e George Russell. Dal 1979 svolge un’intensa attività concertistica e discografica in tutta Europa, collaborando con alcuni fra i più importanti musicisti americani ed europei. Come leader e come freelance ha modo di fare tournée in varie parti del mondo comparendo in alcuni fra i più importanti festival italiani e internazionali. Dal 1989 è titolare della cattedra di Musica Jazz presso il conservatorio Nicola Piccinni di Bari. 

The roots of unity è il titolo del nuovo progetto discografico (promosso con il sostegno di  Puglia Sounds Record 2015 - Regione Puglia – FSC 2007/2013 – Investiamo nel vostro futuro) del compositore e chitarrista pugliese Rino Arbore, affiancato da Mike Rubini (sax e flauti), Pippo D’Ambrosio (batteria e percussioni) e da Michel Godard (tuba e serpentone). Si tratta di un progetto che indaga sul concetto di unità prendendo spunto dalla “coincidenza” iconografica della madonna addolorata con la donna araba con il burqa. Queste due immagini, magicamente sovrapponibili, costituiscono motivo di grande interesse e approfondimento: la simmetria iconografica diviene sinergia e creativa fusione di stilemi popolari e colti, sinestetica fusione. La musica, di matrice improvvisativa, ma con una decisa e puntigliosa “scrittura”, muove dai suoni ancestrali del rito, con l’obiettivo di evocare immagini che si riferiscono alle tradizioni popolari con l’intento di mostrare l’esistenza di un linguaggio che nella diversità riconduce all’unità, rinnovando il senso della musica come espressione di socialità religiosa, lungo i tòpoi della Puglia primitiva (con le influenze della religiosità araba e bizantina), sulla tradizione che muove in transizione verso suggestioni nuove e che si collega idealmente alla musica popolare, ma tende al futuro del suono incognito. L’avventura artistica, costituita da composizioni originali di Rino Arbore, si caratterizza per il “suono”, scarno e a tratti approssimativo, convivendo nella band chitarra, batteria e percussioni, sax alto, tuba e serpentone; grazie al prezioso contributo dei sensibili musicisti che danno vita al progetto si ottiene un clima sonoro che parte dalla tradizione antropologica, attraverso l'uso di scale modali e temi popolari, e rimanda sia al cameristico che all’avant–garde. Significativa la presenza di Godard, studioso dei rapporti tra l'improvvisazione jazz e la musica popolare antica e la musica di Banda di carattere devozionale, legato alla Puglia per avere dedicato ben due opere discografiche a Castel del Monte (all'interno del quale ha anche registrato) ed alla figura Federiciana.

Radio Interference è, invece, il nuovo progetto discografico del chitarrista e cantante pugliese Vito Quaranta alias Forthyto. Nel disco il compositore è affiancato dal contrabbassista Giorgio Vendola e dal batterista Mimmo Campanale e da tre ospiti: il trombettista Luca Aquino, il fisarmonicista Antonello Salis e il suonatore di tabla Arup Kanti Das. Radio Interference è un lavoro di totale riscrittura di brani che hanno interferito nella sfera non solo musicale ma emozionale dell’artista. Un percorso nella memoria di brani che hanno un valore inevitabilmente musicale, ma altresì segnate da un legame fortemente personale, non a caso condiviso con musicisti con i quali l’intesa è anche di carattere squisitamente umano come Antonello Salis. Il fisarmonicista sardo è presente in tre brani che regalano momenti di grande lirismo sia nella quasi operistica Prism di Keith Jarrett, che in Last Train Home di Pat Metheny, dal connotato fortemente west coast, per i quali, sono state scritte liriche originali, concludendo con Lucignolo di collodiana memoria, di Fiorenzo Carpi, dal sapore squisitamente folk. Luca Aquino presta il suo “fiato” in altri due brani; la rarefatta versione di How far can you Fly? di Luca Flores, anch’essa a sua volta correlata da liriche originali, e la metropolitana Esteem di Steve Lacy, qui come dedica aperta all’uomo comune. Le tabla di Arup Kanti Das tessono le loro ritmiche in una mantrica versione di Caravan di Juan Tizol cosi come nella poliritmica ritualità di Four Sticks presa in prestito dai Led Zeppelin.

Dal 29 novembre sarà in distribuzione, infine, Halfway to dawn (sing a song of Strayhorn) della cantante Antonella Chionna e del chitarrista Andrea Musci. Nel centenario della nascita di Billy Strayhorn (1915-1967), Antonella Chionna decide di approfondire la figura dell’arrangiatore, compositore e pianista statunitense, noto soprattutto per la sua trentennale collaborazione col compositore e direttore d'orchestra Duke Ellington, per il quale compose e orchestrò molti dei brani che resero famosa la sua orchestra. Un percorso musicale audace che rivisita tredici composizioni di Strayhorn. Ad accompagnarla in questo viaggio il chitarrista e compositore Andrea Musci. Il duo - composto dai duoi artisti tarantini - nasce nelle aule del Conservatorio di Musica "Nino Rota" di Monopoli; un duo "atipico" nella concezione del suono e nella scelta dei materiali oggetto di studio e rielaborazione, un dialogo a due tra "voci" che sanno spaziare dalla tradizione alla sperimentazione in uguale misura, senza perdere di vista l'importanza del ruolo ricoperto dall'improvvisazione. La loro rilettura di "Left alone” è presente nell'antologia "Hunger And love : tribute to Billie Holiday" (Dodicilune, 2015).

L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime etichette discografiche italiane (dati 2010/2014). Dispone di un catalogo di oltre 180 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc).


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