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Quotidiano Lecce, Salento

- Lunedì, 20 novembre 2017 - Ore 01:25

Due nuove storie da ascoltare nel museo archeologico di Ugento

Due nuove storie da ascoltare nel museo archeologico di Ugento

Ugento - Per la prima volta nella storia di Sherazade - storymaker for travelling – l’applicazione gratuita che invita a viaggiare in Puglia con parole nuove – le due nuove voci narranti sono localizzate all’interno di una struttura museale. Protagonista è la copia della statua bronzea dello Zeus stilita, datata intorno al 530 a.C., e collocata all’interno del Nuovo Museo Archeologico di Ugento. Si rianima di una luce più intensa grazie al racconto che dà voce a Sofia Codacci Pisanelli, ambientato il 24 dicembre 1961, momento del ritrovamento. Presidente della Pro-Loco di Ugento, donna Sofia era allora ispettrice onoraria della Soprintendenza alle Antichità; fu lei a prendersi carico della custodia temporanea per la salvaguardia del reperto. Un ritrovamento fortuito – durante gli scavi delle fondamenta di un’abitazione privata – a cui seguirà la lunga fase di studio e restauro. 

“E adesso eri lì, nella stanza accanto,

pulito alla buona e adagiato a letto

sul mantello rosso con cui mio figlio

si travestiva da soldato romano, a Carnevale.

Ti mancava un piede e una mano destra, ed eri ancora

tutto incrostato di terra e fango,

ma con i tuoi occhi bui, che si affacciavano nel tempo

mi avevi già stregato.”

Il racconto ha inizio con il resoconto appassionato della donna, subito successivo al ritrovamento, e prosegue con la descrizione dei contesti d’uso della statua: quasi come fosse una finestra sui millenni racconta della civiltà messapica di cui è stata testimone. In un inciso si ascolta anche la stessa voce di Zeus, che narra del passato glorioso di Ugento, delle preghiere e delle offerte invocate in suo nome.

La Tomba dell’Atleta è il soggetto del secondo racconto. A narrare è Lomes, aristocratico messapico del V secolo, mentre piange il figlio appena trentenne che sta per essere deposto nella sepoltura, oggi allestita nel chiostro del museo. Si tratta di una struttura a semicamera, datata tra la fine del VI e l’inizio del IV secolo, ritrovata a Ugento in via Salentina nel 1969.

“Cosa può contenere, secondo voi, una tomba?

A distanza di secoli, a cavallo dei millenni,

cosa resta, quando l’uomo scompare

e il silenzio, dentro, vi rimbomba?

Eppure, vedete

resiste sempre qualcosa

una pietra, un vaso, il frammento di una cosa

un niente fatto di terra

che ci mantiene in qualche modo vivi,

anche sottoterra.”

È il racconto di un padre che assicura il corpo del figlio in una tomba di dimensioni monumentali, quasi un forziere di oggetti preziosi, sia per fattura dei migliori artigiani, sia per valore, garantendogli, secondo gli usi del tempo, un viaggio nell’aldilà tra i più distinti. 

Oltre a fare di Ugento una nuova tappa della mappa narrativa, i due nuovi racconti di Sherazade invitano a gustare di un bene museale con uno sguardo innovativo. Le storie, infatti, non si sostituiscono a una descrizione più specialistica, ma aggiungono il vissuto del bene osservato, aggiungendo nuovi dettagli e sfumature, e rendendone unica la fruizione.

“L'uso della narrazione all'interno dei musei – afferma Matteo Greco, ideatore di Sherazade e autore dei racconti – può essere un elemento di forte innovazione delle modalità di fruizione dei beni culturali in questo tipo di strutture. Sentire la voce e i racconti vivi di uomini che hanno abitato le più svariate latitudini del tempo può aiutare il visitatore a cogliere l'eccezionalità di ritrovarsi di fronte a un'anfora, un monile, una statua. Attraverso i racconti possiamo trasformare i musei da luoghi di tesaurizzazione a luoghi di presentificazione del sapere”.

COS’È SHERAZADE

Sherazade è un cantastorie digitale, l’applicazione disponibile gratuitamente sugli store di Apple e GooglePlay o in OpenWeb dal sito www.sherazadesalento.com. Con le cuffie alle orecchie è possibile viaggiare in Puglia con parole nuove, ascoltando sul proprio smartphone voci e racconti che parlano dei luoghi da visitare. 

Sherazade restituisce il senso dei luoghi attraverso l’esperienza viva della narrazione. È una mappa narrativa: di tappa in tappa, si attraversano storie d’amore e di lotta, racconti di lavoro e vita quotidiana, aneddoti curiosi e antiche leggende. 

I comuni già presenti nell’applicazione sono Santa Maria di Leuca, Gagliano del Capo, Morciano di Leuca, Santa Cesarea Terme, Otranto, Galatina, Gallipoli, Brindisi e Bisceglie, Alessano, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melendugno, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. 


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